From the 17th century philology, the formula mira varietas lectionum refers to the extraordinary quantity of readings in the tradition of ancient texts; the adjective mirus expresses both the excessive proliferation of readings and, in a more positive sense, the paramount acquisition of knowledge about history and transmission of texts. The study of the mira varietas is a fundamental instrument for editing texts, tracing their circulation in antiquity, inquiring their fortune and reception and finally considering how they are reinterpreted in the modern scholarship. The miscellany, devoted to this methodological approach, collects works focused on the idea of philology stands primarly as critical and attentive study of the textual tradition which aims to shed light on the past and stimulate the progress of our knowledge. The volume includes twelve essays covering all areas of philological studies: direct tradition, with particular attention to Byzantine manuscripts as testimonia of exegetical and ecdotic works of ancient philologists, indirect transmission, and literary analysis aimed at exploring new possible interpretations of ancient texts according to an intertextual approach.

Con l’espressione mira varietas lectionum si suole indicare, già a partire dalla filologia del Settecento, la straordinaria ricchezza di varianti nella tradizione di un testo antico; se da un lato l’aggettivo mirus tradisce un certo stupore e quasi un fastidio per l’eccessivo proliferare delle lezioni, dall’altro acquisisce il senso positivo dello straordinario guadagno di conoscenze che ne ricaviamo. La miscellanea, nata dalla volontà di restituire al testo e alla sua storia questa ricchezza culturale, raccoglie contributi incentrati sull’idea di una filologia concepita quale studio della tradizione, fortemente devota al valore della ricostruzione concreta e minuta come mezzo che illumini frammenti del passato e stimoli a rinnovare sempre le nostre credenze. Il volume comprende dodici saggi che spaziano dalla tradizione diretta, con particolare attenzione ai codici bizantini quali testimoni del lavoro esegetico ed ecdotico dei dotti nel corso del tempo, a quella indiretta, fino all’analisi letteraria, volta a sondare le possibilità interpretative della lettura dei testi antichi in prospettiva intertestuale. In open access sul sito della BUP - Basilicata University Press.

Mira varietas lectionum

Cantore R.
;
2021

Abstract

From the 17th century philology, the formula mira varietas lectionum refers to the extraordinary quantity of readings in the tradition of ancient texts; the adjective mirus expresses both the excessive proliferation of readings and, in a more positive sense, the paramount acquisition of knowledge about history and transmission of texts. The study of the mira varietas is a fundamental instrument for editing texts, tracing their circulation in antiquity, inquiring their fortune and reception and finally considering how they are reinterpreted in the modern scholarship. The miscellany, devoted to this methodological approach, collects works focused on the idea of philology stands primarly as critical and attentive study of the textual tradition which aims to shed light on the past and stimulate the progress of our knowledge. The volume includes twelve essays covering all areas of philological studies: direct tradition, with particular attention to Byzantine manuscripts as testimonia of exegetical and ecdotic works of ancient philologists, indirect transmission, and literary analysis aimed at exploring new possible interpretations of ancient texts according to an intertextual approach.
2021
9788831309141
Con l’espressione mira varietas lectionum si suole indicare, già a partire dalla filologia del Settecento, la straordinaria ricchezza di varianti nella tradizione di un testo antico; se da un lato l’aggettivo mirus tradisce un certo stupore e quasi un fastidio per l’eccessivo proliferare delle lezioni, dall’altro acquisisce il senso positivo dello straordinario guadagno di conoscenze che ne ricaviamo. La miscellanea, nata dalla volontà di restituire al testo e alla sua storia questa ricchezza culturale, raccoglie contributi incentrati sull’idea di una filologia concepita quale studio della tradizione, fortemente devota al valore della ricostruzione concreta e minuta come mezzo che illumini frammenti del passato e stimoli a rinnovare sempre le nostre credenze. Il volume comprende dodici saggi che spaziano dalla tradizione diretta, con particolare attenzione ai codici bizantini quali testimoni del lavoro esegetico ed ecdotico dei dotti nel corso del tempo, a quella indiretta, fino all’analisi letteraria, volta a sondare le possibilità interpretative della lettura dei testi antichi in prospettiva intertestuale. In open access sul sito della BUP - Basilicata University Press.
Philology, Byzantine manuscripts, Bern. 363, Synagoge, Darms 2773, Planudes, Theognis, Severus of Antioch, Nonnus' Dionysiaca, Lys. Or. 24, Afranius, Par. gr. 1630, Aelius Dionysius
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