Il libro raccoglie i frutti di una ricerca, nata un po’ per caso, senza un fondo di finanziamento o una lunga tradizione di studio alle spalle. Nasce dall’intuizione che esista un certo strabismo sui fiumi, almeno nel loro rapporto con le città. Spesso vengono identificati con le grandi capitali che attraversano. Su questo si è sviluppata su scala mondiale una fiorente letteratura scientifica e promozionale. In realtà in molte città medie – prendiamo il caso della Pianura Padana – i fiumi sono sconosciuti oppure deviati, peggio ancora tombinati. Emergono agli onori della cronaca solo quando straripano. La causa remota dello strabismo è nota. Finita la funzione commerciale e industriale dei fiumi, depurate alla bene in meglio le acque reflue, essi sono finiti quasi sempre in una sordina politica e sociale. Ora la questione ambientale pare stia risvegliando la voglia (e la paura) di acqua nelle città, con piccoli e grandi progetti di riqualificazione. Si parla anche di blue gentrification. In realtà, i cambiamenti sono modesti perché i costi, ad esempio dello stombinamento di un fiume, sono enormi e gli interessi immobiliari consolidati. Però c’è fermento sociale e si moltiplicano i gruppi di giovani che si dedicano alla pulizia delle sponde dei fiumi. Insomma micro-cambiamenti che meritavano una pennellata sociale. È nata così la ricerca ‘fiumi e città” coinvolgendo un po’ alla volta studiosi e militanti in un’opera definita di ‘federalismo scientifico’: mettere in rete un certo numero di referenti locali – accademici e non – chiedendo loro di svolgere una ricerca sulle formazioni sociali, i giochi di potere e le progettualità urbane lungo i fiumi delle città capoluogo di provincia del nord Italia

Il capitolo mette in evdenza la relazione controversa tra il Volano del Po e la città di Ferrara. Uno spazio che negli ultimi decenni è stato abbandonato per poi divenire un luogo di socialità e di nuova aggregazione sulla spinta di iniziative e progettualità nate dall'associazionismo e da gruppi di cittadinanza attiva. Tale percorso di riappropriazione del fiume e delle sue relazioni con la città risulta determinante al fine di alimentare socialità diffusa e una inedita politica territoriale e ambientale. Il porcesso di riqualificazione avviatosi nell'ultimo periodo può rappresentare un passaggio determnante, per quanto vi siano ancora delle ambivalenza sui lavorare nel futuro.

Ferrara e il Po di Volano. Riflessione su uno spazio dimenticato

A. Alietti
Primo
Writing – Review & Editing
;
R. Farinella;G. Scandurra
2021

Abstract

Il libro raccoglie i frutti di una ricerca, nata un po’ per caso, senza un fondo di finanziamento o una lunga tradizione di studio alle spalle. Nasce dall’intuizione che esista un certo strabismo sui fiumi, almeno nel loro rapporto con le città. Spesso vengono identificati con le grandi capitali che attraversano. Su questo si è sviluppata su scala mondiale una fiorente letteratura scientifica e promozionale. In realtà in molte città medie – prendiamo il caso della Pianura Padana – i fiumi sono sconosciuti oppure deviati, peggio ancora tombinati. Emergono agli onori della cronaca solo quando straripano. La causa remota dello strabismo è nota. Finita la funzione commerciale e industriale dei fiumi, depurate alla bene in meglio le acque reflue, essi sono finiti quasi sempre in una sordina politica e sociale. Ora la questione ambientale pare stia risvegliando la voglia (e la paura) di acqua nelle città, con piccoli e grandi progetti di riqualificazione. Si parla anche di blue gentrification. In realtà, i cambiamenti sono modesti perché i costi, ad esempio dello stombinamento di un fiume, sono enormi e gli interessi immobiliari consolidati. Però c’è fermento sociale e si moltiplicano i gruppi di giovani che si dedicano alla pulizia delle sponde dei fiumi. Insomma micro-cambiamenti che meritavano una pennellata sociale. È nata così la ricerca ‘fiumi e città” coinvolgendo un po’ alla volta studiosi e militanti in un’opera definita di ‘federalismo scientifico’: mettere in rete un certo numero di referenti locali – accademici e non – chiedendo loro di svolgere una ricerca sulle formazioni sociali, i giochi di potere e le progettualità urbane lungo i fiumi delle città capoluogo di provincia del nord Italia
978-88-6938-254-3
Il capitolo mette in evdenza la relazione controversa tra il Volano del Po e la città di Ferrara. Uno spazio che negli ultimi decenni è stato abbandonato per poi divenire un luogo di socialità e di nuova aggregazione sulla spinta di iniziative e progettualità nate dall'associazionismo e da gruppi di cittadinanza attiva. Tale percorso di riappropriazione del fiume e delle sue relazioni con la città risulta determinante al fine di alimentare socialità diffusa e una inedita politica territoriale e ambientale. Il porcesso di riqualificazione avviatosi nell'ultimo periodo può rappresentare un passaggio determnante, per quanto vi siano ancora delle ambivalenza sui lavorare nel futuro.
urban studies; Delta padano; antropologia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11392/2468497
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