La scelta terapeutica del medico, nel trattamento di patologie dell’apparato muscolo-scheletrico, si fonda su una diagnosi appropriata e sulla scelta della terapia efficace per la patologia in cura. La terapia potrà essere attuata con un farmaco oppure con un dispositivo medico. La terapia con un dispositivo medico per la stimolazione elettrica dell’osteogenesi o della condroprotezione deve garantire: la sicurezza elettrica del dispositivo; la sicurezza biologica, intesa come assenza di effetti collaterali; l’efficacia del dispositivo nella specifica patologia, dimostrata da studi clinici; l’assenza di controindicazioni specifiche per il paziente che dovrà utilizzare il dispositivo medico. La letteratura dimostra che l’efficacia terapeutica di un dispositivo medico è legata alle caratteristiche fisiche del segnale elettrico, magnetico o elettromagnetico generato dall’applicatore. Pertanto, l’impiego di un dispositivo deve fondarsi o su documentate esperienze cliniche condotte con il dispositivo stesso o su una chiara dimostrazione di equivalenza con dispositivi che erogano segnali efficaci. Attualmente è presente nel mercato italiano una pletora di dispositivi per “magnetoterapia” o “CEMP”, privi di documentazione clinica che ne documentino l’efficacia e la sicurezza biologica. Questi dispositivi sono proposti ai pazienti per le più svariate e ampie indicazioni: dalla pseudoartrosi alla cellulite. Non è facile se non impossibile per l’ortopedico reperire in letteratura le necessarie informazioni sulle caratteristiche dei diversi dispositivi di “magnetoterapia” o “CEMP”. Indicazioni, controindicazioni ed effetti collaterali sono contenuti unicamente nel manuale di istruzione, che rimanda alla responsabilità del medico l’uso del dispositivo, il quale, in assenza di adeguata documentazione clinica, potrebbe esporre il paziente ad un trattamento inefficace se non dannoso. Nella pratica clinica, la prescrizione all’uso della stimolazione elettrica si deve fondare su una corretta diagnosi e su una specifica indicazione all’uso del dispositivo più idoneo. In questo modo, il medico ottempera al suo dovere di proporre una terapia efficace e sicura.

Impiego clinico della stimolazione elettrica in ortopedia e traumatologia

MASSARI, Leo;
2017

Abstract

La scelta terapeutica del medico, nel trattamento di patologie dell’apparato muscolo-scheletrico, si fonda su una diagnosi appropriata e sulla scelta della terapia efficace per la patologia in cura. La terapia potrà essere attuata con un farmaco oppure con un dispositivo medico. La terapia con un dispositivo medico per la stimolazione elettrica dell’osteogenesi o della condroprotezione deve garantire: la sicurezza elettrica del dispositivo; la sicurezza biologica, intesa come assenza di effetti collaterali; l’efficacia del dispositivo nella specifica patologia, dimostrata da studi clinici; l’assenza di controindicazioni specifiche per il paziente che dovrà utilizzare il dispositivo medico. La letteratura dimostra che l’efficacia terapeutica di un dispositivo medico è legata alle caratteristiche fisiche del segnale elettrico, magnetico o elettromagnetico generato dall’applicatore. Pertanto, l’impiego di un dispositivo deve fondarsi o su documentate esperienze cliniche condotte con il dispositivo stesso o su una chiara dimostrazione di equivalenza con dispositivi che erogano segnali efficaci. Attualmente è presente nel mercato italiano una pletora di dispositivi per “magnetoterapia” o “CEMP”, privi di documentazione clinica che ne documentino l’efficacia e la sicurezza biologica. Questi dispositivi sono proposti ai pazienti per le più svariate e ampie indicazioni: dalla pseudoartrosi alla cellulite. Non è facile se non impossibile per l’ortopedico reperire in letteratura le necessarie informazioni sulle caratteristiche dei diversi dispositivi di “magnetoterapia” o “CEMP”. Indicazioni, controindicazioni ed effetti collaterali sono contenuti unicamente nel manuale di istruzione, che rimanda alla responsabilità del medico l’uso del dispositivo, il quale, in assenza di adeguata documentazione clinica, potrebbe esporre il paziente ad un trattamento inefficace se non dannoso. Nella pratica clinica, la prescrizione all’uso della stimolazione elettrica si deve fondare su una corretta diagnosi e su una specifica indicazione all’uso del dispositivo più idoneo. In questo modo, il medico ottempera al suo dovere di proporre una terapia efficace e sicura.
Massari, Leo; Benazzo, F; Falez, F; Moretti, B; Donelli, F.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11392/2373904
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact