Questo volume prende in considerazione la produzione narrativa di consumo, destinata principalmente al popolo e tradizionalmente considerata, per i suoi contenuti, per il registro stilistico e per il stesso target, letteratura di secondo livello. Si va dai galatei e dai testi di educazione civica al romanzo “rosa” e da questo ai feuilletons ed ai racconti di detection o hard boiled, comunemente detti “gialli” e noir. L’autrice affronta questi scrittori e questi racconti da un’ottiva educativa partendo dal giudizio diffuso su di essi,, che li presenta come i principali strumenti extrascolastici di conformazione delle giovani generazioni. Tuttavia, l’analisi dei vari generi mostra che tali generi non sono monolitici come siamo abituati a pensare. Se leggendo dobbiamo abituarci a vivere molte vite, a giocare, a costruire mondi altri e, soprattutto, a sentire nella propria mente il paradosso e lo spaesamento che derivano da vagabondaggi destinati a diventare viaggi significativi, allora vien da chiedere: ma davvero i racconti rosa, azzurri, gialli e neri non suscitano alcun viaggio? Danno davvero tutti, senza alcuna distinzione, ricette pronte per l’uso e risposte conformatrici? O possono, in una maniera del tutto particolare, contribuire alla crescita dei loro lettori?

La narrativa colorata. La letteratura popolare e l'educazione

BELLATALLA, Luciana
2015

Abstract

Questo volume prende in considerazione la produzione narrativa di consumo, destinata principalmente al popolo e tradizionalmente considerata, per i suoi contenuti, per il registro stilistico e per il stesso target, letteratura di secondo livello. Si va dai galatei e dai testi di educazione civica al romanzo “rosa” e da questo ai feuilletons ed ai racconti di detection o hard boiled, comunemente detti “gialli” e noir. L’autrice affronta questi scrittori e questi racconti da un’ottiva educativa partendo dal giudizio diffuso su di essi,, che li presenta come i principali strumenti extrascolastici di conformazione delle giovani generazioni. Tuttavia, l’analisi dei vari generi mostra che tali generi non sono monolitici come siamo abituati a pensare. Se leggendo dobbiamo abituarci a vivere molte vite, a giocare, a costruire mondi altri e, soprattutto, a sentire nella propria mente il paradosso e lo spaesamento che derivano da vagabondaggi destinati a diventare viaggi significativi, allora vien da chiedere: ma davvero i racconti rosa, azzurri, gialli e neri non suscitano alcun viaggio? Danno davvero tutti, senza alcuna distinzione, ricette pronte per l’uso e risposte conformatrici? O possono, in una maniera del tutto particolare, contribuire alla crescita dei loro lettori?
2015
9788891712370
educazione; letteratura; popolo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11392/2323617
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