Nel presente lavoro è stato investigato il comportamento sismico di pareti singole di controvento in cemento armato, progettate facendo ricorso sia al Direct Displacement Based Design (DBD) (Priestley e altri 2007) sia all’analisi spettrale descritta nell’Eurocodice 8. I risultati sono stati verificati mediante analisi dinamiche non lineari con l’utilizzo di modelli a plasticità concentrata e a plasticità diffusa. Dal confronto fra le analisi è emersa l’inadeguatezza dei modelli a plasticità concentrata, nell’ambito dell’approccio alle forze, nel determinare risultati attendibili in termini di inviluppo del momento flettente e di spostamento lungo l’altezza della struttura. Da qui l’esigenza di proseguire l’indagine con un approccio che superi la limitazione di un’unica cerniera plastica alla base. Si sono dunque adottati modelli a fibre (Filippou e altri 1991), attraverso l’uso del codice di calcolo ad elementi finiti Opensees. Ogni elemento che compone la struttura è stato discretizzato mediante alcune sezioni di controllo per descrivere in modo sufficientemente accurato la diffusione della plasticità lungo tutto lo sviluppo verticale. Per descrivere il comportamento ciclico del calcestruzzo e dell’acciaio si sono adottati rispettivamente il legame costitutivo proposto da Kent e Park (1971) e quello formulato da Menegotto e Pinto (1973). Alle strutture sono state applicate tre serie di 7 accelerogrammi spettrocompatibili assumendo una PGA = 0.5g e un terreno di tipo C. Per la serie completa di pareti studiate, le analisi dinamiche non lineari hanno confermato il buon accordo con i risultati forniti dal DBD sia con i modelli a plasticità concentrata sia con quelli a plasticità diffusa. Viceversa, per quanto riguarda l’approccio alle forze, le analisi dinamiche non lineari hanno evidenziato che il modello a plasticità concentrata risulta inadeguato a descrivere il comportamento delle pareti snelle.

Analisi di pareti in c.a. mediante modelli a fibre: confronti tra l’approccio agli spostamenti ed alle forze.

RIZZATO, Michele;TULLINI, Nerio;LAUDIERO, Ferdinando
2009

Abstract

Nel presente lavoro è stato investigato il comportamento sismico di pareti singole di controvento in cemento armato, progettate facendo ricorso sia al Direct Displacement Based Design (DBD) (Priestley e altri 2007) sia all’analisi spettrale descritta nell’Eurocodice 8. I risultati sono stati verificati mediante analisi dinamiche non lineari con l’utilizzo di modelli a plasticità concentrata e a plasticità diffusa. Dal confronto fra le analisi è emersa l’inadeguatezza dei modelli a plasticità concentrata, nell’ambito dell’approccio alle forze, nel determinare risultati attendibili in termini di inviluppo del momento flettente e di spostamento lungo l’altezza della struttura. Da qui l’esigenza di proseguire l’indagine con un approccio che superi la limitazione di un’unica cerniera plastica alla base. Si sono dunque adottati modelli a fibre (Filippou e altri 1991), attraverso l’uso del codice di calcolo ad elementi finiti Opensees. Ogni elemento che compone la struttura è stato discretizzato mediante alcune sezioni di controllo per descrivere in modo sufficientemente accurato la diffusione della plasticità lungo tutto lo sviluppo verticale. Per descrivere il comportamento ciclico del calcestruzzo e dell’acciaio si sono adottati rispettivamente il legame costitutivo proposto da Kent e Park (1971) e quello formulato da Menegotto e Pinto (1973). Alle strutture sono state applicate tre serie di 7 accelerogrammi spettrocompatibili assumendo una PGA = 0.5g e un terreno di tipo C. Per la serie completa di pareti studiate, le analisi dinamiche non lineari hanno confermato il buon accordo con i risultati forniti dal DBD sia con i modelli a plasticità concentrata sia con quelli a plasticità diffusa. Viceversa, per quanto riguarda l’approccio alle forze, le analisi dinamiche non lineari hanno evidenziato che il modello a plasticità concentrata risulta inadeguato a descrivere il comportamento delle pareti snelle.
9788890429200
Pareti di controvento in calcestruzzo armato; Analisi dinamica non lineare; Modello a fibre; Direct Displacement Based Design
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