Quando parliamo di riabilitazione delle ipoacusie infantili ci riferiamo, in particolare, alle ipoacusie neurosensoriali che insorgono nella prima infanzia perché le conseguenze di tale patologia provocano una serie di eventi sfavorevoli che interferiscono con lo sviluppo psichico del bambino talmente gravi da costituire un problema sanitario e sociale di grande rilevanza. La mancata percezione degli stimoli verbali che sono il reattivo su cui si innesca lo sviluppo del linguaggio nel bambino a partire soprattutto da 6-8 mesi di vita, può causare gravi ritardi o alterazioni permanenti nel processo di acquisizione del linguaggio del bambino che saranno fonte di una potenziale disabilità comunicativa. Lo sviluppo del linguaggio in un bambino inizia, infatti, in un periodo critico importantissimo, dagli 8-12 mesi d'età, quando inizia ad instaurarsi quel feed-back acustico-fonologico-comunicativo che è alla base delle prime acquisizioni verbali e del loro successivo arricchimento lessicale e morfo-sintattico. Fondamentale in questo periodo è la percezione da parte del bambino di strutture acustiche del linguaggio in grado di innescare tutto il processo dell'apprendimento linguistico. L’impatto della ipoacusia infantile diventa ancora maggiore quando il danno uditivo è di grado elevato, e si complica in associazione a fattori variabili di natura demografica, quali l’età di insorgenza, o in associazione a fattori clinici, come per esempio la presenza di altri handicap associati alla sordità. In presenza di un’ipocusia grave o profonda è quindi necessario attuare strategie di ordine sanitario e abilitativo volte a evitare o limitare l’insorgenza di un disordine dello sviluppo della comunicazione verbale e degli apprendimenti. I più recenti progressi in ambito tecnologico e clinico hanno creato nuove opportunità nel trattamento della disabilità uditiva. Grazie all’istituzione degli screening uditivi universali, la diagnosi precisa della soglia uditiva è già possibile entro i primi mesi di vita del bambino, e ciò permette di iniziare molto precocemente il processo abilitativo. Quest’ultimo è attuato con un duplice approccio: uno di tipo audiologico-protesico, mirato al ripristino della percezione uditiva oltre che alla identificazione dei fattorieziologici, e l’altro di tipo logopedico-neurospicologico, fondato sull’ identificazione delle abilità cognitive e comunicative residue per poter individuare un intervento mirato.

La riabilitazione delle sordità preverbali

TREVISI, Patrizia;FORMIGONI, Patrizia
2007

Abstract

Quando parliamo di riabilitazione delle ipoacusie infantili ci riferiamo, in particolare, alle ipoacusie neurosensoriali che insorgono nella prima infanzia perché le conseguenze di tale patologia provocano una serie di eventi sfavorevoli che interferiscono con lo sviluppo psichico del bambino talmente gravi da costituire un problema sanitario e sociale di grande rilevanza. La mancata percezione degli stimoli verbali che sono il reattivo su cui si innesca lo sviluppo del linguaggio nel bambino a partire soprattutto da 6-8 mesi di vita, può causare gravi ritardi o alterazioni permanenti nel processo di acquisizione del linguaggio del bambino che saranno fonte di una potenziale disabilità comunicativa. Lo sviluppo del linguaggio in un bambino inizia, infatti, in un periodo critico importantissimo, dagli 8-12 mesi d'età, quando inizia ad instaurarsi quel feed-back acustico-fonologico-comunicativo che è alla base delle prime acquisizioni verbali e del loro successivo arricchimento lessicale e morfo-sintattico. Fondamentale in questo periodo è la percezione da parte del bambino di strutture acustiche del linguaggio in grado di innescare tutto il processo dell'apprendimento linguistico. L’impatto della ipoacusia infantile diventa ancora maggiore quando il danno uditivo è di grado elevato, e si complica in associazione a fattori variabili di natura demografica, quali l’età di insorgenza, o in associazione a fattori clinici, come per esempio la presenza di altri handicap associati alla sordità. In presenza di un’ipocusia grave o profonda è quindi necessario attuare strategie di ordine sanitario e abilitativo volte a evitare o limitare l’insorgenza di un disordine dello sviluppo della comunicazione verbale e degli apprendimenti. I più recenti progressi in ambito tecnologico e clinico hanno creato nuove opportunità nel trattamento della disabilità uditiva. Grazie all’istituzione degli screening uditivi universali, la diagnosi precisa della soglia uditiva è già possibile entro i primi mesi di vita del bambino, e ciò permette di iniziare molto precocemente il processo abilitativo. Quest’ultimo è attuato con un duplice approccio: uno di tipo audiologico-protesico, mirato al ripristino della percezione uditiva oltre che alla identificazione dei fattorieziologici, e l’altro di tipo logopedico-neurospicologico, fondato sull’ identificazione delle abilità cognitive e comunicative residue per poter individuare un intervento mirato.
ipoacusie neurosensoriali infantili; riabilitazione logopedica; impianti cocleari
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