Probabilmente Rudolf Laban, (famoso ballerino e coreografo ungherese 1879-1958) che studiò inizialmente architettura per poi passare agli studi di teatro ne sarebbe stato entusiasta: dinamico, fluido e contemporaneo, come la sua danza, capace di dare un senso di movimento nonostante la sua grande mole il Laban Centre, nel sud-est londinese, è uno dei maggiori centri per il ballo a livello europeo. Il progetto di J. Herzog e P. De Meuron, vincitore del prestigioso premio Stirling nel 2003, è parte del piano di riqualificazione dell’area di Deptford, ricca di magazzini e laboratori dismessi attualmente in fase di riconversione. L’edificio si presenta al visitatore con un abbraccio multicolore; l’ampia facciata principale è infatti leggermente curva e, come il resto dell’edificio, rivestita da pannelli di policarbonato di differente colorazione. Una intercapedine di 60 centimetri divide il polimero dal rivestimento interno costituito da infissi in vetrocamera protetti dai raggi solari dallo schermo esterno. Il risultato è un parallelepipedo colorato che si inserisce tra i rossi magazzini circostanti senza sembrare tuttavia un corpo così estraneo. Se gli spazi interni stupiscono per i colori delle pareti, dal verde smeraldo al rosa acceso al turchese intenso, la nera scala a chiocciola dall’aspetto monolitico e dal sinuoso corrimano ligneo che collega l’atrio dell’edificio ai due livelli superiori appare come un piccolo meteorite che ha trafitto l’arcobaleno del Laban.

Laban Centre, Londra

ROSSATO, Luca
2008

Abstract

Probabilmente Rudolf Laban, (famoso ballerino e coreografo ungherese 1879-1958) che studiò inizialmente architettura per poi passare agli studi di teatro ne sarebbe stato entusiasta: dinamico, fluido e contemporaneo, come la sua danza, capace di dare un senso di movimento nonostante la sua grande mole il Laban Centre, nel sud-est londinese, è uno dei maggiori centri per il ballo a livello europeo. Il progetto di J. Herzog e P. De Meuron, vincitore del prestigioso premio Stirling nel 2003, è parte del piano di riqualificazione dell’area di Deptford, ricca di magazzini e laboratori dismessi attualmente in fase di riconversione. L’edificio si presenta al visitatore con un abbraccio multicolore; l’ampia facciata principale è infatti leggermente curva e, come il resto dell’edificio, rivestita da pannelli di policarbonato di differente colorazione. Una intercapedine di 60 centimetri divide il polimero dal rivestimento interno costituito da infissi in vetrocamera protetti dai raggi solari dallo schermo esterno. Il risultato è un parallelepipedo colorato che si inserisce tra i rossi magazzini circostanti senza sembrare tuttavia un corpo così estraneo. Se gli spazi interni stupiscono per i colori delle pareti, dal verde smeraldo al rosa acceso al turchese intenso, la nera scala a chiocciola dall’aspetto monolitico e dal sinuoso corrimano ligneo che collega l’atrio dell’edificio ai due livelli superiori appare come un piccolo meteorite che ha trafitto l’arcobaleno del Laban.
Rossato, Luca
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11392/533753
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