Quando si realizza un progetto ex-novo, è facile comprendere come i campi attivi del "regolo temporale" Passato-Presente-fuuro siano praticamente sempre due: il Presente (in cui si cerca di capire i vincoli del contesto) e il Futuro (in cui si cerca di immaginare una trasformazione e tutti sanno bene che per i progettisti il progetto, definito nella coerenza rappresentativa dei suoi elaborati alle diverse scale di completezza e di dettaglio, deve essere la verifica dell'idea progettuale). Anche se non viene mai realizzata, quest'ultima stabilisce un contatto con il Futuro che segna un processo di rappresentazione costruttiva, funzionale, storicamente ineludibile. Quando invece si ha a che fare con i manufatti esistenti (particolarmente quelli storici e particolarmente di essi per le parti che sono maggiormente sottoposte al "sacrificio") accade che i tre campi del regolo temporale sono tutti accesi e che soprattutto la freccia temporale si inverte, ovvero che il progettista deve spesso porsi delle domande su come, quando, perché certe soluzioni sono state adottate prima (Passato) e come, quanto, ecc. potranno le nostre interpretazioni progettuali per conservare o identificare dei ruoli significativi delle superfici essere presenti in Futuro.

Superfici e colore. Rilievo, indagini qualitative, aspetti conservativi

BALZANI, Marcello;MAIETTI, Federica
2008

Abstract

Quando si realizza un progetto ex-novo, è facile comprendere come i campi attivi del "regolo temporale" Passato-Presente-fuuro siano praticamente sempre due: il Presente (in cui si cerca di capire i vincoli del contesto) e il Futuro (in cui si cerca di immaginare una trasformazione e tutti sanno bene che per i progettisti il progetto, definito nella coerenza rappresentativa dei suoi elaborati alle diverse scale di completezza e di dettaglio, deve essere la verifica dell'idea progettuale). Anche se non viene mai realizzata, quest'ultima stabilisce un contatto con il Futuro che segna un processo di rappresentazione costruttiva, funzionale, storicamente ineludibile. Quando invece si ha a che fare con i manufatti esistenti (particolarmente quelli storici e particolarmente di essi per le parti che sono maggiormente sottoposte al "sacrificio") accade che i tre campi del regolo temporale sono tutti accesi e che soprattutto la freccia temporale si inverte, ovvero che il progettista deve spesso porsi delle domande su come, quando, perché certe soluzioni sono state adottate prima (Passato) e come, quanto, ecc. potranno le nostre interpretazioni progettuali per conservare o identificare dei ruoli significativi delle superfici essere presenti in Futuro.
Balzani, Marcello; Maietti, Federica
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