Il contributo ripercorre le fasi più significative dello studio condotto nell’ambito della tesi di laurea dal titolo: Moderno. Per la riapertura dell’Auditurium del Conservatorio G. Frescobaldi. Una ridefinizione organica nell’isolato dell’ex Arcispedale di Sant’Anna a Ferrara. L’indagine ha teso innanzitutto mettere in relazione le già indagate vicende costruttive di un tessuto urbano di origine quattrocentesca con funzione di arcispedale e prossimo al Castello Estense, con le trasformazioni d’uso e consistenza conseguenti ad interventi novecenteschi (1912-1932), attuate sulla base del progetto dei fratelli Girolamo e Carlo Savonuzzi. Il confronto tra le vicende storiche che hanno caratterizzato il primo impianto dell’ospedale fino alla sua massima espansione ottocentesca e il cambiamento di destinazione d’uso successivo, ha portato a formulare una proposta progettuale per la riapertura dell’auditorium (nucleo centrale dell’intero impianto progettuale e oggi luogo interdetto al pubblico) annesso al conservatorio musicale, che riconosce nel progetto dei fratelli Savonuzzi una fase storica da tutelare. La complessità del progetto di trasformazione dell’area e lo stato attuale dei luoghi, hanno reso dunque necessaria una lettura del contesto a differenti scale: innanzitutto la scala urbana caratterizzata da un quadrivio di strade sulle quali si attestano edifici pubblici e residenziali, successivamente quella dei corpi di fabbrica che compongono il Conservatorio musicale G. Frescobaldi (già Liceo musicale) e infine lo studio di dettaglio dell’auditorium, in ragione dell’assenza di disegni esecutivi e della esemplare tipologia costruttiva. Quest’ultima emersa al contempo come elemento caratterizzante il progetto stesso della sala e concausa della sua chiusura la pubblico. Quando negli anni 1935-39 Carlo Savonuzzi progetta e realizza questo spazio pubblico l’intento, così come espresso nelle relazione allegate al progetto, è di donare alla città una “moderna” sala per la musica da camera e sinfonica, con funzione di supporto alla attività didattiche dell’allora Liceo musicale, ma prevalentemente con carattere di pubblica utilità. Per fare questo, si affida alle tecniche costruttive e ai materiali tra i più innovativi del suo tempo e realizza all’interno di uno spazio preesistente uno “strumento” per la musica rivestito di un intonaco speciale acustico contenete fibre di amianto. La necessità di coniugare istanze di tutela dettate dalla natura stessa dei luoghi con le odierne possibilità di conservazione dei materiali contenenti amianto, è emersa dunque come problematica centrale all’interno dello studio condotto.

Moderno. Per la riapertura dell'Auditorium del Conservatorio G. Frescobaldi: una ridefinizione organica nell'isolato dell'ex Arcispedale di Sant'Anna

PESCI, Letizia;RACO, Fabiana
2008

Abstract

Il contributo ripercorre le fasi più significative dello studio condotto nell’ambito della tesi di laurea dal titolo: Moderno. Per la riapertura dell’Auditurium del Conservatorio G. Frescobaldi. Una ridefinizione organica nell’isolato dell’ex Arcispedale di Sant’Anna a Ferrara. L’indagine ha teso innanzitutto mettere in relazione le già indagate vicende costruttive di un tessuto urbano di origine quattrocentesca con funzione di arcispedale e prossimo al Castello Estense, con le trasformazioni d’uso e consistenza conseguenti ad interventi novecenteschi (1912-1932), attuate sulla base del progetto dei fratelli Girolamo e Carlo Savonuzzi. Il confronto tra le vicende storiche che hanno caratterizzato il primo impianto dell’ospedale fino alla sua massima espansione ottocentesca e il cambiamento di destinazione d’uso successivo, ha portato a formulare una proposta progettuale per la riapertura dell’auditorium (nucleo centrale dell’intero impianto progettuale e oggi luogo interdetto al pubblico) annesso al conservatorio musicale, che riconosce nel progetto dei fratelli Savonuzzi una fase storica da tutelare. La complessità del progetto di trasformazione dell’area e lo stato attuale dei luoghi, hanno reso dunque necessaria una lettura del contesto a differenti scale: innanzitutto la scala urbana caratterizzata da un quadrivio di strade sulle quali si attestano edifici pubblici e residenziali, successivamente quella dei corpi di fabbrica che compongono il Conservatorio musicale G. Frescobaldi (già Liceo musicale) e infine lo studio di dettaglio dell’auditorium, in ragione dell’assenza di disegni esecutivi e della esemplare tipologia costruttiva. Quest’ultima emersa al contempo come elemento caratterizzante il progetto stesso della sala e concausa della sua chiusura la pubblico. Quando negli anni 1935-39 Carlo Savonuzzi progetta e realizza questo spazio pubblico l’intento, così come espresso nelle relazione allegate al progetto, è di donare alla città una “moderna” sala per la musica da camera e sinfonica, con funzione di supporto alla attività didattiche dell’allora Liceo musicale, ma prevalentemente con carattere di pubblica utilità. Per fare questo, si affida alle tecniche costruttive e ai materiali tra i più innovativi del suo tempo e realizza all’interno di uno spazio preesistente uno “strumento” per la musica rivestito di un intonaco speciale acustico contenete fibre di amianto. La necessità di coniugare istanze di tutela dettate dalla natura stessa dei luoghi con le odierne possibilità di conservazione dei materiali contenenti amianto, è emersa dunque come problematica centrale all’interno dello studio condotto.
Restauro; conservazione; Novecento; Savonuzzi
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