Il contesto europeo dei sistemi di negoziazione alternativi, d’ora in avanti Multilateral trading facilities – MTF- per uniformarsi alla terminologia proposta dalla Commissione Europea, presenta numerose differenze regolamentari e, in parte, industriali rispetto a quello attualmente riscontrato negli Stati Uniti. Negli ultimi anni, sul fronte normativo la SEC ha prodotto un corpus di regole volto a inquadrare la struttura e l’operatività dei sistemi. Ad oggi, in Europa non esiste un quadro istituzionale organico in grado di regolare l’operatività di questi soggetti. Solo nel 2002 il CESR è stato in grado di pubblicare standard relativi ai sistemi in questione. In sintesi, tali standard si pongono come principali obiettivi la protezione degli investitori e la salvaguardia dell’integrità del mercato. Le modalità con cui si intende perseguirli fanno soprattutto con riferimento a: notificazione delle informazioni rilevanti alle competenti autorità, regole più stringenti di trasparenza e di “reporting”, prevenzione degli abusi di mercato. Al lavoro svolto dal CESR si è poi accompagnata la proposta della commissione europea di revisione della direttiva sui servizi di investimento (ISDII). In questo documento, fortemente contrastato in alcune sue parti, si propone l’eliminazione del principio di concentrazione degli ordini in borsa e si procede a inserire tra i servizi di investimento sottoposti al mutuo riconoscimento quelli offerti appunto dalle MTF. In aggiunta, la normativa in questione pone le basi per l’attività di internalizzazione degli ordini da parte degli intermediari finanziari. Questa direttiva, se approvata nel testo attuale, ha una particolare valenza per la nuova configurazione concorrenziale del segmento azionario in particolare, poiché implica la presenza contemporanea di tre tipi di giocatori nel mercato: mercati regolamentati, MTF, internalizzatori. I primi due soggetti incontrano regole molto simili, mentre notevolmente diverso è il trattamento riservato agli internalizzatori. Per gli altri segmenti del mercato finanziario, obbligazionario e degli altri strumenti finanziari, non si applicano le regole di trasparenza previste per il comparto azionario, tuttavia la reiterazione dei principi fissati dal CESR ha la potenzialità per influire in modo significativo sui business models adottati da molti sistemi attualmente operativi in Europa.

MTF in Europa

MATTEI, Jacopo
2004

Abstract

Il contesto europeo dei sistemi di negoziazione alternativi, d’ora in avanti Multilateral trading facilities – MTF- per uniformarsi alla terminologia proposta dalla Commissione Europea, presenta numerose differenze regolamentari e, in parte, industriali rispetto a quello attualmente riscontrato negli Stati Uniti. Negli ultimi anni, sul fronte normativo la SEC ha prodotto un corpus di regole volto a inquadrare la struttura e l’operatività dei sistemi. Ad oggi, in Europa non esiste un quadro istituzionale organico in grado di regolare l’operatività di questi soggetti. Solo nel 2002 il CESR è stato in grado di pubblicare standard relativi ai sistemi in questione. In sintesi, tali standard si pongono come principali obiettivi la protezione degli investitori e la salvaguardia dell’integrità del mercato. Le modalità con cui si intende perseguirli fanno soprattutto con riferimento a: notificazione delle informazioni rilevanti alle competenti autorità, regole più stringenti di trasparenza e di “reporting”, prevenzione degli abusi di mercato. Al lavoro svolto dal CESR si è poi accompagnata la proposta della commissione europea di revisione della direttiva sui servizi di investimento (ISDII). In questo documento, fortemente contrastato in alcune sue parti, si propone l’eliminazione del principio di concentrazione degli ordini in borsa e si procede a inserire tra i servizi di investimento sottoposti al mutuo riconoscimento quelli offerti appunto dalle MTF. In aggiunta, la normativa in questione pone le basi per l’attività di internalizzazione degli ordini da parte degli intermediari finanziari. Questa direttiva, se approvata nel testo attuale, ha una particolare valenza per la nuova configurazione concorrenziale del segmento azionario in particolare, poiché implica la presenza contemporanea di tre tipi di giocatori nel mercato: mercati regolamentati, MTF, internalizzatori. I primi due soggetti incontrano regole molto simili, mentre notevolmente diverso è il trattamento riservato agli internalizzatori. Per gli altri segmenti del mercato finanziario, obbligazionario e degli altri strumenti finanziari, non si applicano le regole di trasparenza previste per il comparto azionario, tuttavia la reiterazione dei principi fissati dal CESR ha la potenzialità per influire in modo significativo sui business models adottati da molti sistemi attualmente operativi in Europa.
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