Il borgo di Colle Ameno sorge nel Comune di Sasso Marconi, in provincia di Bologna, ed è un complesso particolarmente interessante per la sua consistenza architettonica e la sua storia che lo ha portato al massimo splendore nella metà del XVIII secolo, quando per volontà del marchese e senatore Filippo Carlo Ghisilieri si cominciò a costruire una serie di edifici integrati fra loro - destinati a funzioni pubbliche e private - che la trasformarono in una grandiosa residenza di villeggiatura, con annessi un borgo rurale ed una chiesa pubblica con ospedale, circondata dalle terre della tenuta agricola. Questa particolare connotazione qualificava Colle Ameno quale rara espressione dell’architettura illuminista bolognese di campagna: la triade palazzo-borgo-territorio costituiva un’unità inscindibile, in un’epoca in cui la villa suburbana non era seconda, né per aspetto né per pulsione culturale, alla residenza di città, ma piuttosto complementare ad essa e di cui ne recepiva i gusti e le mode interpretandone appieno la temperie culturale. Villa Ghisilieri si presenta oggi, dopo decenni di totale abbandono, in una condizione di degrado preoccupante e in esponenziale aggravamento, che sta cancellando, giorno dopo giorno, una testimonianza importante, e quasi unica, dell’insediamento rurale bolognese del XVIII secolo. Pertanto si ravvisa la necessità di intervenire operativamente sul manufatto non con l’idea della ricostruzione dell’opera dov’era e com’era, quanto piuttosto attraverso la sua reinterpretazione, finalizzata alla conservazione della memoria di un’espressione notevole dell’ingegno e delle capacità dell’uomo, nella quale la particolarità dell’urbanistica, dell’architettura e dell’apparato decorativo, fondata su un uso scenografico degli stessi elementi, si intrecciava a quella complessità e varietà di funzioni che caratterizzava il complesso. La reintegrazione dell’immagine di Colle Ameno è fondata sulla consapevolezza che le parti a rudere delle murature e i relativi lacerti di decorazione attualmente rimasti non sono sufficienti a permettere la comprensione dell’immagine e dei significati della villa e, conseguentemente, neanche dell’intero complesso.

Memoria e valori del complesso di Colle Ameno: dal rudere alla reintegrazione dell’immagine attraverso il trattamento della lacuna

MAIETTI, Federica
2008

Abstract

Il borgo di Colle Ameno sorge nel Comune di Sasso Marconi, in provincia di Bologna, ed è un complesso particolarmente interessante per la sua consistenza architettonica e la sua storia che lo ha portato al massimo splendore nella metà del XVIII secolo, quando per volontà del marchese e senatore Filippo Carlo Ghisilieri si cominciò a costruire una serie di edifici integrati fra loro - destinati a funzioni pubbliche e private - che la trasformarono in una grandiosa residenza di villeggiatura, con annessi un borgo rurale ed una chiesa pubblica con ospedale, circondata dalle terre della tenuta agricola. Questa particolare connotazione qualificava Colle Ameno quale rara espressione dell’architettura illuminista bolognese di campagna: la triade palazzo-borgo-territorio costituiva un’unità inscindibile, in un’epoca in cui la villa suburbana non era seconda, né per aspetto né per pulsione culturale, alla residenza di città, ma piuttosto complementare ad essa e di cui ne recepiva i gusti e le mode interpretandone appieno la temperie culturale. Villa Ghisilieri si presenta oggi, dopo decenni di totale abbandono, in una condizione di degrado preoccupante e in esponenziale aggravamento, che sta cancellando, giorno dopo giorno, una testimonianza importante, e quasi unica, dell’insediamento rurale bolognese del XVIII secolo. Pertanto si ravvisa la necessità di intervenire operativamente sul manufatto non con l’idea della ricostruzione dell’opera dov’era e com’era, quanto piuttosto attraverso la sua reinterpretazione, finalizzata alla conservazione della memoria di un’espressione notevole dell’ingegno e delle capacità dell’uomo, nella quale la particolarità dell’urbanistica, dell’architettura e dell’apparato decorativo, fondata su un uso scenografico degli stessi elementi, si intrecciava a quella complessità e varietà di funzioni che caratterizzava il complesso. La reintegrazione dell’immagine di Colle Ameno è fondata sulla consapevolezza che le parti a rudere delle murature e i relativi lacerti di decorazione attualmente rimasti non sono sufficienti a permettere la comprensione dell’immagine e dei significati della villa e, conseguentemente, neanche dell’intero complesso.
A., Alvisi; E., Gentilini; Maietti, Federica
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