La ricchezza del sito paleontologico Pirro Nord è nota nella letteratura geologica sin dagli anni ’80 del secolo scorso, grazie a numerose pubblicazioni scientifiche prodotte da studiosi delle università di Frenze e Roma Sapienza, che hanno reso famose le associazioni a mammiferi del Pleistocene inferiore raccolte nella “Unità Faunistica Pirro Nord” e datate a un intervallo compreso tra 1,3 e 1,6 Ma. (De Giuli et alii 1987, Abbazzi et alii 1996, Gliozzi et alii 1997, Arzarello et alii 2007). I vertebrati fossili ammontano a 20 specie di anfibi e rettili, 47 specie di uccelli e più di 40 specie di mammiferi. Le analisi sistematiche su questi ultimi hanno portato a delineare una comunità caratterizzata da un elevato numero di erbivori, soprattutto cervidi, dall’istrice di grande taglia Hystrix refossa e dalla prima comparsa degli ungulati Bison degiulii ed Equus altidens; tra i numerosi carnivori merita ricordare la grande iena Pachycrocuta brevirostris, le tigri dai denti a sciabola Homotherium latidens e Megantereon whitei e i canidi Lycaon lycaonoides e Canis mosbachensis. Questo contesto paleontologico era già conosciuto nel 2004 quando, a seguito di nuovi sbancamenti nel plesso estrattivo Pirro Nord, il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino avviò ricerche a sostegno di una tesi di dottorato sull’argomento (Petrucci 2008). Durante una delle campagne di ricerca e di ispezione sul terreno, nel corso del 2005, venne rinvenuto un grosso nucleo in selce di origine locale. Ispezioni superficiali permisero, contestualmente, di rinvenire anche alcune schegge da collegare con la stessa produzione antropologica (Arzarello et alii 2007).
In Puglia il primo europeo? Indagini in corso da Apricena
ARZARELLO, Marta;PERETTO C.;
2008
Abstract
La ricchezza del sito paleontologico Pirro Nord è nota nella letteratura geologica sin dagli anni ’80 del secolo scorso, grazie a numerose pubblicazioni scientifiche prodotte da studiosi delle università di Frenze e Roma Sapienza, che hanno reso famose le associazioni a mammiferi del Pleistocene inferiore raccolte nella “Unità Faunistica Pirro Nord” e datate a un intervallo compreso tra 1,3 e 1,6 Ma. (De Giuli et alii 1987, Abbazzi et alii 1996, Gliozzi et alii 1997, Arzarello et alii 2007). I vertebrati fossili ammontano a 20 specie di anfibi e rettili, 47 specie di uccelli e più di 40 specie di mammiferi. Le analisi sistematiche su questi ultimi hanno portato a delineare una comunità caratterizzata da un elevato numero di erbivori, soprattutto cervidi, dall’istrice di grande taglia Hystrix refossa e dalla prima comparsa degli ungulati Bison degiulii ed Equus altidens; tra i numerosi carnivori merita ricordare la grande iena Pachycrocuta brevirostris, le tigri dai denti a sciabola Homotherium latidens e Megantereon whitei e i canidi Lycaon lycaonoides e Canis mosbachensis. Questo contesto paleontologico era già conosciuto nel 2004 quando, a seguito di nuovi sbancamenti nel plesso estrattivo Pirro Nord, il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino avviò ricerche a sostegno di una tesi di dottorato sull’argomento (Petrucci 2008). Durante una delle campagne di ricerca e di ispezione sul terreno, nel corso del 2005, venne rinvenuto un grosso nucleo in selce di origine locale. Ispezioni superficiali permisero, contestualmente, di rinvenire anche alcune schegge da collegare con la stessa produzione antropologica (Arzarello et alii 2007).I documenti in SFERA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.