Nell’epoca della Globalizzazione i cittadini si trovano a dover affrontare, in tutto il mondo, una scelta cruciale tra due sistemi alternativi di concepire la città e il territorio, uno SUB-URBANO l’altro pienamente URBANO: -il sistema convenzionale SUB-URBANO basato su periferie residenziali, centri direzionali con grattacieli, e ipermercati, connessi tra loro attraverso una maglia inquinante e dispersiva di autostrade; -il sistema innovativo URBANO composto da una efficiente rete policentrica di città, quartieri, distretti e villaggi in equilibrio con il territorio naturale e collegati da un sistema interconnesso di trasporto pubblico e privato. La crescita accelerata di Ipermercati e Mega-centri commerciali al di fuori delle aree urbane, fenomeno che si sta diffondendo dagli Stati Uniti al resto del mondo, sta causando danni notevoli al sistema economico, ambientale e sociale della maggior parte delle città, impoverendo i centri storici e allargando a macchia d’olio l’estensione delle periferie sub-urbane. Il livello di crisi del sistema del traffico e i sempre più alti valori d’inquinamento ambientale sono le manifestazioni più evidenti di una profonda patologia che determina, come ultimo risultato, il crescente senso d’insicurezza nelle strade sempre più desertificate a causa della sparizione del commercio diffuso. Questo processo, un tempo tipicamente solo americano, sta diventando un’esperienza quotidiana nelle città europee già devastate da brutali periferie costruite nel secondo-dopoguerra del secolo passato e rivelatesi un fallimento globale. Parallelamente al sistema convenzionale di urbanistica sub-urbana, una nuova architettura sta emergendo con forti contenuti di sensibilità ecologica , ispirandosi ai valori civici di cultura e sviluppo urbano. Questa Nuova Architettura Civica rispetta le tradizioni e le tipologie locali, offrendo, nello stesso tempo, alla comunità un’alternativa sostenibile per la vita quotidiana. Nonostante la propaganda che cerca di diffondere il modello dell’ipermercato come unica possibilità nell’epoca dell’economia globale, è facile riscontrare come, proprio nel mondo globale, gli abitanti di città come Parigi, New York, San Francisco, Londra, Roma, Madrid vivono all’interno di quartieri urbani integrati, fanno la spesa quotidianamente in piccoli negozi al dettaglio, in mercati tradizionali o in mini-market che arricchiscono la vita e la sicurezza delle strade e delle piazze. Inoltre, l’esperienza americana e il fallimento dei “PETROL-SLUMS” – i sobborghi periferici che dipendono per la loro sopravvivenza sul petrolio - , ci dimostra come siamo entrati in una nuova fase di sviluppo, in cui molti grandi centri commerciali periferici vengono demoliti e trasformati in quartieri urbani integrati: Mizner Park in Florida, Mashpee Commons nel Maryland, The Crossing, Eastgatenel Tennessee, Redmonton in California. In questo quadro, risulta evidente come il Commercio svolga oggi un ruolo chiave nel dare forma all’ambiente in cui viviamo, indirizzandolo verso un modello urbano o sub-urbano. Quali alternative concrete esistono agli Ipermercati e ai Mega centri commerciali? Come si può costruire una città integrata in cui gli spazi commerciali diventino il supporto allo sviluppo di una comunità urbana ricca del mix tradizionale di attività economiche, culturali e sociali? Quali edifici e quali tecniche d’intervento sono richieste per fare fronte alla domanda crescente di un ambiente urbano di qualità, sicuro e in equilibrio con l’ambiente naturale? Come possiamo mantenere e rafforzare le comunità urbane integrate?

CITTÀ COMMERCIO ARCHITETTURA

BUCCI, Alessandro;DIOLAITI, Donatella
2004

Abstract

Nell’epoca della Globalizzazione i cittadini si trovano a dover affrontare, in tutto il mondo, una scelta cruciale tra due sistemi alternativi di concepire la città e il territorio, uno SUB-URBANO l’altro pienamente URBANO: -il sistema convenzionale SUB-URBANO basato su periferie residenziali, centri direzionali con grattacieli, e ipermercati, connessi tra loro attraverso una maglia inquinante e dispersiva di autostrade; -il sistema innovativo URBANO composto da una efficiente rete policentrica di città, quartieri, distretti e villaggi in equilibrio con il territorio naturale e collegati da un sistema interconnesso di trasporto pubblico e privato. La crescita accelerata di Ipermercati e Mega-centri commerciali al di fuori delle aree urbane, fenomeno che si sta diffondendo dagli Stati Uniti al resto del mondo, sta causando danni notevoli al sistema economico, ambientale e sociale della maggior parte delle città, impoverendo i centri storici e allargando a macchia d’olio l’estensione delle periferie sub-urbane. Il livello di crisi del sistema del traffico e i sempre più alti valori d’inquinamento ambientale sono le manifestazioni più evidenti di una profonda patologia che determina, come ultimo risultato, il crescente senso d’insicurezza nelle strade sempre più desertificate a causa della sparizione del commercio diffuso. Questo processo, un tempo tipicamente solo americano, sta diventando un’esperienza quotidiana nelle città europee già devastate da brutali periferie costruite nel secondo-dopoguerra del secolo passato e rivelatesi un fallimento globale. Parallelamente al sistema convenzionale di urbanistica sub-urbana, una nuova architettura sta emergendo con forti contenuti di sensibilità ecologica , ispirandosi ai valori civici di cultura e sviluppo urbano. Questa Nuova Architettura Civica rispetta le tradizioni e le tipologie locali, offrendo, nello stesso tempo, alla comunità un’alternativa sostenibile per la vita quotidiana. Nonostante la propaganda che cerca di diffondere il modello dell’ipermercato come unica possibilità nell’epoca dell’economia globale, è facile riscontrare come, proprio nel mondo globale, gli abitanti di città come Parigi, New York, San Francisco, Londra, Roma, Madrid vivono all’interno di quartieri urbani integrati, fanno la spesa quotidianamente in piccoli negozi al dettaglio, in mercati tradizionali o in mini-market che arricchiscono la vita e la sicurezza delle strade e delle piazze. Inoltre, l’esperienza americana e il fallimento dei “PETROL-SLUMS” – i sobborghi periferici che dipendono per la loro sopravvivenza sul petrolio - , ci dimostra come siamo entrati in una nuova fase di sviluppo, in cui molti grandi centri commerciali periferici vengono demoliti e trasformati in quartieri urbani integrati: Mizner Park in Florida, Mashpee Commons nel Maryland, The Crossing, Eastgatenel Tennessee, Redmonton in California. In questo quadro, risulta evidente come il Commercio svolga oggi un ruolo chiave nel dare forma all’ambiente in cui viviamo, indirizzandolo verso un modello urbano o sub-urbano. Quali alternative concrete esistono agli Ipermercati e ai Mega centri commerciali? Come si può costruire una città integrata in cui gli spazi commerciali diventino il supporto allo sviluppo di una comunità urbana ricca del mix tradizionale di attività economiche, culturali e sociali? Quali edifici e quali tecniche d’intervento sono richieste per fare fronte alla domanda crescente di un ambiente urbano di qualità, sicuro e in equilibrio con l’ambiente naturale? Come possiamo mantenere e rafforzare le comunità urbane integrate?
2004
8881258692
9788881258697
CITTA'; URBANISTICA; COMMERCIO DIFFUSO; GRANDE DISTRIBUZIONE; NEW URBANISM; SMART GROWTH; DEMALLING; MALL RETROFIT
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