DESCRIZIONE DELLA RICERCA Considerata la rilevanza delle prime indagini sperimentali che hanno utilizzato il paradigma dello startle nel contesto della psicologia dello sviluppo, con il presente progetto si intende proporre la clonazione di un nuovo apparato metodologico che consente di misurare in modo affidabile e non invasivo lo startle spontaneo e provocato dalla nascita e nel corso del primo anno di vita. In particolare, attraverso una collaborazione interdipartimentale (Dipartimento di Scienze Umane e Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale - Sezione di Pediatria), internazionale (Miami University, Universidade de Lisboa) e interdisciplinare (il gruppo di ricerca è formato da tre psicologi dello sviluppo, un neonatologo di formazione medica, uno psicologo clinico dello sviluppo, e un fisico), il progetto si fonda sulla costruzione e sull'utilizzo nella ricerca sperimentale di un prototipo di una infant-seat (un seggiolino) attraverso il quale misurare la velocità, l'intensità e la lateralizzazione dello startle. L'obiettivo sarà quello di riprodurre una procedura computerizzata, già validata (Scatturin & Dondi, in prep.) e utilizzata con bambini tra i 3 e i 5 mesi (Dondi, Agnoli, Vacca, Franchin, & Scatturin, 2005; Dondi, Franchin, Agnoli, Vacca, & Scatturin, 2005), in grado di acquisire e analizzare le deformazioni e le oscillazioni provocate sulla infant-seat dalla brusca risposta motoria caratteristica dello startle. Tale procedura è stata messa a punto per la prima volta da alcuni componenti del gruppo proponente presso il Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione (DPSS) dell'Università di Padova. E' stato già sottolineato che l'utilizzo della registrazione dell'attività elettromiografica dell'orbicolare dell'occhio pone diversi problemi nel corso del primo sviluppo. La necessità di una piccola dermoabrasione della cute, la pasta per consentire l'applicazione degli elettrodi e l'impossibilità da parte di un bambino così piccolo nell'evitare di toccarsi il volto durante la registrazione delle risposte, rendono difficilmente applicabile tale misurazione nel corso del primo anno di vita. Considerate le informazioni cruciali circa lo sviluppo normale e patologico che possono essere tratte dallo studio del riflesso di startle, alcuni autori sono riusciti, nonostante le difficoltà, ad ottenere risultati di grande rilevanza (Balaban, 1995; Richards, 1998, 2000; Schmidt & Fox, 1998). Tuttavia, tanto più i bambini sono piccoli, tanto più le difficoltà metodologiche sembrano insormontabili. Lo strumento di cui si propone la messa a punto ha già dimostrato di costituire una soluzione a questi problemi consentendo la misurazione non-invasiva dello startle nei primi mesi di vita (Dondi, Agnoli, et al., 2005; Dondi, Franchin, et al., 2005). Un obiettivo più generale del progetto è quello di offrire una opportunità formativa di ricerca a giovani neolaureati mediante l'attivazione di due borse di ricerca post-laurea per la durata rispettivamente di nove e sei mesi ciascuna.

Una nuova metodologia per la misurazione non-invasiva dello startle nel neonato a termine e pretermine. PROGETTO PRIN (Coordinatore locale)

DONDI, Marco
2006

Abstract

DESCRIZIONE DELLA RICERCA Considerata la rilevanza delle prime indagini sperimentali che hanno utilizzato il paradigma dello startle nel contesto della psicologia dello sviluppo, con il presente progetto si intende proporre la clonazione di un nuovo apparato metodologico che consente di misurare in modo affidabile e non invasivo lo startle spontaneo e provocato dalla nascita e nel corso del primo anno di vita. In particolare, attraverso una collaborazione interdipartimentale (Dipartimento di Scienze Umane e Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale - Sezione di Pediatria), internazionale (Miami University, Universidade de Lisboa) e interdisciplinare (il gruppo di ricerca è formato da tre psicologi dello sviluppo, un neonatologo di formazione medica, uno psicologo clinico dello sviluppo, e un fisico), il progetto si fonda sulla costruzione e sull'utilizzo nella ricerca sperimentale di un prototipo di una infant-seat (un seggiolino) attraverso il quale misurare la velocità, l'intensità e la lateralizzazione dello startle. L'obiettivo sarà quello di riprodurre una procedura computerizzata, già validata (Scatturin & Dondi, in prep.) e utilizzata con bambini tra i 3 e i 5 mesi (Dondi, Agnoli, Vacca, Franchin, & Scatturin, 2005; Dondi, Franchin, Agnoli, Vacca, & Scatturin, 2005), in grado di acquisire e analizzare le deformazioni e le oscillazioni provocate sulla infant-seat dalla brusca risposta motoria caratteristica dello startle. Tale procedura è stata messa a punto per la prima volta da alcuni componenti del gruppo proponente presso il Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione (DPSS) dell'Università di Padova. E' stato già sottolineato che l'utilizzo della registrazione dell'attività elettromiografica dell'orbicolare dell'occhio pone diversi problemi nel corso del primo sviluppo. La necessità di una piccola dermoabrasione della cute, la pasta per consentire l'applicazione degli elettrodi e l'impossibilità da parte di un bambino così piccolo nell'evitare di toccarsi il volto durante la registrazione delle risposte, rendono difficilmente applicabile tale misurazione nel corso del primo anno di vita. Considerate le informazioni cruciali circa lo sviluppo normale e patologico che possono essere tratte dallo studio del riflesso di startle, alcuni autori sono riusciti, nonostante le difficoltà, ad ottenere risultati di grande rilevanza (Balaban, 1995; Richards, 1998, 2000; Schmidt & Fox, 1998). Tuttavia, tanto più i bambini sono piccoli, tanto più le difficoltà metodologiche sembrano insormontabili. Lo strumento di cui si propone la messa a punto ha già dimostrato di costituire una soluzione a questi problemi consentendo la misurazione non-invasiva dello startle nei primi mesi di vita (Dondi, Agnoli, et al., 2005; Dondi, Franchin, et al., 2005). Un obiettivo più generale del progetto è quello di offrire una opportunità formativa di ricerca a giovani neolaureati mediante l'attivazione di due borse di ricerca post-laurea per la durata rispettivamente di nove e sei mesi ciascuna.
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