L’adenosina, un nucleoside ubiquitario rilasciato da cellule metabolicamente attive o in condizioni di stress, agisce come un importante molecola regolatrice grazie all’attivazione di recettori specifici di membrana accoppiati a G-proteine che sono stati classificati come A1, A2A, A2B e A3. Nell’insieme, questi recettori, sono ampiamente distribuiti a livello dei vari organi e tessuti e rappresentano dei “targets” per l’intervento farmacologico in varie condizioni patologiche che sono associate con cambiamenti dei livelli di adenosina come l’asma, i disturbi neurodegenerativi, le patologie infiammatorie di tipo cronico e il cancro. Quanto riportato sopra costituisce il razionale per studiare l’espressione di tutti i recettori dell’adenosina in un tipo di tumore altamente diffuso che è considerato la III causa di morte nel mondo occidentale, quale il tumore del colonretto. Malgrado i notevoli progressi nella scoperta delle alterazioni biochimiche e genetiche coinvolte nello sviluppo e nella progressione dei tumori del colon retto, al momento il trattamento di questo disturbo viene affidato prevalentemente all’asportazione chirurgica. Inoltre la prognosi dei pazienti è determinata principalmente dallo stadio del tumore al momento della diagnosi. Così una migliore comprensione delle proteine coinvolte nella proliferazione delle cellule tumorali del colon retto potrebbe facilitare la scoperta di nuovi possibili “markers” diagnostici e prognostici e lo sviluppo di nuovi agenti terapeutici. Dati preliminari effettuati nel nostro laboratorio indicano la presenza di un aumento dei livelli di recettori A3 in frammenti di tessuto tumorale di colon rispetto alla mucosa sana, anche se al momento non è ancora chiaro se questo aumento sia la conseguenza di un evento compensatorio o rifletta piuttosto un meccanismo importante per l’eziopatogenesi del tumore stesso. Quindi è possibile ipotizzare che una sregolazione dell’espressione e/o della funzione dei recettori adenosinici possa svolgere un ruolo importante nei tumori giustificando la necessità di ulteriori studi finalizzati a definire eventuali correlazioni fra questi recettori e la tumorigenesi.

Progetto ex 60%- I recettori dell’adenosina come possibili “biomarkers” dei tumori colorettali. Studio su tessuti umani sani e tumorali e sulle cellule del sangue periferico.

BOREA, Pier Andrea
2004

Abstract

L’adenosina, un nucleoside ubiquitario rilasciato da cellule metabolicamente attive o in condizioni di stress, agisce come un importante molecola regolatrice grazie all’attivazione di recettori specifici di membrana accoppiati a G-proteine che sono stati classificati come A1, A2A, A2B e A3. Nell’insieme, questi recettori, sono ampiamente distribuiti a livello dei vari organi e tessuti e rappresentano dei “targets” per l’intervento farmacologico in varie condizioni patologiche che sono associate con cambiamenti dei livelli di adenosina come l’asma, i disturbi neurodegenerativi, le patologie infiammatorie di tipo cronico e il cancro. Quanto riportato sopra costituisce il razionale per studiare l’espressione di tutti i recettori dell’adenosina in un tipo di tumore altamente diffuso che è considerato la III causa di morte nel mondo occidentale, quale il tumore del colonretto. Malgrado i notevoli progressi nella scoperta delle alterazioni biochimiche e genetiche coinvolte nello sviluppo e nella progressione dei tumori del colon retto, al momento il trattamento di questo disturbo viene affidato prevalentemente all’asportazione chirurgica. Inoltre la prognosi dei pazienti è determinata principalmente dallo stadio del tumore al momento della diagnosi. Così una migliore comprensione delle proteine coinvolte nella proliferazione delle cellule tumorali del colon retto potrebbe facilitare la scoperta di nuovi possibili “markers” diagnostici e prognostici e lo sviluppo di nuovi agenti terapeutici. Dati preliminari effettuati nel nostro laboratorio indicano la presenza di un aumento dei livelli di recettori A3 in frammenti di tessuto tumorale di colon rispetto alla mucosa sana, anche se al momento non è ancora chiaro se questo aumento sia la conseguenza di un evento compensatorio o rifletta piuttosto un meccanismo importante per l’eziopatogenesi del tumore stesso. Quindi è possibile ipotizzare che una sregolazione dell’espressione e/o della funzione dei recettori adenosinici possa svolgere un ruolo importante nei tumori giustificando la necessità di ulteriori studi finalizzati a definire eventuali correlazioni fra questi recettori e la tumorigenesi.
Borea, Pier Andrea
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