Inquadrata nell’ambito della tradizione tecnologica gravettiana, l’industria litica di Fosso Mergaoni fornisce ulteriori elementi di valutazione per lo studio della produzione laminare durante l’Ultimo Massimo Glaciale. Questo sito all’aperto, ubicato sulla riva destra del fiume Esino, sondato nel 1982 e scavato in estensione nel 1985-86 dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici, ha restituito manufatti litici da un livello di limi alluvionali. La tipologia e la disposizione spaziale di tali reperti, rinvenuti riuniti in concentrazioni, suggeriscono l’esistenza di officine litiche. Le strutture evidenti contentevano nuclei, lame, lamelle e diversi sottoprodotti della scheggiatura risultanti dalla riduzione di selci reperite a breve distanza dal sito. Privi di alterazioni post-deposizionali sia a carico delle loro superfici che dell’originaria posizione spaziale, i manufatti attestano la produzione di grandi lame, lame e lamelle, articolata in sequenze operative indipendenti o concatenate. La particolare struttura spaziale del sito e la scarsità di strumenti ritoccati, oltre che di armature, sono indicative dell’esistenza di un’area ad attività specializzata, forse prossima a una zona abitativa non intercettata dalle indagini archeologiche oppure, più probabilmente, integrata in un sistema insediativo legato al bacino fluviale e alle sue risorse litiche e alimentari.

La produzione laminare nella tradizione gravettiana: le officine litiche di Fosso Mergaoni (Valle dell’Esino).

PERESANI, Marco
2005

Abstract

Inquadrata nell’ambito della tradizione tecnologica gravettiana, l’industria litica di Fosso Mergaoni fornisce ulteriori elementi di valutazione per lo studio della produzione laminare durante l’Ultimo Massimo Glaciale. Questo sito all’aperto, ubicato sulla riva destra del fiume Esino, sondato nel 1982 e scavato in estensione nel 1985-86 dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici, ha restituito manufatti litici da un livello di limi alluvionali. La tipologia e la disposizione spaziale di tali reperti, rinvenuti riuniti in concentrazioni, suggeriscono l’esistenza di officine litiche. Le strutture evidenti contentevano nuclei, lame, lamelle e diversi sottoprodotti della scheggiatura risultanti dalla riduzione di selci reperite a breve distanza dal sito. Privi di alterazioni post-deposizionali sia a carico delle loro superfici che dell’originaria posizione spaziale, i manufatti attestano la produzione di grandi lame, lame e lamelle, articolata in sequenze operative indipendenti o concatenate. La particolare struttura spaziale del sito e la scarsità di strumenti ritoccati, oltre che di armature, sono indicative dell’esistenza di un’area ad attività specializzata, forse prossima a una zona abitativa non intercettata dalle indagini archeologiche oppure, più probabilmente, integrata in un sistema insediativo legato al bacino fluviale e alle sue risorse litiche e alimentari.
Appennino; Paleolitico superiore; officina litica
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