Gli Aurignaziani di Fumane hanno dunque utilizzato, per confezionare zagaglie, spatole, punteruoli, punte, oggetti decorati e qualche oggetto ornamentale (denti di cervo), materie dure animali facilmente reperibili nel territorio circostante il sito. Va sottolineato l’utilizzo del palco di cervo o megacero per la fabbricazione delle zagaglie, ricavate in quasi tutta l’Europa da palchi di renna, cervide assente tra la fauna del sito. Viceversa si sono procurati da considerevoli distanze (oltre un centinaio di km) un gran numero di conchiglie marine utilizzate come oggetti ornamentali. L’approvvigionamento delle conchiglie potè essere realizzato mediante apposite spedizioni lungo le coste mediterranee oppure mediante reti di scambio. L’associazione malacologica risulta indicativa della fauna vivente durante lo stadio isotopico 3, ma non rappresentativa dal punto di vista della frequenza, in quanto appare fortemente influenzata dalla scelta dell’uomo. Tutte le specie sono compatibili con l’ipotesi di una provenienza mediterranea. Risulta però problematico circoscrivere l’area di provenienza: alcune delle specie rappresentate sono tipiche di substrati rocciosi, altre di fondali sabbiosi; qualche esemplare è oggi esclusivo della parte sud-orientale del Mar Mediterraneo (Nassarius circumcinctus), mentre altri (Gibbula pennanti, Gibbula cineraria, Littorina obtusata) sono particolarmente frequenti lungo le coste dell’Oceano Atlantico e rare nel Mar Mediterraneo. È necessario comunque segnalare che le stesse specie si trovano in alcuni siti aurignaziani prossimi alla costa mediterranea francese.

Osso, palco, dente, conchiglia: i supporti in materia dura animale dei manufatti dei primi Uomini moderni a Fumane (Verona)

BROGLIO, Alberto;GURIOLI, Fabio
2006

Abstract

Gli Aurignaziani di Fumane hanno dunque utilizzato, per confezionare zagaglie, spatole, punteruoli, punte, oggetti decorati e qualche oggetto ornamentale (denti di cervo), materie dure animali facilmente reperibili nel territorio circostante il sito. Va sottolineato l’utilizzo del palco di cervo o megacero per la fabbricazione delle zagaglie, ricavate in quasi tutta l’Europa da palchi di renna, cervide assente tra la fauna del sito. Viceversa si sono procurati da considerevoli distanze (oltre un centinaio di km) un gran numero di conchiglie marine utilizzate come oggetti ornamentali. L’approvvigionamento delle conchiglie potè essere realizzato mediante apposite spedizioni lungo le coste mediterranee oppure mediante reti di scambio. L’associazione malacologica risulta indicativa della fauna vivente durante lo stadio isotopico 3, ma non rappresentativa dal punto di vista della frequenza, in quanto appare fortemente influenzata dalla scelta dell’uomo. Tutte le specie sono compatibili con l’ipotesi di una provenienza mediterranea. Risulta però problematico circoscrivere l’area di provenienza: alcune delle specie rappresentate sono tipiche di substrati rocciosi, altre di fondali sabbiosi; qualche esemplare è oggi esclusivo della parte sud-orientale del Mar Mediterraneo (Nassarius circumcinctus), mentre altri (Gibbula pennanti, Gibbula cineraria, Littorina obtusata) sono particolarmente frequenti lungo le coste dell’Oceano Atlantico e rare nel Mar Mediterraneo. È necessario comunque segnalare che le stesse specie si trovano in alcuni siti aurignaziani prossimi alla costa mediterranea francese.
2006
Paleolitico; ornamenti; industria su osso; Veneto
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