Aprire oggi una riflessione sul diritto minorile e familiare significa muoversi in un tempo inquieto, segnato da urgenze, semplificazioni e risposte normative che sembrano spesso rincorrere la cronaca più che interrogare la complessità delle vite coinvolte. Eppure, proprio per questo, il momento presente rende necessario tornare a pensare, a discutere, a ricostruire il senso delle scelte giuridiche che riguardano i minori, le famiglie e le relazioni più fragili. Il diritto minorile nasce e vive nell’intreccio dei saperi. Psicologia, sociologia, pedagogia, assistenza sociale non sono un ornamento della decisione giudiziaria, ma ne costituiscono l’ossatura invisibile. Rinunciare a questa multidisciplinarità significa impoverire lo sguardo del giudice e, soprattutto, ridurre la capacità del sistema di comprendere le persone di cui si occupa.
L’autore strizza l’occhio a Luigi Fadiga
Paola Bastianoni
2026
Abstract
Aprire oggi una riflessione sul diritto minorile e familiare significa muoversi in un tempo inquieto, segnato da urgenze, semplificazioni e risposte normative che sembrano spesso rincorrere la cronaca più che interrogare la complessità delle vite coinvolte. Eppure, proprio per questo, il momento presente rende necessario tornare a pensare, a discutere, a ricostruire il senso delle scelte giuridiche che riguardano i minori, le famiglie e le relazioni più fragili. Il diritto minorile nasce e vive nell’intreccio dei saperi. Psicologia, sociologia, pedagogia, assistenza sociale non sono un ornamento della decisione giudiziaria, ma ne costituiscono l’ossatura invisibile. Rinunciare a questa multidisciplinarità significa impoverire lo sguardo del giudice e, soprattutto, ridurre la capacità del sistema di comprendere le persone di cui si occupa.I documenti in SFERA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


