Nel 2005/2007, in concomitanza con il rinnovo del piano urbanistico di Ferrara (in sostituzione del PRG del 1995), si è lavorato in sinergia tra Università e Amministrazione Comunale per includere nel nuovo PSC-Piano Strutturale Comunale una quota di edifici novecenteschi, sottraendoli alla categoria di intervento di “ristrutturazione” consentita fino a quel momento: valutando che anche edifici dell’ultimo secolo fossero di valore e costituissero parte integrante dell’insediamento urbano e del territorio, si voleva sottrarli a operazioni di radicale trasformazione o sostituzione. L’edilizia novecentesca (dal centro storico alle frazioni) è stata schedata e sono state definite classi di intervento adeguate anche alla salvaguardia delle caratteristiche dell’architettura più recente, esplicitate nel Regolamento Urbanistico Edilizio. Circa cinquecento edifici novecenteschi, parte dei quali costruiti nel secondo Novecento, sono stati riconosciuti di valore in sé e in relazione al tessuto urbano, includendoli in tre diverse “classi” che graduano i margini operativi dal restauro al risanamento conservativo; ulteriori 425 edifici sono stati mappati per i loro caratteri di relazione con il contesto, assoggettandoli ad attività conservative della sagoma e dei fronti, ma lasciando più ampi margini di manovra negli spazi interni. I nuovi strumenti urbanistici sono entrati in vigore nel luglio 2012, poco dopo il terremoto che ha colpito l’Emilia. Oggi è in corso di elaborazione un nuovo PUG-Piano Urbanistico Generale che, nella cartografia adottata nel dicembre 2024 e ora in regime di salvaguardia, conferma l’individuazione dell’architettura novecentesca già mappata nel piano precedente. A vent’anni dalle prime riflessioni per il PSC e a tredici dalla sua entrata in vigore, si può affermare che un rilevante numero di edifici novecenteschi viene considerato patrimonio di interesse. Tuttavia, nello spostamento verso nuove priorità di carattere ambientale e di rigenerazione urbana, si allentano in parte le restrizioni per gli interventi sul patrimonio costruito nelle voci di regolamentazione edilizia.
Aspetti metodologici e strumenti normativi per la salvaguardia dell'architettura del Novecento. L'esperienza del piano urbanistico di Ferrara
Rita Fabbri
2026
Abstract
Nel 2005/2007, in concomitanza con il rinnovo del piano urbanistico di Ferrara (in sostituzione del PRG del 1995), si è lavorato in sinergia tra Università e Amministrazione Comunale per includere nel nuovo PSC-Piano Strutturale Comunale una quota di edifici novecenteschi, sottraendoli alla categoria di intervento di “ristrutturazione” consentita fino a quel momento: valutando che anche edifici dell’ultimo secolo fossero di valore e costituissero parte integrante dell’insediamento urbano e del territorio, si voleva sottrarli a operazioni di radicale trasformazione o sostituzione. L’edilizia novecentesca (dal centro storico alle frazioni) è stata schedata e sono state definite classi di intervento adeguate anche alla salvaguardia delle caratteristiche dell’architettura più recente, esplicitate nel Regolamento Urbanistico Edilizio. Circa cinquecento edifici novecenteschi, parte dei quali costruiti nel secondo Novecento, sono stati riconosciuti di valore in sé e in relazione al tessuto urbano, includendoli in tre diverse “classi” che graduano i margini operativi dal restauro al risanamento conservativo; ulteriori 425 edifici sono stati mappati per i loro caratteri di relazione con il contesto, assoggettandoli ad attività conservative della sagoma e dei fronti, ma lasciando più ampi margini di manovra negli spazi interni. I nuovi strumenti urbanistici sono entrati in vigore nel luglio 2012, poco dopo il terremoto che ha colpito l’Emilia. Oggi è in corso di elaborazione un nuovo PUG-Piano Urbanistico Generale che, nella cartografia adottata nel dicembre 2024 e ora in regime di salvaguardia, conferma l’individuazione dell’architettura novecentesca già mappata nel piano precedente. A vent’anni dalle prime riflessioni per il PSC e a tredici dalla sua entrata in vigore, si può affermare che un rilevante numero di edifici novecenteschi viene considerato patrimonio di interesse. Tuttavia, nello spostamento verso nuove priorità di carattere ambientale e di rigenerazione urbana, si allentano in parte le restrizioni per gli interventi sul patrimonio costruito nelle voci di regolamentazione edilizia.I documenti in SFERA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


