Le ricerche archeologiche condotte nel riparo di Barma Cotze (Donnas) nell'agosto 2022, sotto la direzione dell’Università di Ferrara in convenzione con la Regione Valle d’Aosta, hanno ampliato l'area di indagine a dodici metri quadrati totali. Le operazioni preliminari hanno compreso la ripulitura del sito, l'apertura di nuovi quadrati a nord e a ovest e lo svuotamento dei vecchi sondaggi. Lo scavo dell'unità superficiale (US 1) ha restituito frammenti ceramici, manufatti in selce e cristallo di rocca, oltre a resti faunistici combusti e carboni. Procedendo in profondità, l'asportazione dello strato US 1II ha permesso di recuperare reperti di epoca storica, tra cui pietra ollare e ceramica depurata , e ha messo in luce la prosecuzione di una grande lastra litica già individuata nel 2021. Il successivo scavo delle unità US 4 e US 4II ha svelato l'interfaccia di US 16, interpretata come l'antico piano di calpestio, caratterizzata da ammassi strutturati di pietre e manufatti in giacitura planare. Sotto questo livello sono state individuate nuove strutture funerarie a cista litica, denominate Tomba 2 e Tomba 3. Lo svuotamento del riempimento della Tomba 2 non ha rivelato resti scheletrici, confermando l'assenza di ossa umane già riscontrata nella Tomba 1, ma ha restituito semi carbonizzati e un frammento osseo nello strato sottostante. Le indagini hanno interessato anche un pozzetto (US 6), identificandone il riempimento carbonioso inferiore e confermandone il taglio all'interno dello strato inferiore (US 5). Tutte le fasi di scavo sono state documentate con capisaldi e stazioni totali, e i sedimenti estratti sono stati trasportati a valle tramite teleferica per i successivi processi di flottazione e setacciatura ad acqua.
Federica Fontana, Davide Visentin
Federica Fontana
;Davide Visentin
2022
Abstract
Le ricerche archeologiche condotte nel riparo di Barma Cotze (Donnas) nell'agosto 2022, sotto la direzione dell’Università di Ferrara in convenzione con la Regione Valle d’Aosta, hanno ampliato l'area di indagine a dodici metri quadrati totali. Le operazioni preliminari hanno compreso la ripulitura del sito, l'apertura di nuovi quadrati a nord e a ovest e lo svuotamento dei vecchi sondaggi. Lo scavo dell'unità superficiale (US 1) ha restituito frammenti ceramici, manufatti in selce e cristallo di rocca, oltre a resti faunistici combusti e carboni. Procedendo in profondità, l'asportazione dello strato US 1II ha permesso di recuperare reperti di epoca storica, tra cui pietra ollare e ceramica depurata , e ha messo in luce la prosecuzione di una grande lastra litica già individuata nel 2021. Il successivo scavo delle unità US 4 e US 4II ha svelato l'interfaccia di US 16, interpretata come l'antico piano di calpestio, caratterizzata da ammassi strutturati di pietre e manufatti in giacitura planare. Sotto questo livello sono state individuate nuove strutture funerarie a cista litica, denominate Tomba 2 e Tomba 3. Lo svuotamento del riempimento della Tomba 2 non ha rivelato resti scheletrici, confermando l'assenza di ossa umane già riscontrata nella Tomba 1, ma ha restituito semi carbonizzati e un frammento osseo nello strato sottostante. Le indagini hanno interessato anche un pozzetto (US 6), identificandone il riempimento carbonioso inferiore e confermandone il taglio all'interno dello strato inferiore (US 5). Tutte le fasi di scavo sono state documentate con capisaldi e stazioni totali, e i sedimenti estratti sono stati trasportati a valle tramite teleferica per i successivi processi di flottazione e setacciatura ad acqua.I documenti in SFERA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


