Gli italiani si fidano davvero della scienza? Dove cercano informazioni su salute, tecnologia e innovazione? E quanto sono disposti a condividere i propri dati sanitari per favorire la ricerca? L’articolo analizza il rapporto tra cittadini italiani, scienza e medicina digitale nel 2026 attraverso i dati dell’Osservatorio Scienza, Tecnologia e Società di Observa Science in Society. I risultati mostrano un pubblico sempre più esposto ai contenuti tecno-scientifici, con il web che supera per la prima volta televisione e stampa come principale fonte informativa. Cresce anche il livello di alfabetizzazione scientifica e si conferma una fiducia molto elevata nella scienza, negli scienziati e nelle istituzioni di ricerca. Parallelamente emergono nuove tensioni legate alla sanità digitale: se da un lato prevale la disponibilità a condividere dati per favorire ricerca e cure, dall’altro persistono timori relativi alla privacy, alla commercializzazione delle informazioni sanitarie e all’uso improprio dei dati. L’articolo evidenzia inoltre differenze significative legate a istruzione, orientamento politico e consumo mediatico, delineando un quadro complesso in cui fiducia, innovazione e percezione del rischio convivono.
Gli italiani e la scienza nel 2026. Dati sanitari tra fiducia, scetticismo e opportunità [Italians and Science in 2026. Health Data: Trust, Skepticism, and Opportunities]
RUBIN, A
2026
Abstract
Gli italiani si fidano davvero della scienza? Dove cercano informazioni su salute, tecnologia e innovazione? E quanto sono disposti a condividere i propri dati sanitari per favorire la ricerca? L’articolo analizza il rapporto tra cittadini italiani, scienza e medicina digitale nel 2026 attraverso i dati dell’Osservatorio Scienza, Tecnologia e Società di Observa Science in Society. I risultati mostrano un pubblico sempre più esposto ai contenuti tecno-scientifici, con il web che supera per la prima volta televisione e stampa come principale fonte informativa. Cresce anche il livello di alfabetizzazione scientifica e si conferma una fiducia molto elevata nella scienza, negli scienziati e nelle istituzioni di ricerca. Parallelamente emergono nuove tensioni legate alla sanità digitale: se da un lato prevale la disponibilità a condividere dati per favorire ricerca e cure, dall’altro persistono timori relativi alla privacy, alla commercializzazione delle informazioni sanitarie e all’uso improprio dei dati. L’articolo evidenzia inoltre differenze significative legate a istruzione, orientamento politico e consumo mediatico, delineando un quadro complesso in cui fiducia, innovazione e percezione del rischio convivono.I documenti in SFERA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


