Nel corso del XX secolo, le due visioni (quella del problem-solving collaborativo e quella della contrapposizione), hanno sviluppato teorie e progetti che hanno alimentato, all’interno delle discipline del progetto, un dibattito non ancora storicizzato. Come non appare ancora storicizzato quell’ampio movimento di idee, sostenuto da progetti di comunicazione bottom-up che, influenzando attraverso l’opinione pubblica la cultura economico-politica, ha promosso la nascita di vincoli legislativi divenuti elementi di indirizzo anche per lo sviluppo dei prodotti industriali. Il numero - curato da Dario Scodeller ed Eleonora Trivellin - è introdotto dall’editoriale nel quale si riportano alcune dei momenti ritenuti significativi del rapporto tra la disciplina del design e le risorse ambientali. Viene citato come William Morris, già nel 1875, nella doppia veste di progettista-imprenditore del design e di conferenziere-critico dell’industrializzazione, abbia contribuito ad anticipare alcuni temi legati al ruolo del progetto nel conferimento di qualità all’ambiente antropizzato e al dovere degli intellettuali e degli artisti di contrastare gli effetti nefasti dell’industrializzazione. Si ricordano gli studi del secondo dopoguerra sull’applicazioni di energie e materiali rinnovabili, per poi citare la figura di Ezio Manzini che, a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, ha fatto sintesi tra il concetto di sostenibilità ambientale e sociale.

Design e limiti dello sviluppo

Scodeller D
;
Trivellin E
2024

Abstract

Nel corso del XX secolo, le due visioni (quella del problem-solving collaborativo e quella della contrapposizione), hanno sviluppato teorie e progetti che hanno alimentato, all’interno delle discipline del progetto, un dibattito non ancora storicizzato. Come non appare ancora storicizzato quell’ampio movimento di idee, sostenuto da progetti di comunicazione bottom-up che, influenzando attraverso l’opinione pubblica la cultura economico-politica, ha promosso la nascita di vincoli legislativi divenuti elementi di indirizzo anche per lo sviluppo dei prodotti industriali. Il numero - curato da Dario Scodeller ed Eleonora Trivellin - è introdotto dall’editoriale nel quale si riportano alcune dei momenti ritenuti significativi del rapporto tra la disciplina del design e le risorse ambientali. Viene citato come William Morris, già nel 1875, nella doppia veste di progettista-imprenditore del design e di conferenziere-critico dell’industrializzazione, abbia contribuito ad anticipare alcuni temi legati al ruolo del progetto nel conferimento di qualità all’ambiente antropizzato e al dovere degli intellettuali e degli artisti di contrastare gli effetti nefasti dell’industrializzazione. Si ricordano gli studi del secondo dopoguerra sull’applicazioni di energie e materiali rinnovabili, per poi citare la figura di Ezio Manzini che, a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, ha fatto sintesi tra il concetto di sostenibilità ambientale e sociale.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in SFERA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11392/2623333
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact