Il contributo esplora il fenomeno del radicamento dell’informalità nelle metropoli contemporanee, dove gli insediamenti informali, inizialmente percepiti come precari o temporanei, si trasformano progressivamente in componenti stabili e permanenti del tessuto urbano. Questi spazi, originariamente insediati in aree marginali o abbandonate, evolvono da territori scartati a luoghi vitali e produttivi. Il processo di radicamento mette in discussione le tradizionali distinzioni tra città formale e informale, suggerendo una ridefinizione del concetto stesso di città. Le aree informali, spesso frutto di iniziative autonome degli abitanti, vengono sempre più integrate nel tessuto urbano attraverso dinamiche che vanno dalla semplice auto-organizzazione a interventi più strutturati, talvolta sostenuti da politiche pubbliche o da progetti di riqualificazione. L’emergere di questi insediamenti complessi e ibridi sollecita una riflessione sulla necessità di adattare e rendere inclusive le politiche urbane, con l’obiettivo di rendere le metropoli più capaci di integrare l’informalità come risorsa piuttosto che considerarla esclusivamente un problema. In questo contesto, il radicamento dell’informalità non rappresenta più soltanto una risposta a carenze o emergenze, ma diventa parte integrante dei processi di trasformazione ed evoluzione delle città globali, richiedendo soluzioni flessibili basate sul dialogo tra comunità locali e istituzioni.
Geografie informali globali
ALESSANDRO TESSARI
2025
Abstract
Il contributo esplora il fenomeno del radicamento dell’informalità nelle metropoli contemporanee, dove gli insediamenti informali, inizialmente percepiti come precari o temporanei, si trasformano progressivamente in componenti stabili e permanenti del tessuto urbano. Questi spazi, originariamente insediati in aree marginali o abbandonate, evolvono da territori scartati a luoghi vitali e produttivi. Il processo di radicamento mette in discussione le tradizionali distinzioni tra città formale e informale, suggerendo una ridefinizione del concetto stesso di città. Le aree informali, spesso frutto di iniziative autonome degli abitanti, vengono sempre più integrate nel tessuto urbano attraverso dinamiche che vanno dalla semplice auto-organizzazione a interventi più strutturati, talvolta sostenuti da politiche pubbliche o da progetti di riqualificazione. L’emergere di questi insediamenti complessi e ibridi sollecita una riflessione sulla necessità di adattare e rendere inclusive le politiche urbane, con l’obiettivo di rendere le metropoli più capaci di integrare l’informalità come risorsa piuttosto che considerarla esclusivamente un problema. In questo contesto, il radicamento dell’informalità non rappresenta più soltanto una risposta a carenze o emergenze, ma diventa parte integrante dei processi di trasformazione ed evoluzione delle città globali, richiedendo soluzioni flessibili basate sul dialogo tra comunità locali e istituzioni.I documenti in SFERA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


