Nella forma della città di Perugia strutturata da crinali e relative depressioni, il quartiere della Conca permette di misurare il valore dell’orografia e di raccontare il ruolo della risorsa acqua, la cui abbondanza ha favorito l’insediamento delle attività industriali, poi sostituite progressivamente dal campus universitario. La densità dell’edificato consente il riconoscimento dell’incidenza della struttura di crinali e depressioni nella forma urbana. I vuoti esistenti sottendono un potenziale di innesto che il progetto di riscrittura orografica e urbana può generare. La permeabilità variabile dei suoli permette l’identificazione delle possibili relazioni tra i diversi paesaggi che si manifestano nella Conca. L’assetto dei suoli eterogenei che gestiscono le altimetrie variabili presenti nel sito aprono a rielaborazioni delle connessioni esistenti. La mobilità può assumere un ruolo strategico in questa parte di città caratterizzata da una forte ma intermittente domanda di spostamento, che rivela l’uso variabile e discontinuo della zona universitaria. La mobilità attesa implica la soddisfazione di esigenze evidenziate da diverse tipologie di utenti – tra questi cittadini, residenti, studenti, turisti – per tutti i giorni della settimana. Nel versante che delimita a nord la Conca un sistema di muri di sostegno determina un primo paesaggio, in cui alcuni terrazzamenti marcano gli affacci dall’orto botanico storico ai margini del sistema formato da Aula Magna e Rettorato verso la città alta bordata dalle mura etrusche. Nell’opposto versante sud, un secondo paesaggio è delineato dalla presenza di una vasta area boscata, che è possibile attraversare scendendo dall’Arco dell’Università fino a via Pascoli e che borda il limite della stessa via fino alla porta urbana della Conca e oltre, lungo le mura romane. Un terzo paesaggio è quello che attende di essere disvelato ed è lo spazio potenziale della relazione tra i due paesaggi esistenti, che l’attuale piazzale utilizzato a parcheggio e l’edificio esistente della mensa non sono in grado di rappresentare. Questo terzo paesaggio è il fulcro della proposta progettuale, che si delinea nello spazio urbano a vocazione pubblica compreso tra gli edifici universitari esistenti e il nuovo complesso architettonico. Il progetto incorpora e rielabora gli elementi architettonici e urbani che connaturano il rapporto tra architettura e orografia della città di Perugia. Elementi come la scalinata urbana, lo spazio aperto alberato, l’acquedotto come viadotto pedonale, la concatenazione di spazi interesterni che attraversano edifici e spazi pubblici presenti sia nella città antica sia in alcune interessanti interpretazioni che formano, con edifici come il Dipartimento di Chimica, l’attuale campus universitario, si trasfigurano in azioni progettuali che mirano a ricucire quest’area con gli opposti paesaggi presenti nei due versanti della Conca, creando un nuovo paesaggio urbano, capace di disvelare nel tempo nuove possibili identità.

Riqualificazione campus urbano e nuova mensa universitaria, Perugia

A. Massarente
Co-primo
Conceptualization
;
E. Guidetti
Co-primo
Conceptualization
;
K. Cavallari
Co-primo
Membro del Collaboration Group
;
C. Erdmann Goldoni
Co-primo
Membro del Collaboration Group
2025

Abstract

Nella forma della città di Perugia strutturata da crinali e relative depressioni, il quartiere della Conca permette di misurare il valore dell’orografia e di raccontare il ruolo della risorsa acqua, la cui abbondanza ha favorito l’insediamento delle attività industriali, poi sostituite progressivamente dal campus universitario. La densità dell’edificato consente il riconoscimento dell’incidenza della struttura di crinali e depressioni nella forma urbana. I vuoti esistenti sottendono un potenziale di innesto che il progetto di riscrittura orografica e urbana può generare. La permeabilità variabile dei suoli permette l’identificazione delle possibili relazioni tra i diversi paesaggi che si manifestano nella Conca. L’assetto dei suoli eterogenei che gestiscono le altimetrie variabili presenti nel sito aprono a rielaborazioni delle connessioni esistenti. La mobilità può assumere un ruolo strategico in questa parte di città caratterizzata da una forte ma intermittente domanda di spostamento, che rivela l’uso variabile e discontinuo della zona universitaria. La mobilità attesa implica la soddisfazione di esigenze evidenziate da diverse tipologie di utenti – tra questi cittadini, residenti, studenti, turisti – per tutti i giorni della settimana. Nel versante che delimita a nord la Conca un sistema di muri di sostegno determina un primo paesaggio, in cui alcuni terrazzamenti marcano gli affacci dall’orto botanico storico ai margini del sistema formato da Aula Magna e Rettorato verso la città alta bordata dalle mura etrusche. Nell’opposto versante sud, un secondo paesaggio è delineato dalla presenza di una vasta area boscata, che è possibile attraversare scendendo dall’Arco dell’Università fino a via Pascoli e che borda il limite della stessa via fino alla porta urbana della Conca e oltre, lungo le mura romane. Un terzo paesaggio è quello che attende di essere disvelato ed è lo spazio potenziale della relazione tra i due paesaggi esistenti, che l’attuale piazzale utilizzato a parcheggio e l’edificio esistente della mensa non sono in grado di rappresentare. Questo terzo paesaggio è il fulcro della proposta progettuale, che si delinea nello spazio urbano a vocazione pubblica compreso tra gli edifici universitari esistenti e il nuovo complesso architettonico. Il progetto incorpora e rielabora gli elementi architettonici e urbani che connaturano il rapporto tra architettura e orografia della città di Perugia. Elementi come la scalinata urbana, lo spazio aperto alberato, l’acquedotto come viadotto pedonale, la concatenazione di spazi interesterni che attraversano edifici e spazi pubblici presenti sia nella città antica sia in alcune interessanti interpretazioni che formano, con edifici come il Dipartimento di Chimica, l’attuale campus universitario, si trasfigurano in azioni progettuali che mirano a ricucire quest’area con gli opposti paesaggi presenti nei due versanti della Conca, creando un nuovo paesaggio urbano, capace di disvelare nel tempo nuove possibili identità.
2025
campus, densità, permeabilità, mobilità, terrazzamenti, giardino, paesaggi
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in SFERA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11392/2614156
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact