Il tema del Benessere Equo e dello Sviluppo Sostenibile ha assunto sempre più rilevanza negli ultimi anni, discostandosi da una concezione classica della crescita economica basata tradizionalmente sul Prodotto Interno Lordo (PIL). Secondo alcuni studiosi non è solo sufficiente basarsi su stime macroeconomiche per giudicare la ricchezza di un paese, ma è necessario spostare lo sguardo verso la prospettiva del benessere individuale e dei cittadini. Tra le componenti fondamentali del benessere equo e dello sviluppo sostenibile troviamo il miglioramento delle condizioni di vita, riferite agli impatti positivi generati a favore delle persone, alle risorse e alle opportunità create nell’ambiente di riferimento e nel territorio (Maggino, 2016). Ma chi si può fare carico di migliorare queste condizioni di vita? In che modo, inoltre, possono essere migliorate? In tale scenario, le politiche pubbliche a supporto del miglioramento del benessere sono di vitale importanza per migliorare le condizioni di vita dei cittadini. Poiché gli impatti positivi che si intendano generare vengano effettivamente conseguiti, le Pubbliche Amministrazioni (PA) hanno un ruolo fondamentale nell’implementazione delle stesse, perseguendo il soddisfacimento dei bisogni delle collettività (Caramiello, 1989). Ciò significa creare Valore Pubblico (VP) (Deidda Gagliardo, 2002; 2015; Moore 1995), ossia “migliorare il livello di benessere sociale ed economico [e ambientale]” (LG DFP 2/2017, p. 9) di una collettività. Tuttavia, in contesti sempre più complessi, la capacità di incrementare tale livello di benessere supera i confini della singola PA e occorre quindi agire in un quadro organizzativo coordinato fra gli attori responsabili della creazione del Valore Pubblico desiderato tramite lo sviluppo delle politiche pubbliche. Un approccio alla creazione del Valore Pubblico può rappresentare la forza trainante per indirizzare il contributo dei diversi attori al miglioramento del benessere di una società rispetto a un precedente punto di partenza (Deidda Gagliardo & Papi, 2019). Esso, pertanto, potrebbe costituire il volano metodologico e organizzativo attraverso il quale finalizzare il contributo di diversi attori verso il conseguimento degli impatti desiderati a seguito dell’implementazione delle politiche pubbliche (Papi, 2021). Questo capitolo vuole contribuire ad evidenziare il ruolo delle politiche pubbliche nella creazione e co-creazione di VP, in particolare verrà dapprima affrontato, nel paragrafo 2, il tema di cos’è e come si crea VP, nonché di chi può crearlo, introducendo il concetto di “filiere di performance” (Papi, 2021) atte ad implementare le politiche pubbliche. In seconda battuta, nel paragrafo 3 ci si chiederà quale modello di governo possiamo adottare per aumentare la probabilità che le politiche pubbliche siano finalizzate alla creazione di VP. Tra le politiche pubbliche maggiormente impattanti sulla creazione del VP possiamo annoverare quella della Mobilità Sostenibile che sarà affrontata nel paragrafo 4. Nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR, 2021) infatti, vi sono due Missioni che risultano legate a tale politica. Ad esempio, nel Componente C2 della Missione M2 si fa preciso riferimento allo sviluppo del trasporto nelle città in ottica di sostenibilità (Deidda Gagliardo et al., 2023). In tale ambito, lo sviluppo dei veicoli a guida autonoma diventa di fondamentale importanza per lo sviluppo delle politiche di mobilità sostenibile. Nel paragrafo 5, ci concentreremo in particolar modo sull’analisi dei Piani Urbani di Mobilità Sostenibile (PUMS) delle Città Metropolitane italiane con l’obiettivo di evidenziare, all’interno di questi documenti di pianificazione territoriale e urbana di medio-lungo termine, quali politiche pubbliche siano pianificate per la promozione dei veicoli a guida autonoma in ottica sostenibile.
Quali politiche pubbliche a supporto della diffusione dei veicoli a guida autonoma in ambito di mobilità sostenibile?
Annalaura Francesconi;Giorgia Gobbo;Luca Papi
2024
Abstract
Il tema del Benessere Equo e dello Sviluppo Sostenibile ha assunto sempre più rilevanza negli ultimi anni, discostandosi da una concezione classica della crescita economica basata tradizionalmente sul Prodotto Interno Lordo (PIL). Secondo alcuni studiosi non è solo sufficiente basarsi su stime macroeconomiche per giudicare la ricchezza di un paese, ma è necessario spostare lo sguardo verso la prospettiva del benessere individuale e dei cittadini. Tra le componenti fondamentali del benessere equo e dello sviluppo sostenibile troviamo il miglioramento delle condizioni di vita, riferite agli impatti positivi generati a favore delle persone, alle risorse e alle opportunità create nell’ambiente di riferimento e nel territorio (Maggino, 2016). Ma chi si può fare carico di migliorare queste condizioni di vita? In che modo, inoltre, possono essere migliorate? In tale scenario, le politiche pubbliche a supporto del miglioramento del benessere sono di vitale importanza per migliorare le condizioni di vita dei cittadini. Poiché gli impatti positivi che si intendano generare vengano effettivamente conseguiti, le Pubbliche Amministrazioni (PA) hanno un ruolo fondamentale nell’implementazione delle stesse, perseguendo il soddisfacimento dei bisogni delle collettività (Caramiello, 1989). Ciò significa creare Valore Pubblico (VP) (Deidda Gagliardo, 2002; 2015; Moore 1995), ossia “migliorare il livello di benessere sociale ed economico [e ambientale]” (LG DFP 2/2017, p. 9) di una collettività. Tuttavia, in contesti sempre più complessi, la capacità di incrementare tale livello di benessere supera i confini della singola PA e occorre quindi agire in un quadro organizzativo coordinato fra gli attori responsabili della creazione del Valore Pubblico desiderato tramite lo sviluppo delle politiche pubbliche. Un approccio alla creazione del Valore Pubblico può rappresentare la forza trainante per indirizzare il contributo dei diversi attori al miglioramento del benessere di una società rispetto a un precedente punto di partenza (Deidda Gagliardo & Papi, 2019). Esso, pertanto, potrebbe costituire il volano metodologico e organizzativo attraverso il quale finalizzare il contributo di diversi attori verso il conseguimento degli impatti desiderati a seguito dell’implementazione delle politiche pubbliche (Papi, 2021). Questo capitolo vuole contribuire ad evidenziare il ruolo delle politiche pubbliche nella creazione e co-creazione di VP, in particolare verrà dapprima affrontato, nel paragrafo 2, il tema di cos’è e come si crea VP, nonché di chi può crearlo, introducendo il concetto di “filiere di performance” (Papi, 2021) atte ad implementare le politiche pubbliche. In seconda battuta, nel paragrafo 3 ci si chiederà quale modello di governo possiamo adottare per aumentare la probabilità che le politiche pubbliche siano finalizzate alla creazione di VP. Tra le politiche pubbliche maggiormente impattanti sulla creazione del VP possiamo annoverare quella della Mobilità Sostenibile che sarà affrontata nel paragrafo 4. Nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR, 2021) infatti, vi sono due Missioni che risultano legate a tale politica. Ad esempio, nel Componente C2 della Missione M2 si fa preciso riferimento allo sviluppo del trasporto nelle città in ottica di sostenibilità (Deidda Gagliardo et al., 2023). In tale ambito, lo sviluppo dei veicoli a guida autonoma diventa di fondamentale importanza per lo sviluppo delle politiche di mobilità sostenibile. Nel paragrafo 5, ci concentreremo in particolar modo sull’analisi dei Piani Urbani di Mobilità Sostenibile (PUMS) delle Città Metropolitane italiane con l’obiettivo di evidenziare, all’interno di questi documenti di pianificazione territoriale e urbana di medio-lungo termine, quali politiche pubbliche siano pianificate per la promozione dei veicoli a guida autonoma in ottica sostenibile.I documenti in SFERA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


