Il saggio si apre introducendo l’argomento del volume, curato dall’autrice insieme a Rita Fabbri. Prima che in architettura, la presenza del principio teorico della varietas viene considerata nell’ambito di diverse discipline, come l’oratoria, la filologia, la letteratura e la pittura. Per l’architettura, passi significativi del De re aedificatoria sono analizzati e messi a confronto con alcune realizzazioni di Leon Battista Alberti. Ne risulta una chiara propensione di Alberti per la varietas, messa in relazione con la frequentazione degli artisti attivi nella Firenze di Cosimo il Vecchio - Ghiberti, Donatello, Michelozzo, Rossellino – e illustrata attraverso l’esame di alcuni capitelli riconducibili alla sua opera. L’attenzione si concentra poi su due architetture ferraresi della metà del Quattrocento, legate alle idee e alle sperimentazioni fiorentine: l’arco del Cavallo e il campanile della Cattedrale. Particolare attenzione è riservata all’arco, base del monumento equestre di Nicolò III, per il quale è pagato, tra gli altri, lo scultore fiorentino Niccolò Baroncelli, attivo a Padova prima di trasferirsi a Ferrara nel 1443. I documentati scambi con Donatello, presente a Padova dallo stesso anno ma anche a Ferrara tra 1450 e 1451, potrebbero spiegare la varietas che impronta le scelte compositive oltre che formali del monumento ferrarese.
Idee di varietas nell'architettura del Quattrocento, tra Firenze, Padova e Ferrara
Renata Samperi
2025
Abstract
Il saggio si apre introducendo l’argomento del volume, curato dall’autrice insieme a Rita Fabbri. Prima che in architettura, la presenza del principio teorico della varietas viene considerata nell’ambito di diverse discipline, come l’oratoria, la filologia, la letteratura e la pittura. Per l’architettura, passi significativi del De re aedificatoria sono analizzati e messi a confronto con alcune realizzazioni di Leon Battista Alberti. Ne risulta una chiara propensione di Alberti per la varietas, messa in relazione con la frequentazione degli artisti attivi nella Firenze di Cosimo il Vecchio - Ghiberti, Donatello, Michelozzo, Rossellino – e illustrata attraverso l’esame di alcuni capitelli riconducibili alla sua opera. L’attenzione si concentra poi su due architetture ferraresi della metà del Quattrocento, legate alle idee e alle sperimentazioni fiorentine: l’arco del Cavallo e il campanile della Cattedrale. Particolare attenzione è riservata all’arco, base del monumento equestre di Nicolò III, per il quale è pagato, tra gli altri, lo scultore fiorentino Niccolò Baroncelli, attivo a Padova prima di trasferirsi a Ferrara nel 1443. I documentati scambi con Donatello, presente a Padova dallo stesso anno ma anche a Ferrara tra 1450 e 1451, potrebbero spiegare la varietas che impronta le scelte compositive oltre che formali del monumento ferrarese.| File | Dimensione | Formato | |
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