Lo sviluppo delle tecniche di documentazione digitale nel settore della conservazione e valorizzazione dei Beni Culturali ha portato a un crescente utilizzo di applicazioni integrate e allo sviluppo di approcci metodologici e strumenti di modellazione finalizzati alla raccolta non solo di dati morfometrici ma, soprattutto, informativi. La potenziale ricchezza (e utilità) di questi dataset non risiede più (soltanto) nella quantità/qualità dei dati numerico-metrici ma risulta legata a quei processi sempre più necessari per ottimizzare il flusso procedurale dall’acquisizione digitale alla modellazione parametrica strutturata (in ambiente BIM), perseguendo un approccio informativo-tridimensionale. Questi modelli HBIM (Building Information Modeling applicato al Patrimonio culturale), se correttamente strutturati, sono in grado di garantire livelli di conoscenza, analisi e archiviazione dati digitali a diversi livelli di scala. Ne merge un quadro in costante evoluzione e innovazione dove una posizione dominante viene attualmente ricoperta dalla discretizzazione e interpretazione sia manuale che automatizzata del dato in base ai diversi scopi dell’attività di digitalizzazione. Il presente contributo ha lo scopo di descrivere lo stato dell’arte dell’approccio Scan-to-HBIM arrivando a una sua esemplificazione attraverso il caso studio della Rocca Possente di Stellata, in provincia di Ferrara, un interessante edificio costruito per scopi difensivi attorno all’anno Mille, che viene qui utilizzato per mostrare alcuni dei risultati ottenuti negli ultimi anni dal gruppo di ricerca del Laboratorio TekneHub e del Centro di Ricerca Dipartimentale DIAPReM sulla acquisizione e gestione dei dati fino all’organizzazione strutturata dei modelli numerici e del dato informativo. Il saggio dimostra come per un corretta preservazione e gestione del Patrimonio Culturale sia necessaria la strutturazione di modelli digitali che tengano in considerazione le varie fasi evolutive dell’edificio, la sua caratterizzazione materica e strutturale, il tessuto urbano storico e, come nel caso della Rocca Possente, il paesaggio circostante per valutarne i livelli di rischio. Il ruolo delle nuove e sempre più accessibili/condivisibili forme di rappresentazione sarà fortemente legato al corretto uso e interpretazione del dato, una componente essenziale dei processi di informazione e comunicazione progettati per gestire il Patrimonio Culturale soprattutto in quei casi in cui questo sia esposto a rischi sia naturali che antropici.
Rilievo integrato e processo di Scan-to-HBIM per la gestione del Patrimonio culturale
Maietti, FedericaPrimo
Writing – Original Draft Preparation
;Rossato, Luca
Ultimo
Writing – Original Draft Preparation
2025
Abstract
Lo sviluppo delle tecniche di documentazione digitale nel settore della conservazione e valorizzazione dei Beni Culturali ha portato a un crescente utilizzo di applicazioni integrate e allo sviluppo di approcci metodologici e strumenti di modellazione finalizzati alla raccolta non solo di dati morfometrici ma, soprattutto, informativi. La potenziale ricchezza (e utilità) di questi dataset non risiede più (soltanto) nella quantità/qualità dei dati numerico-metrici ma risulta legata a quei processi sempre più necessari per ottimizzare il flusso procedurale dall’acquisizione digitale alla modellazione parametrica strutturata (in ambiente BIM), perseguendo un approccio informativo-tridimensionale. Questi modelli HBIM (Building Information Modeling applicato al Patrimonio culturale), se correttamente strutturati, sono in grado di garantire livelli di conoscenza, analisi e archiviazione dati digitali a diversi livelli di scala. Ne merge un quadro in costante evoluzione e innovazione dove una posizione dominante viene attualmente ricoperta dalla discretizzazione e interpretazione sia manuale che automatizzata del dato in base ai diversi scopi dell’attività di digitalizzazione. Il presente contributo ha lo scopo di descrivere lo stato dell’arte dell’approccio Scan-to-HBIM arrivando a una sua esemplificazione attraverso il caso studio della Rocca Possente di Stellata, in provincia di Ferrara, un interessante edificio costruito per scopi difensivi attorno all’anno Mille, che viene qui utilizzato per mostrare alcuni dei risultati ottenuti negli ultimi anni dal gruppo di ricerca del Laboratorio TekneHub e del Centro di Ricerca Dipartimentale DIAPReM sulla acquisizione e gestione dei dati fino all’organizzazione strutturata dei modelli numerici e del dato informativo. Il saggio dimostra come per un corretta preservazione e gestione del Patrimonio Culturale sia necessaria la strutturazione di modelli digitali che tengano in considerazione le varie fasi evolutive dell’edificio, la sua caratterizzazione materica e strutturale, il tessuto urbano storico e, come nel caso della Rocca Possente, il paesaggio circostante per valutarne i livelli di rischio. Il ruolo delle nuove e sempre più accessibili/condivisibili forme di rappresentazione sarà fortemente legato al corretto uso e interpretazione del dato, una componente essenziale dei processi di informazione e comunicazione progettati per gestire il Patrimonio Culturale soprattutto in quei casi in cui questo sia esposto a rischi sia naturali che antropici.| File | Dimensione | Formato | |
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