Le ricerche archeologiche del 2022 nell’area di Pra’ Comun (Passo Giau, San Vito di Cadore, BL) hanno interessato il riparo 1 (PC1) localizzato sotto le pareti aggettanti di un grande masso calcareo, in corrispondenza del versante rivolto ad Est, già oggetto di scavi stratigrafici dal 2019 al 2021. In questa campagna, lo scavo si è approfondito nell’area già aperta nel 2021, senza ulteriori ampliamenti. In primo luogo, nella zona protetta dal riparo, sono stati rimossi due strati circoscritti, riferibili all’epoca tardo antica-altomedievale: US12 (probabile piano di impostazione del focolare US6 scavato nel 2021) e US13 (concentrazione di clasti calcarei). Entrambe queste Unità Stratigrafiche (US) coprivano US4, principale livello del Mesolitico antico (Sauveterriano). Successivamente, si è proceduto con l’asportazione di US4, estesa fino al limite della drip line (fila di qq. P-Q) e caratterizzata, coerentemente con quanto già osservato gli anni precedenti, da matrice limo-sabbiosa di colore nerastro e scheletro di pietrisco minuto di clasti di dolomia a bordi arrotondati, e di US 4 ceppaia presente nell’area più prossima alla parete rocciosa, con stesso sedimento di US 4, ma più incoerente. Entrambe le UUSS presentavano abbondanti reperti: frammenti di ossa, ossa calcinate, resti carboniosi, manufatti in selce e alcuni elementi ornamentali su conchiglia. Nell’area esterna del riparo sono state, invece, asportate due UUSS, sovrapposte l’una all’altra: US28, con abbondante pietrisco di dolomia e US16 e 16II, a matrice argillosa, la cui formazione potrebbe essere legata a processi pedogenetici. Queste UUSS hanno restituito, oltre ad un’abbondante industria litica, carboni e resti di fauna, alcuni elementi ceramici di epoca tardo antica-altomedievale, tra cui un grande frammento di orlo. Inoltre, da US16 proviene un trapezio riferibile al Mesolitico recente (Castelnoviano), che attesterebbe una occasionale frequentazione anche in questa fase, riconosciuta per la prima volta durante la presente campagna. Un ulteriore trapezio è stato ritrovato all’interno di US4 in uno dei quadrati prossimi alla parete del masso. Dopo la rimozione di US4 al di sotto del riparo, sono state identificate diverse strutture che tagliavano la sottostante US5 (strato sterile). In particolare, a) tre buchette (di palo?, UUSS21-23); b) una possibile struttura di combustione (S1), caratterizzata da pareti verticali e da una grande pietra appoggiata sulla parte inferiore del riempimento (US24) e c) una buca (US15), parzialmente coperta da un masso calcareo. Mentre le prime sono state scavate, l’ultima è stata lasciata in posto. Sopra ad US5 poggiavano, inoltre, due accumuli di sedimento sterile (US11 e US19). US5 sembra essersi formata per il disfacimento della volta del riparo e la sua interfaccia risulterebbe corrispondere all’arrivo dei primi gruppi mesolitici. US5 tende ad assottigliarsi verso l’esterno del riparo fino a scomparire. Infine, sotto ad US16 e US16II (area esterna) e sotto ad US5 (area interna), grazie ad un approfondimento di circa 20 cm per un’ampiezza di circa 1 m e una lunghezza di circa 3,5 m, trasversale alla parete rocciosa, tra le fila di qq. 17 e 18, sono stati individuati due livelli naturali sovrapposti (UUSS25 e 26), anche se non sempre presenti contestualmente nell’area esterna. Entrambi sono caratterizzati da una matrice argillosa e da clasti di dolomia, e sono probabilmente da ricondursi ad un debris flow di epoca glaciale, cronologicamente antecedente rispetto alla prima occupazione antropica. Contrariamente a quanto precedentemente ipotizzato, quindi, i livelli del Mesolitico antico nell’area esterna risulterebbero essere stati sottoposti a profondi rimaneggiamenti e quindi rimossi e portati verso il basso da processi erosivi.

Prà Comun-Passo Giau (San Vito di Cadore, BL)

Federica Fontana
;
Davide Visentin
2022

Abstract

Le ricerche archeologiche del 2022 nell’area di Pra’ Comun (Passo Giau, San Vito di Cadore, BL) hanno interessato il riparo 1 (PC1) localizzato sotto le pareti aggettanti di un grande masso calcareo, in corrispondenza del versante rivolto ad Est, già oggetto di scavi stratigrafici dal 2019 al 2021. In questa campagna, lo scavo si è approfondito nell’area già aperta nel 2021, senza ulteriori ampliamenti. In primo luogo, nella zona protetta dal riparo, sono stati rimossi due strati circoscritti, riferibili all’epoca tardo antica-altomedievale: US12 (probabile piano di impostazione del focolare US6 scavato nel 2021) e US13 (concentrazione di clasti calcarei). Entrambe queste Unità Stratigrafiche (US) coprivano US4, principale livello del Mesolitico antico (Sauveterriano). Successivamente, si è proceduto con l’asportazione di US4, estesa fino al limite della drip line (fila di qq. P-Q) e caratterizzata, coerentemente con quanto già osservato gli anni precedenti, da matrice limo-sabbiosa di colore nerastro e scheletro di pietrisco minuto di clasti di dolomia a bordi arrotondati, e di US 4 ceppaia presente nell’area più prossima alla parete rocciosa, con stesso sedimento di US 4, ma più incoerente. Entrambe le UUSS presentavano abbondanti reperti: frammenti di ossa, ossa calcinate, resti carboniosi, manufatti in selce e alcuni elementi ornamentali su conchiglia. Nell’area esterna del riparo sono state, invece, asportate due UUSS, sovrapposte l’una all’altra: US28, con abbondante pietrisco di dolomia e US16 e 16II, a matrice argillosa, la cui formazione potrebbe essere legata a processi pedogenetici. Queste UUSS hanno restituito, oltre ad un’abbondante industria litica, carboni e resti di fauna, alcuni elementi ceramici di epoca tardo antica-altomedievale, tra cui un grande frammento di orlo. Inoltre, da US16 proviene un trapezio riferibile al Mesolitico recente (Castelnoviano), che attesterebbe una occasionale frequentazione anche in questa fase, riconosciuta per la prima volta durante la presente campagna. Un ulteriore trapezio è stato ritrovato all’interno di US4 in uno dei quadrati prossimi alla parete del masso. Dopo la rimozione di US4 al di sotto del riparo, sono state identificate diverse strutture che tagliavano la sottostante US5 (strato sterile). In particolare, a) tre buchette (di palo?, UUSS21-23); b) una possibile struttura di combustione (S1), caratterizzata da pareti verticali e da una grande pietra appoggiata sulla parte inferiore del riempimento (US24) e c) una buca (US15), parzialmente coperta da un masso calcareo. Mentre le prime sono state scavate, l’ultima è stata lasciata in posto. Sopra ad US5 poggiavano, inoltre, due accumuli di sedimento sterile (US11 e US19). US5 sembra essersi formata per il disfacimento della volta del riparo e la sua interfaccia risulterebbe corrispondere all’arrivo dei primi gruppi mesolitici. US5 tende ad assottigliarsi verso l’esterno del riparo fino a scomparire. Infine, sotto ad US16 e US16II (area esterna) e sotto ad US5 (area interna), grazie ad un approfondimento di circa 20 cm per un’ampiezza di circa 1 m e una lunghezza di circa 3,5 m, trasversale alla parete rocciosa, tra le fila di qq. 17 e 18, sono stati individuati due livelli naturali sovrapposti (UUSS25 e 26), anche se non sempre presenti contestualmente nell’area esterna. Entrambi sono caratterizzati da una matrice argillosa e da clasti di dolomia, e sono probabilmente da ricondursi ad un debris flow di epoca glaciale, cronologicamente antecedente rispetto alla prima occupazione antropica. Contrariamente a quanto precedentemente ipotizzato, quindi, i livelli del Mesolitico antico nell’area esterna risulterebbero essere stati sottoposti a profondi rimaneggiamenti e quindi rimossi e portati verso il basso da processi erosivi.
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