Il presente contributo, analizzando alcune delle più recenti pronunce giurisprudenziali emerse in tema di ordinanze sindacali in materia di rifiuti, cerca di fare il punto su due principali tematiche: a) la definizione dei soggetti legittimati a ricevere l’ordine ambientale, con particolare riferimento alla figura del curatore fallimentare; b) la possibilità di utilizzare lo strumento dell’ordinanza contingibile ed urgente ex art. 54 TUEL, con contenuto analogo a quanto previsto dall’art. 192 TUA. Le soluzioni poste in essere dalle amministrazioni al fine di risolvere la problematica ambientale derivante dall’abbandono illecito di rifiuti, avallate dalla recente giurisprudenza e riconducibili da un lato all’estensione dei soggetti legittimati passivi alla ricezione degli ordini ambientali, nonché dall’altro lato all’utilizzo combinatorio (rectius: ibrido) di due poteri di ordinanza distinti, al fine di “semplificare” gli adempimenti istruttori e procedimentali, sembrano infatti avere un unico esito, ovvero quello di aumentare il contenzioso amministrativo, così lasciando irrisolta l’esternalità negativa derivante dall’inquinamento.

L’ORDINE DI RIMOZIONE E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI ABBANDONATI: LEGITTIMATI PASSIVI E STRUMENTI D’IMPOSIZIONE Alcune riflessioni a margine delle recenti pronunce giurisprudenziali in materia di rimozione e smaltimento di rifiuti.

giulia mattioli
2022

Abstract

Il presente contributo, analizzando alcune delle più recenti pronunce giurisprudenziali emerse in tema di ordinanze sindacali in materia di rifiuti, cerca di fare il punto su due principali tematiche: a) la definizione dei soggetti legittimati a ricevere l’ordine ambientale, con particolare riferimento alla figura del curatore fallimentare; b) la possibilità di utilizzare lo strumento dell’ordinanza contingibile ed urgente ex art. 54 TUEL, con contenuto analogo a quanto previsto dall’art. 192 TUA. Le soluzioni poste in essere dalle amministrazioni al fine di risolvere la problematica ambientale derivante dall’abbandono illecito di rifiuti, avallate dalla recente giurisprudenza e riconducibili da un lato all’estensione dei soggetti legittimati passivi alla ricezione degli ordini ambientali, nonché dall’altro lato all’utilizzo combinatorio (rectius: ibrido) di due poteri di ordinanza distinti, al fine di “semplificare” gli adempimenti istruttori e procedimentali, sembrano infatti avere un unico esito, ovvero quello di aumentare il contenzioso amministrativo, così lasciando irrisolta l’esternalità negativa derivante dall’inquinamento.
Mattioli, Giulia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11392/2495917
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