This study consists of a proposal for a provisional critical edition of Niccolò Machiavelli’s Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio. It is structured in two main sections: the Introduction, where the reasons for the edition are stated, and the text of the Discorsi divided into three books. The necessary starting point of the Introduction is the presentation of the surviving witnesses, both complete and fragmentary (Chap. I), as well as the review of the editorial choices made by previous scholars, among which we mention in particular Mazzoni, Inglese, Rinaldi and Bausi (Chap. II). The review of the main variants in Chap. III is not only based on neo-Lachmannian criteria, but also takes into account the results of the so-called philology of printed texts. The subdivision of the variants by typographical formes, inspired by the teachings of Conor Fahy, makes it possible to identify a fluid textual situation, not free from perturbatory phenomena that alter the relationships between the witnesses throughout the text. A new stemmatic reconstruction is proposed for the three integral witnesses, which is followed, in Chapter IV, by a study of the fragmentary witnesses and their relationship with the organic tradition. The new stemmatic proposal invites us to reconsider the copy-text of the provisional critical edition (Chap. V). This is followed by a few chapters devoted to broader issues. Chapter VI collects and analyses some data aimed at better framing the apparently insoluble question of the Livian text used by Machiavelli, while Chapter VII is dedicated to the re-examination of some problems linked to the composition and first dissemination of the text, with particular attention to the double editing of the proem to the first book. Lastly, the Introduction concludes with a discussion of the criteria of edition. The second section consists of the provisional edition of the Discorsi. The critical text is accompanied by a double band of apparatus: in the first one the varia lectio is presented, in the second one issues of various nature are discussed, with a particular attention to the most relevant variants.

Il presente studio consiste in una proposta di edizione critica provvisoria dei Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio di Niccolò Machiavelli. Si struttura in due sezioni principali: l’Introduzione, dove vengono esposte le ragioni dell’edizione e il testo dei Discorsi suddiviso in tre libri. Il necessario punto di partenza dell’Introduzione è costituito dalla presentazione dei testimoni superstiti sia integrali che frammentari (Cap. I), nonché dalla rassegna delle scelte editoriali compiute dai precedenti studiosi, tra cui si ricordano in particolare Mazzoni, Inglese, Rinaldi e Bausi (Cap. II). Il riesame delle varianti principali del Cap. III, oltre a basarsi su criteri neo-lachmanniani, tiene in considerazione anche i risultati della cosiddetta filologia dei testi a stampa. La suddivisione delle varianti per forme tipografiche, ispirata agli insegnamenti di Conor Fahy, consente di individuare una situazione testuale fluida, non esente da fenomeni perturbatori tali da alterare i rapporti intercorrenti tra i testimoni lungo il testo. Viene dunque proposta una nuova ricostruzione stemmatica valida per i tre testimoni integrali, la quale è seguita, al Cap. IV, dallo studio dei testimoni frammentari e del loro rapporto con la tradizione organica. La nuova proposta stemmatica invita dunque a riconsiderare il testimone di superficie dell’edizione critica provvisoria (Cap. V). Seguono alcuni capitoli dedicati a questioni di più ampio respiro. Nel Cap. VI vengono raccolti e analizzati alcuni dati volti a meglio inquadrare l’apparentemente inestricabile questione legata al testo liviano usato da Machiavelli, mentre il Cap. VII è dedicato al riesame di alcune problematiche relate alla composizione e prima diffusione del testo, con una particolare attenzione per la doppia redazione del proemio del primo libro. A conclusione dell’Introduzione, infine, vengono discussi i criteri di edizione. La seconda sezione è costituita dall’edizione provvisoria dei Discorsi. Il testo critico è corredato da una doppia fascia di apparato: nella prima si presenta la varia lectio, nella seconda si discutono questioni di varia natura, con una particolare attenzione per le varianti più rilevanti a livello ecdotico.

Per una nuova edizione dei "Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio" di Niccolò Machiavelli. Con testo critico e apparato provvisori

CITA, MARTINA
2022-06-28T00:00:00+02:00

Abstract

Il presente studio consiste in una proposta di edizione critica provvisoria dei Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio di Niccolò Machiavelli. Si struttura in due sezioni principali: l’Introduzione, dove vengono esposte le ragioni dell’edizione e il testo dei Discorsi suddiviso in tre libri. Il necessario punto di partenza dell’Introduzione è costituito dalla presentazione dei testimoni superstiti sia integrali che frammentari (Cap. I), nonché dalla rassegna delle scelte editoriali compiute dai precedenti studiosi, tra cui si ricordano in particolare Mazzoni, Inglese, Rinaldi e Bausi (Cap. II). Il riesame delle varianti principali del Cap. III, oltre a basarsi su criteri neo-lachmanniani, tiene in considerazione anche i risultati della cosiddetta filologia dei testi a stampa. La suddivisione delle varianti per forme tipografiche, ispirata agli insegnamenti di Conor Fahy, consente di individuare una situazione testuale fluida, non esente da fenomeni perturbatori tali da alterare i rapporti intercorrenti tra i testimoni lungo il testo. Viene dunque proposta una nuova ricostruzione stemmatica valida per i tre testimoni integrali, la quale è seguita, al Cap. IV, dallo studio dei testimoni frammentari e del loro rapporto con la tradizione organica. La nuova proposta stemmatica invita dunque a riconsiderare il testimone di superficie dell’edizione critica provvisoria (Cap. V). Seguono alcuni capitoli dedicati a questioni di più ampio respiro. Nel Cap. VI vengono raccolti e analizzati alcuni dati volti a meglio inquadrare l’apparentemente inestricabile questione legata al testo liviano usato da Machiavelli, mentre il Cap. VII è dedicato al riesame di alcune problematiche relate alla composizione e prima diffusione del testo, con una particolare attenzione per la doppia redazione del proemio del primo libro. A conclusione dell’Introduzione, infine, vengono discussi i criteri di edizione. La seconda sezione è costituita dall’edizione provvisoria dei Discorsi. Il testo critico è corredato da una doppia fascia di apparato: nella prima si presenta la varia lectio, nella seconda si discutono questioni di varia natura, con una particolare attenzione per le varianti più rilevanti a livello ecdotico.
TROVATO, Paolo
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Descrizione: Cita Martina tesi di dottorato
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