I nuovi scenari della comunicazione, la dinamica globalizante, l’innovazione teconologica, i cambiamenti costituzionali e le esigenze di un’educazione superiore con un approccio interculturale, suscitano diversi interessi nella ricerca e nei campi di conoscenza che permettono comprendere l’interculturalità da altre matrici espistemologiche che interpretano l’azione comunicativa con perspettive educative di alterità, inclusione, solidarietà, reciprocità e diversità culturale. Questi nuovi scenari sostengono un’altra forma di comunicazione ed educazione che richiede altre conoscenze e saperi, che forniscono altri quadri di comprensione per intendere la comunicazione interculturale come una pedagogia della differenza. In questo contesto, senza la pretesa di stabilire la comunicazione interculturale come un modello pedagogico, da un approccio epistemico relazionale ed ermeneutico, lo studio procede dall’idea di una pedagogia con un orientamento interculturale ed un’ azione comunicativa che coadiuvi dagli spazi universitari a un’educazione trasformatrice che, sensibilizzi i futuri comunicatori verso un cambiamento di comportamento personale per un esercizio professionale e una pratica ermeneutica che gli permette comprendere e interpretare la realtá plurinazionale e interculturale dell’Ecuador, per contribuire nella costruzione e nel rafforzamento dell’interculturalità. Si tratta di una ricerca di carattere qualitativo che ha il proposito di riflettere in chiave interculturale e da una matrice interpretativa sui popoli indigeni kichwa, le loro conoscenze e saperi ancestrali, tradizioni e costumi culturali, valori e principi comunitari. E parlare delle esperienze educative di studenti indigeni negli spazi familiari e comunitari, cosí come, l’espressione delle emozioni di discriminazione negli spazi universitari. La tesi è organizzata in cinque capitoli con un amplio quadro introduttivo che presenta lo studio, lo contestualizza ed espone uno schema della letteratura critica associata. Il capitolo 1 introduce il lettore a comprendere il significato dell’interculturalità e comunicazione interculturale da un’epistemologia relazionale e da una pedagogia interpretativa, il valore espistemico della differenza e i lineamenti per una pedagogia della differenza. Il capitolo 2 presenta un marco istituzionale inevitabile per comprendere cosa implichi essere uno Stato Plurinazionale e Interculturale nel quadro del Sumak Kawsay ed una caratterizzazione dei popoli indigeni Kichwa della regione andina dell’Ecuador. Il capitolo 3 risponde a un quadro esperenziale che raccoglie il lavoro empirico di questa tesi che cerca di porre in dialogo i saperi, interpretare la saggezza, la spiritualità e ritualità dei popoli kichwa. Il capitolo 4 sintetizza il quadro. E, finalmente il capitolo 5 espone le conclusioni. Lo studio ha portato non solo ad una revisione, ma ad un approfondimento dei paradigmi pedagogici dell'educazione interculturale per fare una proposta epistemica dal rapporto reciproco tra comunicazione, educazione e interculturalità, in cui il rapporto dialogico della comunicazione articola il riconoscimento delle logiche plurali che renderanno possibile comprendere l'interculturalità e altre strutture di relazione. Cioè la comunicazione interculturale intesa come un'epistemologia un'altra. Compito difficile per una formazione universitaria in comunicazione che conserva ancora tradizioni funzionaliste. Ecco perché è necessaria una pedagogia che ci aiuti a ripensare a noi stessi come popoli diversi, a indagare e immaginare la realtà che interpretiamo sapendo che la conoscenza dell'interculturalità non è solo una percezione, ma una costruzione che non possiamo dimenticare né eludere le responsabilità nel rafforzare una società interculturale.

La comunicazione interculturale una pedagogia della differenza per l’insegnamento della comunicazione sociale in Ecuador

RAMIREZ SOASTI, MARIA DEL CARMEN
2021-03-15T00:00:00+01:00

Abstract

I nuovi scenari della comunicazione, la dinamica globalizante, l’innovazione teconologica, i cambiamenti costituzionali e le esigenze di un’educazione superiore con un approccio interculturale, suscitano diversi interessi nella ricerca e nei campi di conoscenza che permettono comprendere l’interculturalità da altre matrici espistemologiche che interpretano l’azione comunicativa con perspettive educative di alterità, inclusione, solidarietà, reciprocità e diversità culturale. Questi nuovi scenari sostengono un’altra forma di comunicazione ed educazione che richiede altre conoscenze e saperi, che forniscono altri quadri di comprensione per intendere la comunicazione interculturale come una pedagogia della differenza. In questo contesto, senza la pretesa di stabilire la comunicazione interculturale come un modello pedagogico, da un approccio epistemico relazionale ed ermeneutico, lo studio procede dall’idea di una pedagogia con un orientamento interculturale ed un’ azione comunicativa che coadiuvi dagli spazi universitari a un’educazione trasformatrice che, sensibilizzi i futuri comunicatori verso un cambiamento di comportamento personale per un esercizio professionale e una pratica ermeneutica che gli permette comprendere e interpretare la realtá plurinazionale e interculturale dell’Ecuador, per contribuire nella costruzione e nel rafforzamento dell’interculturalità. Si tratta di una ricerca di carattere qualitativo che ha il proposito di riflettere in chiave interculturale e da una matrice interpretativa sui popoli indigeni kichwa, le loro conoscenze e saperi ancestrali, tradizioni e costumi culturali, valori e principi comunitari. E parlare delle esperienze educative di studenti indigeni negli spazi familiari e comunitari, cosí come, l’espressione delle emozioni di discriminazione negli spazi universitari. La tesi è organizzata in cinque capitoli con un amplio quadro introduttivo che presenta lo studio, lo contestualizza ed espone uno schema della letteratura critica associata. Il capitolo 1 introduce il lettore a comprendere il significato dell’interculturalità e comunicazione interculturale da un’epistemologia relazionale e da una pedagogia interpretativa, il valore espistemico della differenza e i lineamenti per una pedagogia della differenza. Il capitolo 2 presenta un marco istituzionale inevitabile per comprendere cosa implichi essere uno Stato Plurinazionale e Interculturale nel quadro del Sumak Kawsay ed una caratterizzazione dei popoli indigeni Kichwa della regione andina dell’Ecuador. Il capitolo 3 risponde a un quadro esperenziale che raccoglie il lavoro empirico di questa tesi che cerca di porre in dialogo i saperi, interpretare la saggezza, la spiritualità e ritualità dei popoli kichwa. Il capitolo 4 sintetizza il quadro. E, finalmente il capitolo 5 espone le conclusioni. Lo studio ha portato non solo ad una revisione, ma ad un approfondimento dei paradigmi pedagogici dell'educazione interculturale per fare una proposta epistemica dal rapporto reciproco tra comunicazione, educazione e interculturalità, in cui il rapporto dialogico della comunicazione articola il riconoscimento delle logiche plurali che renderanno possibile comprendere l'interculturalità e altre strutture di relazione. Cioè la comunicazione interculturale intesa come un'epistemologia un'altra. Compito difficile per una formazione universitaria in comunicazione che conserva ancora tradizioni funzionaliste. Ecco perché è necessaria una pedagogia che ci aiuti a ripensare a noi stessi come popoli diversi, a indagare e immaginare la realtà che interpretiamo sapendo che la conoscenza dell'interculturalità non è solo una percezione, ma una costruzione che non possiamo dimenticare né eludere le responsabilità nel rafforzare una società interculturale.
GRAMIGNA, Anita
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