The rigid schematism of the distinction between legitimizing adoption and fostering appears inadequate to meet the best interests of the child in the cases of so-called permanent semi-abandonment, i.e. situations in which, despite the inadequacy of the parents, a mutual emotional bond, going beyond such incapacities, persists, and whose severance would result in serious damage for the minor. A valid compromise has been identified in the so-called adozione mite, deemed admissible despite the regulatory silence, based on an extensive interpretation of art. 44, paragraph 1, lett. d, l. n. 184/83, consistent with what was also suggested by the European Court of Human Rights. The increasing use of this model of adoption raises the need for a reflection on its correct classification in the context of the tools for realizing the interest of the minor in the family, and consequently, on what role should be attributed to legitimizing adoption in the future.

Il rigido schematismo della distinzione tra adozione legittimante ed affidamento appare inadeguato a soddisfare i best interests of the child nei casi di c.d. semiabbandono permanente, ossia situazioni in cui nonostante l’inadeguatezza dei genitori persiste un legame affettivo reciproco, che va oltre tali incapacità e la cui recisione si tradurrebbe in un grave danno per il minore. Un valido compromesso è stato individuato nella c.d. adozione mite, ritenuta ammissibile nonostante il silenzio normativo, sulla base di un’interpretazione estensiva dell’art. 44, comma 1°, lett. d, l. n. 184/83, coerentemente con quanto suggerito anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Il sempre più crescente ricorso a tale modello di adozione pone l’esigenza di una riflessione sul suo corretto inquadramento nell’ambito degli strumenti di realizzazione dell’interesse del minore alla famiglia, e conseguentemente, su quale ruolo debba attribuirsi in futuro alla adozione legittimante.

Adozione legittimante e adozione c.d. mite tra proporzionalità dell'intervento statale e best interests of the child

arianna finessi
2020

Abstract

Il rigido schematismo della distinzione tra adozione legittimante ed affidamento appare inadeguato a soddisfare i best interests of the child nei casi di c.d. semiabbandono permanente, ossia situazioni in cui nonostante l’inadeguatezza dei genitori persiste un legame affettivo reciproco, che va oltre tali incapacità e la cui recisione si tradurrebbe in un grave danno per il minore. Un valido compromesso è stato individuato nella c.d. adozione mite, ritenuta ammissibile nonostante il silenzio normativo, sulla base di un’interpretazione estensiva dell’art. 44, comma 1°, lett. d, l. n. 184/83, coerentemente con quanto suggerito anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Il sempre più crescente ricorso a tale modello di adozione pone l’esigenza di una riflessione sul suo corretto inquadramento nell’ambito degli strumenti di realizzazione dell’interesse del minore alla famiglia, e conseguentemente, su quale ruolo debba attribuirsi in futuro alla adozione legittimante.
Finessi, Arianna
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