This paper analysis the role of operations Triton and Sophia in the repression of traffick-ing in human beings and smuggling of migrants in the Central Mediterranean. Once clari-fied the legal basis of the two naval missions and their respective area of operations, the Author focuses on their ability to exercise enforcement jurisdiction against unregistered vessels and foreign ships, taking into account the general regime laid down in the United Nations Convention on the Law of the Sea and relevant special rules, such as those pro-vided by the Palermo Protocol against the smuggling of migrants, and by UNSC Resolution No. 2240 (2015). The paper then tackles the issue of the exercise of criminal jurisdiction against suspected smugglers and traffickers, arguing that Italian courts still lack a clear le-gal basis to try suspects apprehended in international waters by the two European naval operations.

L’articolo analizza il ruolo delle operazioni Triton e Sophia nella repressione della tratta degli esseri umani e del traffico di migranti nel Mediterraneo centrale. L’indagine si concentra anzitutto sui limiti che gli assetti partecipanti alle due missioni incontrano nell’esercizio di poteri di polizia nei confronti di imbarcazioni sospettate di smuggling o trafficking, alla luce del regime generale codificato nella Convenzione di Montego Bay sul diritto del mare e delle norme speciali previste dal Protocollo di Palermo sul traffico di migranti e dalla risoluzione n. 2240 (2015) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. L’Autrice si sofferma, poi, sulla sorte dei sospetti trafficanti catturati nel corso delle operazioni navali, evidenziando le difficoltà legate all’esercizio dell’azione penale in Italia, quando le condotte criminose direttamente ascrivibili ai sospetti trafficanti si esauriscono all’estero o in acque internazionali, al di fuori, cioè, della sfera di giurisdizione territoriale dello Stato italiano.

Il ruolo delle operazioni Triton e Sophia nella repressione della tratta di esseri umani e del traffico di migranti nel Mediterraneo centrale

annoni
2017

Abstract

L’articolo analizza il ruolo delle operazioni Triton e Sophia nella repressione della tratta degli esseri umani e del traffico di migranti nel Mediterraneo centrale. L’indagine si concentra anzitutto sui limiti che gli assetti partecipanti alle due missioni incontrano nell’esercizio di poteri di polizia nei confronti di imbarcazioni sospettate di smuggling o trafficking, alla luce del regime generale codificato nella Convenzione di Montego Bay sul diritto del mare e delle norme speciali previste dal Protocollo di Palermo sul traffico di migranti e dalla risoluzione n. 2240 (2015) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. L’Autrice si sofferma, poi, sulla sorte dei sospetti trafficanti catturati nel corso delle operazioni navali, evidenziando le difficoltà legate all’esercizio dell’azione penale in Italia, quando le condotte criminose direttamente ascrivibili ai sospetti trafficanti si esauriscono all’estero o in acque internazionali, al di fuori, cioè, della sfera di giurisdizione territoriale dello Stato italiano.
Annoni, Alessandra
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