This research aims to analyze and test some innovative practices in the field of “high education”, related to the general topic of alternation study - work. It is developed from an historical and legislative point of view, and it also focuses on the learning implications of the work-study alternation logic through an empirical investigation conducted through a qualitative methodology. The research questions are the following: - How the “alternating study – work” pathways are originated and developed in our education system (Italy)? - Do such pathways improve the learning and recruiting processes, and what are the implications? - Do such pathways facilitate the matching between supply and demand of labor, and how? The work is divided into three articles that answer respectively the aforementioned questions: 1. The evolution of the concept of alternation in our legal system; In which we propose an historical / legislative overview about the development, in the Italian context, of the study- work alternation logic, both in the second cycle schools, and at the university level. We also compare different operational processes through which the alternation logic could be implemented (ie. apprenticeships and real work experiences). 2. Learning in alternation and the work context; This paper addresses the issue of learning from an individual and organizational point of view, seen as the common denominator of the study and work component, through the analysis of the available literature and "recommendations" of the European and Italian Institutions that have, for various reasons, addressed the topic. 3. Case studies: a. Path "Degree in Apprenticeship", at the University of Trento; b. Project "Students in Activity" at the Free University of Bolzano; c. The experimental project "Work Placement Path", at the University of Ferrara; The empirical research allowed to illustrate possible answers to the main research questions, and to propose further implications, such as the following: - to describe an innovative model of production and transfer of knowledge; - to document, through the experience of the case studies, some possible guidelines from the Universities; - to reflect on the possibilities offered by the "Third Mission" of Universities, conceived as a potential synergy between the University and the socioeconomic context - policy making suggestions: o at the higher education level (why universities / institutions should invest in transition / alternating processes); o at the level of employers (why they should eventually change some human resource management policies);

Questo studio si propone di analizzare, studiare e verificare alcune pratiche innovative riscontrabili nel settore dell'“high education” afferenti alla tematica generale dell'alternanza studio – lavoro. Sviluppando questa materia sia da un punto di vista storico-giuridico, sia di implicazioni di dinamiche di apprendimento riscontrabili nella logica dell’alternanza, si è cercato di rispondere, attraverso un’analisi di tipo qualitativo, ai seguenti quesiti di fondo: i percorsi “in alternanza studio – lavoro”, proposti nell'ambito dell'alta formazione, - Come si sono originati e sviluppati nel nostro sistema di Istruzione, con quali modalità?; - Migliorano i processi di apprendimento e di reclutamento di figure specifiche, con quali implicazioni? - Facilitano l’incontro tra offerta e domanda di lavoro, come ? Il lavoro si è articolato in tre Paper propedeutici rispondenti rispettivamente ai quesiti citati: 1. L’evoluzione del concetto di Alternanza nel nostro ordinamento; Nel quale si fa una ricognizione storica e normativa in merito all’affermazione, nel nostro ordinamento, della concezione dell’alternanza studio lavoro, sia nella scuola del secondo ciclo, sia all’università. Si mettono inoltre a confronto modalità operative distinte in cui si può concretizzare l’alternanza, ossia gli stage e le esperienze di lavoro vere e proprie. 2. L’apprendimento in alternanza, il contesto lavorativo; In questo lavoro si tratta la tematica dell’apprendimento sia da un punto di vista individuale sia organizzativo, quale denominatore comune della componente studio e lavoro, attraverso l’analisi della letteratura disponibile nonché delle raccomandazioni di tipo “normativo” delle Istituzioni Europee ed Italiane che hanno, a vario titolo, affrontato l’argomento. 3. I casi studio: a. del percorso “Laurea in Apprendistato” dell’Università degli Studi di Trento; b. del progetto “Studenti in Attività” della Libera Università di Bolzano. c. del progetto sperimentale “Percorsi di Inserimento Lavorativo” (P.I.L.) dell’Università degli Studi di Ferrara; Lo studio, che ha assunto una prospettiva di indagine sia endogena sia esogena all’Università ed all’Azienda, ha permesso di rispondere ai quesiti di fondo posti e di conseguire ulteriori risultati interessanti tra cui: - Poter descrivere un modello innovativo di produzione e trasferimento della conoscenza; - Documentare, attraverso l’esperienza dei casi studio, quali siano alcuni orientamenti delle Università; - Riflettere sulle possibilità offerte dalla “Terza missione”, quale momento di sinergia dell’Università con il tessuto socio-economico circostante (oltre alla didattica ed alla ricerca); - Alcune implicazioni di policy making: o sia a livello di alta formazione, (le università/istituzioni dovrebbero investire in processi di transizione/alternanza); o sia a livello di employers, (come dovrebbero eventualmente cambiare le politiche di gestione delle risorse umane alla luce dei risultati);

La transizione alta formazione- lavoro, analisi e prospettive

CALESELLA, Alberto
2016

Abstract

Questo studio si propone di analizzare, studiare e verificare alcune pratiche innovative riscontrabili nel settore dell'“high education” afferenti alla tematica generale dell'alternanza studio – lavoro. Sviluppando questa materia sia da un punto di vista storico-giuridico, sia di implicazioni di dinamiche di apprendimento riscontrabili nella logica dell’alternanza, si è cercato di rispondere, attraverso un’analisi di tipo qualitativo, ai seguenti quesiti di fondo: i percorsi “in alternanza studio – lavoro”, proposti nell'ambito dell'alta formazione, - Come si sono originati e sviluppati nel nostro sistema di Istruzione, con quali modalità?; - Migliorano i processi di apprendimento e di reclutamento di figure specifiche, con quali implicazioni? - Facilitano l’incontro tra offerta e domanda di lavoro, come ? Il lavoro si è articolato in tre Paper propedeutici rispondenti rispettivamente ai quesiti citati: 1. L’evoluzione del concetto di Alternanza nel nostro ordinamento; Nel quale si fa una ricognizione storica e normativa in merito all’affermazione, nel nostro ordinamento, della concezione dell’alternanza studio lavoro, sia nella scuola del secondo ciclo, sia all’università. Si mettono inoltre a confronto modalità operative distinte in cui si può concretizzare l’alternanza, ossia gli stage e le esperienze di lavoro vere e proprie. 2. L’apprendimento in alternanza, il contesto lavorativo; In questo lavoro si tratta la tematica dell’apprendimento sia da un punto di vista individuale sia organizzativo, quale denominatore comune della componente studio e lavoro, attraverso l’analisi della letteratura disponibile nonché delle raccomandazioni di tipo “normativo” delle Istituzioni Europee ed Italiane che hanno, a vario titolo, affrontato l’argomento. 3. I casi studio: a. del percorso “Laurea in Apprendistato” dell’Università degli Studi di Trento; b. del progetto “Studenti in Attività” della Libera Università di Bolzano. c. del progetto sperimentale “Percorsi di Inserimento Lavorativo” (P.I.L.) dell’Università degli Studi di Ferrara; Lo studio, che ha assunto una prospettiva di indagine sia endogena sia esogena all’Università ed all’Azienda, ha permesso di rispondere ai quesiti di fondo posti e di conseguire ulteriori risultati interessanti tra cui: - Poter descrivere un modello innovativo di produzione e trasferimento della conoscenza; - Documentare, attraverso l’esperienza dei casi studio, quali siano alcuni orientamenti delle Università; - Riflettere sulle possibilità offerte dalla “Terza missione”, quale momento di sinergia dell’Università con il tessuto socio-economico circostante (oltre alla didattica ed alla ricerca); - Alcune implicazioni di policy making: o sia a livello di alta formazione, (le università/istituzioni dovrebbero investire in processi di transizione/alternanza); o sia a livello di employers, (come dovrebbero eventualmente cambiare le politiche di gestione delle risorse umane alla luce dei risultati);
MASINO, Giovanni
MAZZANTI, Massimiliano
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11392/2403474
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