Nel Laboratorio di Disegno del Corso di Laurea in Design del Prodotto Industriale dell’Università degli Studi di Ferrara le sedie Berlin e Red Blue divengono punto di partenza per un percorso interpretativo sullo spazio e del rapporto che il corpo (nelle sue logiche posturali e comportamentali) e la percezione (tra sinestesia e simbolo) possono innescare. Un percorso che possiamo definire “di lettura” (disegno e rilievo) che ha posto l’accento sul bisogno di un contatto diretto con la forma. Comprendere la forma attraverso la sua ricostruzione è infatti stato essenziale per la trasposizione del bidimensionale nelle tre dimensioni e l’articolazione nello spazio delle componenti. La scelta degli oggetti progettati da Rietveld è stata basata sulle caratteristiche delle due sedie di evidente semplicità della forma e delle componenti, nonché del sistema di montaggio, ideale per un’esercitazione che coinvolgesse i giovani studenti del primo anno del corso. Nella fase iniziale della loro esperienza formativa, gli studenti sono stati impegnati nella ricerca e nell’analisi conoscitiva dell’oggetto. Redatto un abaco delle parti, si è poi passati alla scelta dei materiali e della tecnica di ri-costruzione. L’obbiettivo iniziale è stato quello di realizzare circa venticinque copie in legno in scala 1:1 della Red-Blue e altrettante in scala 1:2 della Berlin: oggetti che per proporzioni e forma dovevano rispecchiare i progetti originali di Rietveld. La ricostruzione delle sedie utilizzando legno di abete per la struttura e compensato multistrato per i piani di seduta e lo schienale ha visto poi il fissaggio dei componenti attraverso colla vinilica e viti a legno. Le rappresentazioni in forma di eidotipo e poi di adattamento morfologico di ogni singolo componente si sono poi subito concretizzate in un nuovo modello, che doveva rigenerarsi attraverso il supporto materiale del primo modello in legno: una vera e propria metamorfosi della sedia. Nessuna scelta poteva essere imitata e quindi si sono espresse oltre quaranta nuove varianti delle sedie originali.

Rilievo e disegno delle sedie di Gerrit Rietveld. La rielaborazione delle neoplasticiste Red-Blue e Berlin chair

Luca Rossato
Co-primo
;
Daniele Felice Sasso
Co-primo
;
Stefano Settimo
Co-primo
;
Francesco Viroli
Co-primo
2017

Abstract

Nel Laboratorio di Disegno del Corso di Laurea in Design del Prodotto Industriale dell’Università degli Studi di Ferrara le sedie Berlin e Red Blue divengono punto di partenza per un percorso interpretativo sullo spazio e del rapporto che il corpo (nelle sue logiche posturali e comportamentali) e la percezione (tra sinestesia e simbolo) possono innescare. Un percorso che possiamo definire “di lettura” (disegno e rilievo) che ha posto l’accento sul bisogno di un contatto diretto con la forma. Comprendere la forma attraverso la sua ricostruzione è infatti stato essenziale per la trasposizione del bidimensionale nelle tre dimensioni e l’articolazione nello spazio delle componenti. La scelta degli oggetti progettati da Rietveld è stata basata sulle caratteristiche delle due sedie di evidente semplicità della forma e delle componenti, nonché del sistema di montaggio, ideale per un’esercitazione che coinvolgesse i giovani studenti del primo anno del corso. Nella fase iniziale della loro esperienza formativa, gli studenti sono stati impegnati nella ricerca e nell’analisi conoscitiva dell’oggetto. Redatto un abaco delle parti, si è poi passati alla scelta dei materiali e della tecnica di ri-costruzione. L’obbiettivo iniziale è stato quello di realizzare circa venticinque copie in legno in scala 1:1 della Red-Blue e altrettante in scala 1:2 della Berlin: oggetti che per proporzioni e forma dovevano rispecchiare i progetti originali di Rietveld. La ricostruzione delle sedie utilizzando legno di abete per la struttura e compensato multistrato per i piani di seduta e lo schienale ha visto poi il fissaggio dei componenti attraverso colla vinilica e viti a legno. Le rappresentazioni in forma di eidotipo e poi di adattamento morfologico di ogni singolo componente si sono poi subito concretizzate in un nuovo modello, che doveva rigenerarsi attraverso il supporto materiale del primo modello in legno: una vera e propria metamorfosi della sedia. Nessuna scelta poteva essere imitata e quindi si sono espresse oltre quaranta nuove varianti delle sedie originali.
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