Il saggio monografico dedicato all’architettura della chiesa di S. Agostino a Roma costituisce un’elaborazione della tesi di dottorato dell’autrice. Lo studio restituisce le vicende costruttive dell’edificio, a partire dalle fasi originarie e dalle scelte architettoniche iniziali. Basato sul rilievo delle strutture e sull’analisi di un’ampia documentazione archivistica, in gran parte inedita, il lavoro propone e argomenta una nuova interpretazione della storia della chiesa, storia che risulta ben più complessa di quanto non facesse pensare la brevità delle vicende costruttive documentate tra il 1479 e il 1483 e a lungo ritenute sufficienti dalla critica alla realizzazione dell’intero edificio. La fabbrica, ultimata nelle sue parti fondamentali entro il Quattrocento, risulta così essere il frutto di un lungo e travagliato processo costruttivo, iniziato nel 1296 con la fondazione della chiesa e suddiviso in due grandi fasi principali: la prima, in cui i lavori furono interrotti e ripresi più volte fino ai primi decenni del XV secolo, relativa alla realizzazione del transetto; la seconda, iniziata probabilmente intorno alla metà del Quattrocento, riguardante la ristrutturazione del transetto e la costruzione del corpo longitudinale. Al termine di tale fase, tra il 1479 e il 1483, il corpo longitudinale venne avanzato di circa una campata verso la piazza e vennero realizzate le volte, la cupola e la facciata. Una volta stabilite le tappe fondamentali del processo costruttivo, lo studio è in grado di affrontare in una nuova luce la lettura dell’architettura della chiesa, chiarendone genesi e motivazioni. Da una parte, alcune soluzioni risultano mirate ad adattare il linguaggio quattrocentesco alle strutture preesistenti, raggiungendo, in taluni casi, una sintesi tra vecchio e nuovo. Dall’altra, la presenza di discontinuità e incoerenze denuncia la sovrapposizione e l’accostamento di strutture realizzate o impostate in epoche diverse. La ricostruzione dei successivi interventi edilizi, compiuti entro il XIX secolo, è infine intesa prevalentemente a far emergere una più chiara restituzione dello stato quattrocentesco.

L'architettura di S. Agostino a Roma (1296-1483). Una chiesa mendicante tra Medioevo e Rinascimento

SAMPERI, Renata
1999

Abstract

Il saggio monografico dedicato all’architettura della chiesa di S. Agostino a Roma costituisce un’elaborazione della tesi di dottorato dell’autrice. Lo studio restituisce le vicende costruttive dell’edificio, a partire dalle fasi originarie e dalle scelte architettoniche iniziali. Basato sul rilievo delle strutture e sull’analisi di un’ampia documentazione archivistica, in gran parte inedita, il lavoro propone e argomenta una nuova interpretazione della storia della chiesa, storia che risulta ben più complessa di quanto non facesse pensare la brevità delle vicende costruttive documentate tra il 1479 e il 1483 e a lungo ritenute sufficienti dalla critica alla realizzazione dell’intero edificio. La fabbrica, ultimata nelle sue parti fondamentali entro il Quattrocento, risulta così essere il frutto di un lungo e travagliato processo costruttivo, iniziato nel 1296 con la fondazione della chiesa e suddiviso in due grandi fasi principali: la prima, in cui i lavori furono interrotti e ripresi più volte fino ai primi decenni del XV secolo, relativa alla realizzazione del transetto; la seconda, iniziata probabilmente intorno alla metà del Quattrocento, riguardante la ristrutturazione del transetto e la costruzione del corpo longitudinale. Al termine di tale fase, tra il 1479 e il 1483, il corpo longitudinale venne avanzato di circa una campata verso la piazza e vennero realizzate le volte, la cupola e la facciata. Una volta stabilite le tappe fondamentali del processo costruttivo, lo studio è in grado di affrontare in una nuova luce la lettura dell’architettura della chiesa, chiarendone genesi e motivazioni. Da una parte, alcune soluzioni risultano mirate ad adattare il linguaggio quattrocentesco alle strutture preesistenti, raggiungendo, in taluni casi, una sintesi tra vecchio e nuovo. Dall’altra, la presenza di discontinuità e incoerenze denuncia la sovrapposizione e l’accostamento di strutture realizzate o impostate in epoche diverse. La ricostruzione dei successivi interventi edilizi, compiuti entro il XIX secolo, è infine intesa prevalentemente a far emergere una più chiara restituzione dello stato quattrocentesco.
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