Lo studio del passaggio e in particolar modo degli elementi che ne definiscono i confini sono gli argomenti di partenza di un percorso di approfondimento che in questo volume viene indirizzato verso la valle dell’Almone, comprensorio che demarca i confini di Roma in età antica. Nella parte introduttiva, infatti, l’autrice approfondisce il tema dei confini, precisandone il significato e la funzione, sottolineando il crescente interesse da parte di studiosi variegati poiché i “limiti” degli insediamenti interessano anche la storia della società, la psicologia sociale e in generale l’antropologia. A tal proposito importante risulta la storia della fondazione di Roma basata su un rituale che ha previsto proprio il tracciamento di un confine e che ha definito una serie di «processi di costruzione cultuale di un luogo» e una «rappresentazione dei sistemi spaziali» con un abitato che è risultato appunto definito nella sua dimensione e nella sua identità. Il riesame delle sintesi storiche relative a quest’area specifica, posta al primo miglio sulla direttiva tracciata dall’Appia, in una fascia che definisce i limiti tra Urbs e suburbium, è stato affrontato in rapporto ai siti e alle scoperte archeologiche. In questa particolare area territoriale, corrispondente ad un solco vallivo, è stato possibile individuare un modello interpretativo dell’evoluzione che i luoghi hanno subito nelle varie epoche storiche grazie anche alla presenza di una infrastruttura importante che ha consentito il passaggio dall’urbanità verso la ruralità. La seconda parte passa in rassegna da un lato gli indizi storico-letterari relativi alle strade (viae publicae), i santuari e le aree sacre, le strutture militari, gli archi onorari, gli horti, le aree sepolcrali e le strutture ricreative come i balnea e dall’altro quelli archeologici che forniscono dati della cultura materiale delle strutture pubbliche e private. Le conclusioni tracciano lo sviluppo urbano di Roma dall’età del mito, al periodo regio, alla Repubblica, fino al principato e alla costruzione delle mura Aureliane. In coda appare una raccolta di tavole a colori che commentano il testo e costituiscono anche la documentazione grafica d’archivio con rilievi del XIX secolo.

Il paesaggio della via Appia ai confini dell'Urbs. La valle dell'Almone in età antica

Rachele Dubbini
Primo
2015

Abstract

Lo studio del passaggio e in particolar modo degli elementi che ne definiscono i confini sono gli argomenti di partenza di un percorso di approfondimento che in questo volume viene indirizzato verso la valle dell’Almone, comprensorio che demarca i confini di Roma in età antica. Nella parte introduttiva, infatti, l’autrice approfondisce il tema dei confini, precisandone il significato e la funzione, sottolineando il crescente interesse da parte di studiosi variegati poiché i “limiti” degli insediamenti interessano anche la storia della società, la psicologia sociale e in generale l’antropologia. A tal proposito importante risulta la storia della fondazione di Roma basata su un rituale che ha previsto proprio il tracciamento di un confine e che ha definito una serie di «processi di costruzione cultuale di un luogo» e una «rappresentazione dei sistemi spaziali» con un abitato che è risultato appunto definito nella sua dimensione e nella sua identità. Il riesame delle sintesi storiche relative a quest’area specifica, posta al primo miglio sulla direttiva tracciata dall’Appia, in una fascia che definisce i limiti tra Urbs e suburbium, è stato affrontato in rapporto ai siti e alle scoperte archeologiche. In questa particolare area territoriale, corrispondente ad un solco vallivo, è stato possibile individuare un modello interpretativo dell’evoluzione che i luoghi hanno subito nelle varie epoche storiche grazie anche alla presenza di una infrastruttura importante che ha consentito il passaggio dall’urbanità verso la ruralità. La seconda parte passa in rassegna da un lato gli indizi storico-letterari relativi alle strade (viae publicae), i santuari e le aree sacre, le strutture militari, gli archi onorari, gli horti, le aree sepolcrali e le strutture ricreative come i balnea e dall’altro quelli archeologici che forniscono dati della cultura materiale delle strutture pubbliche e private. Le conclusioni tracciano lo sviluppo urbano di Roma dall’età del mito, al periodo regio, alla Repubblica, fino al principato e alla costruzione delle mura Aureliane. In coda appare una raccolta di tavole a colori che commentano il testo e costituiscono anche la documentazione grafica d’archivio con rilievi del XIX secolo.
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