SOMMARIO. In queste pagine cercheremo di tracciare il senso formativo che connota l’avventura esistenziale di Simone Weil. Si tratta, a nostro avviso, di un itinerario educativo che si volge alla ricerca della verità radicale della vita e del suo senso profondo, che, per la filosofa francese, consiste nell’amore e che non esclude il dolore. Il nostro fine è riflettere sul significato propriamente esistenziale dell’educazione, ivi compresa la dimensione spirituale, intesa anche come non confessionale, ossia come anelito al superamento di sé nella relazione «sacra» con la vita. Riteniamo che, a questo fine, sia oggi di grande attualità una riflessione educativa sulla sofferenza. In base all’accezione propriamente batesoniana del «sacro», inteso come «territorio» intensamente relazionale, abbiamo adottato una prospettiva ermeneutica, interpretando gli scritti della filosofa francese alla luce di una riflessività pedagogica che, mentre si interroga su di sé, non teme di esplorare gli spazi della spiritualità. Si tratta di un approccio metodologico di tipo qualitativo, che privilegia la dimensione relazionale, cercando di intercettare i nessi di significato fra linguaggi, ambiti e fenomeni considerati, ovvero di un’epistemologia normativa, piuttosto che di un’etica. E, tuttavia, l’etica è il filo rosso che intreccia la trama di tutta la nostra riflessione.

L’insolente verità dell’amore. Educazione e vita in Simone Weil

GRAMIGNA, Anita
2017

Abstract

SOMMARIO. In queste pagine cercheremo di tracciare il senso formativo che connota l’avventura esistenziale di Simone Weil. Si tratta, a nostro avviso, di un itinerario educativo che si volge alla ricerca della verità radicale della vita e del suo senso profondo, che, per la filosofa francese, consiste nell’amore e che non esclude il dolore. Il nostro fine è riflettere sul significato propriamente esistenziale dell’educazione, ivi compresa la dimensione spirituale, intesa anche come non confessionale, ossia come anelito al superamento di sé nella relazione «sacra» con la vita. Riteniamo che, a questo fine, sia oggi di grande attualità una riflessione educativa sulla sofferenza. In base all’accezione propriamente batesoniana del «sacro», inteso come «territorio» intensamente relazionale, abbiamo adottato una prospettiva ermeneutica, interpretando gli scritti della filosofa francese alla luce di una riflessività pedagogica che, mentre si interroga su di sé, non teme di esplorare gli spazi della spiritualità. Si tratta di un approccio metodologico di tipo qualitativo, che privilegia la dimensione relazionale, cercando di intercettare i nessi di significato fra linguaggi, ambiti e fenomeni considerati, ovvero di un’epistemologia normativa, piuttosto che di un’etica. E, tuttavia, l’etica è il filo rosso che intreccia la trama di tutta la nostra riflessione.
Gramigna, Anita
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11392/2373610
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