Analisi di due decisioni della Corte di giustizia del 14 marzo 2017 in tema di discriminazioni in base alla religione sul luogo di lavoro. Le decisioni divergono solo in apparenza negli esiti (in un caso ammettendo, nell'altro negando il potere disciplinare dell'impresa datrice di obbligare una dipendente musulmana a non indossare il velo) mostrando al fondo una concezione riduttiva della libertà religiosa individuale, di cui si assume la limitabilità in presenza di generiche esigenze di 'neutralità' dell'impresa datrice di lavoro, senza operare un autentico bilanciamento degli interessi costituzionali in gioco.

Bandire il velo dal posto di lavoro o prendere sul serio la dimensione pubblica dell'identità religiosa?

GUAZZAROTTI, Andrea
2017

Abstract

Analisi di due decisioni della Corte di giustizia del 14 marzo 2017 in tema di discriminazioni in base alla religione sul luogo di lavoro. Le decisioni divergono solo in apparenza negli esiti (in un caso ammettendo, nell'altro negando il potere disciplinare dell'impresa datrice di obbligare una dipendente musulmana a non indossare il velo) mostrando al fondo una concezione riduttiva della libertà religiosa individuale, di cui si assume la limitabilità in presenza di generiche esigenze di 'neutralità' dell'impresa datrice di lavoro, senza operare un autentico bilanciamento degli interessi costituzionali in gioco.
Velo islamico, libertà religiosa, discriminazioni sul lavoro, Corte di giustizia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11392/2373062
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