È innegabile che il mondo virtuale costituisca oggi per i ragazzi una fonte di accesso al sapere, di comunicazione, di sviluppo delle competenze. Le amicizia di rete sono una risorsa perché permettono un allargamento della sfera personale: i siti di socializzazione e la messaggistica istantanea vengono utilizzati per scambiare opinioni, foto, video, canzoni, commentare avvenimenti, organizzare uscite con gli amici. Le opportunità offerte dal Web sono tuttavia connesse ai rischi più volte evidenziati anche in sede europea. Concreta è la possibilità che i ragazzi vengano in contatto con contenuti non adatti perché troppo violenti o con persone sconosciute e male intenzionate (si pensi al fenomeno del grooming). Per tacere dei sempre più frequenti episodi di cyberbullismo e sexting. Nei meandri della rete si può perdere facilmente il controllo non solo dei propri dati personali, ma anche della propria reputazione. Serio è anche il rischio di ledere la sfera privata di terzi (amici, familiari e conoscenti). Per favorire un ambiente online costruttivo ed arricchente occorre incoraggiare i fanciulli alla creatività e all’uso positivo di internet. L’alfabetizzazione digitale e l’istruzione circa i media sono compiti che spettano non solo ai genitori, ma anche alla Scuola che può, anzi deve, rivelarsi un riferimento prezioso affinché i discenti sviluppino un pensiero critico e consapevole sulle opportunità, ma anche sulle insidie della rete. Attraverso la Scuola è possibile raggiungere non solo la maggioranza dei ragazzi, a prescindere dall’età, dal censo o dall’estra­zione, ma anche gli adulti. In sede europea si è in più occasioni insistito affinché l’insegnamento della sicurezza in linea divenga obbligatorio nei programmi scolastici degli Stati membri. Il presente articolo è finalizzato a ripercorre non solo le indicazioni tratte dai provvedimenti, pareri e note, del Garante, che in questi anni ha sempre dimostrato profonda sensibilità nei confronti della riservatezza e dignità dei minori, ma anche ad approfondire gli strumenti di protezione previsti non solo nell’ordinamento italiano (proposta di Codice di Autoregolamentazione contro il Cyberbullismo avviata dal Comitato Media e minori e sottoposta a consultazione pubblica; Carta dei diritti in internet; la recentissima legge contro il Cyberbullismo), ma più in generale in sede europea (nuovo Regolamento (UE) 2016/679).

I diritti della personalità dei minori nello spazio virtuale

THIENE, Arianna
2017

Abstract

È innegabile che il mondo virtuale costituisca oggi per i ragazzi una fonte di accesso al sapere, di comunicazione, di sviluppo delle competenze. Le amicizia di rete sono una risorsa perché permettono un allargamento della sfera personale: i siti di socializzazione e la messaggistica istantanea vengono utilizzati per scambiare opinioni, foto, video, canzoni, commentare avvenimenti, organizzare uscite con gli amici. Le opportunità offerte dal Web sono tuttavia connesse ai rischi più volte evidenziati anche in sede europea. Concreta è la possibilità che i ragazzi vengano in contatto con contenuti non adatti perché troppo violenti o con persone sconosciute e male intenzionate (si pensi al fenomeno del grooming). Per tacere dei sempre più frequenti episodi di cyberbullismo e sexting. Nei meandri della rete si può perdere facilmente il controllo non solo dei propri dati personali, ma anche della propria reputazione. Serio è anche il rischio di ledere la sfera privata di terzi (amici, familiari e conoscenti). Per favorire un ambiente online costruttivo ed arricchente occorre incoraggiare i fanciulli alla creatività e all’uso positivo di internet. L’alfabetizzazione digitale e l’istruzione circa i media sono compiti che spettano non solo ai genitori, ma anche alla Scuola che può, anzi deve, rivelarsi un riferimento prezioso affinché i discenti sviluppino un pensiero critico e consapevole sulle opportunità, ma anche sulle insidie della rete. Attraverso la Scuola è possibile raggiungere non solo la maggioranza dei ragazzi, a prescindere dall’età, dal censo o dall’estra­zione, ma anche gli adulti. In sede europea si è in più occasioni insistito affinché l’insegnamento della sicurezza in linea divenga obbligatorio nei programmi scolastici degli Stati membri. Il presente articolo è finalizzato a ripercorre non solo le indicazioni tratte dai provvedimenti, pareri e note, del Garante, che in questi anni ha sempre dimostrato profonda sensibilità nei confronti della riservatezza e dignità dei minori, ma anche ad approfondire gli strumenti di protezione previsti non solo nell’ordinamento italiano (proposta di Codice di Autoregolamentazione contro il Cyberbullismo avviata dal Comitato Media e minori e sottoposta a consultazione pubblica; Carta dei diritti in internet; la recentissima legge contro il Cyberbullismo), ma più in generale in sede europea (nuovo Regolamento (UE) 2016/679).
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