Negli ultimi decenni si è assistito a una frammentazione disciplinare sempre più forte della riflessione filosofica e alla nascita di indirizzi che hanno fatto seguito a nuove esigenze concettuali che il progresso scientifico e tecnologico ha portato alla ribalta. A dir il vero, si è anche visto un rinnovato interesse per la concettualizzazione di un settore disciplinare che da sempre era stato terreno di lavoro per i filosofi, ma che, considerando il livello del dibattito internazionale, sembrava un po’ in declino. Sto parlando dell’ambito medico e quindi della filosofia della medicina che, specie in questi ultimi anni, sono ritornate prepotentemente in auge, coinvolgendo anche filosofi che prima si erano cimentati altrove. Bisogna però aggiungere che le novità che si sono avute nel campo della biomedicina hanno cambiato non poco gli interessi filosofici. Se prima si concentravano su aspetti quali se <<l’occhio del medico>> fosse magico o scientifico, oppure se il procedimento diagnostico fosse ipotetico-deduttivo, induttivo o abduttivo, ora tutto è mutato. Certo vi ancora un qualche sforzo per definire che cosa siano malattia e salute, ma ora l’ambito medico, o meglio biomedico, all’attenzione dei filosofi si è notevolmente ampliato includendo campi che vanno dalla biologia molecolare alla biologia evo-devo, dalla medicina personalizzata alla medicina molecolare, dalla drug discovery ai trial clinici, dalla tecnologia diagnostica al follow-up di patologie, dalla medicina preventiva all’enhancement, dal technological assessment alla sanità pubblica ecc. E tutto ciò all’interno di un contesto ove temi di economia sanitaria, di politiche statali e istituzionali, di biodiritto, di decision-making individuale e collettivo ecc. sono costantemente all’ordine del giorno. Questo ha fatto sì che siano balzate al centro della riflessione umanistica intorno alla biomedicina di ricerca e clinica questioni complesse che hanno a che fare con la filosofia morale, la filosofia politica, la filosofia della scienza, la filosofia del diritto, l’antropologia filosofica, la logica e la filosofia dell’esistenza. Proprio questa complessità concettuale induce molti a parlare, più che di filosofia della medicina, di Medical humanities (o Biomedical humanities).

Medical Humanities: per una filosofia della biomedicina

BONIOLO, Giovanni
2017

Abstract

Negli ultimi decenni si è assistito a una frammentazione disciplinare sempre più forte della riflessione filosofica e alla nascita di indirizzi che hanno fatto seguito a nuove esigenze concettuali che il progresso scientifico e tecnologico ha portato alla ribalta. A dir il vero, si è anche visto un rinnovato interesse per la concettualizzazione di un settore disciplinare che da sempre era stato terreno di lavoro per i filosofi, ma che, considerando il livello del dibattito internazionale, sembrava un po’ in declino. Sto parlando dell’ambito medico e quindi della filosofia della medicina che, specie in questi ultimi anni, sono ritornate prepotentemente in auge, coinvolgendo anche filosofi che prima si erano cimentati altrove. Bisogna però aggiungere che le novità che si sono avute nel campo della biomedicina hanno cambiato non poco gli interessi filosofici. Se prima si concentravano su aspetti quali se <> fosse magico o scientifico, oppure se il procedimento diagnostico fosse ipotetico-deduttivo, induttivo o abduttivo, ora tutto è mutato. Certo vi ancora un qualche sforzo per definire che cosa siano malattia e salute, ma ora l’ambito medico, o meglio biomedico, all’attenzione dei filosofi si è notevolmente ampliato includendo campi che vanno dalla biologia molecolare alla biologia evo-devo, dalla medicina personalizzata alla medicina molecolare, dalla drug discovery ai trial clinici, dalla tecnologia diagnostica al follow-up di patologie, dalla medicina preventiva all’enhancement, dal technological assessment alla sanità pubblica ecc. E tutto ciò all’interno di un contesto ove temi di economia sanitaria, di politiche statali e istituzionali, di biodiritto, di decision-making individuale e collettivo ecc. sono costantemente all’ordine del giorno. Questo ha fatto sì che siano balzate al centro della riflessione umanistica intorno alla biomedicina di ricerca e clinica questioni complesse che hanno a che fare con la filosofia morale, la filosofia politica, la filosofia della scienza, la filosofia del diritto, l’antropologia filosofica, la logica e la filosofia dell’esistenza. Proprio questa complessità concettuale induce molti a parlare, più che di filosofia della medicina, di Medical humanities (o Biomedical humanities).
Boniolo, Giovanni
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11392/2372694
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