The reform of the canon law marriage process contained in the M.P. Mitis Iudex Dominus Iesus and in particular the introduction of the processus brevior prompt reflection on the prognosis of the exequatur procedures of ecclesiastical judgments of nullity of marriage granted with the new process model. This study sets out to exclude the ontological incompatibility of the processus brevior with respect to the requirements to guarantee protection of the right of defence, procedural public order and fair trial, which are essential for the national judicial system. In order to demonstrate the assumption, the most recent innovations introduced by the state legislature are analysed and, in particular, the summarization of the cognitive activity of the civil judge. The essay also seeks to highlight how the increasing hostility towards the admission of ecclesiastical decrees in the legal system of the Italian Republic displayed, over recent times, by national judges, is based on partial and not always constitutionally consistent readings of the sovereignty and secularity of the State that imply discriminatory treatment for believers. In fact, the denied exequatur leads to an irremediable conflict of the individual conscience and represents damage to the inviolable right of religious freedom for civisfideles who, faced with the failure of their marriage, intend to avoid resorting to the dissolution of the civil effects of the bond inevitably acquiring, in that case, the status of being divorced, which is incompatible with their religious beliefs. In conclusion, the study intends to illustrate how the protection of the inviolable rights of freedom of belief and religious freedom of believers must not disregard respect for the agreements, obtained in a pactional way by the Italian Republic and the Catholic Church, while they were in force.

La riforma del processo matrimoniale canonico contenuta nel M.P. Mitis Iudex Dominus Iesus ed in particolare l’introduzione del processus brevior suggeriscono una riflessione sulla prognosi dei procedimenti di delibazione delle sentenze ecclesiastiche di nullità matrimoniale emanate con il nuovo modello procedimentale. Lo studio si propone di escludere un’ontologica incompatibilità del processus brevior con il rispetto delle esigenze garantiste del diritto di difesa, dell’ordine pubblico processuale e del giusto processo, imprescindibili per il sistema giudiziario nazionale. A dimostrazione dell’assunto analizza le più recenti innovazioni introdotte dal legislatore statuale e, in particolare, il percorso di sommarizzazione dell’attività cognitiva del giudice civile. Il contributo vuole inoltre evidenziare come la crescente ostilità all’ingresso delle pronunce ecclesiastiche nell’ordinamento della Repubblica dimostrata, in tempi recenti, dai giudici nazionali, sia fondata su letture parziali e non sempre costituzionalmente coerenti della sovranità e della laicità dello Stato che implicano un trattamento discriminatorio per il cittadino fedele. Infatti, la delibazione denegata origina un insanabile conflitto della coscienza individuale e rappresenta una lesione dell’inviolabile diritto di libertà religiosa per i civisfideles che a fronte del fallimento del proprio matrimonio, intendano evitare di ricorrere allo scioglimento degli effetti civili del vincolo e di acquisire inevitabilmente, in tal modo, lo status di divorziati, incompatibile con le proprie convinzioni religiose. In conclusione il contributo intende illustrare come la tutela dei diritti inviolabili della libertà di coscienza e religiosa del cittadino fedele non possa prescindere dal rispetto degli accordi, pattiziamente assunti dalla Repubblica italiana e dalla Chiesa cattolica, fino a che vigenti.

LA DELIBAZIONE DELLE SENTENZE ECCLESIASTICHE DI NULLITÀ DEL VINCOLO DOPO LA RIFORMA DEL PROCESSO MATRIMONIALE CANONICO E L’INTRODUZIONE DEL PROCESSUS BREVIOR

MARTINELLI, Enrica
2017

Abstract

La riforma del processo matrimoniale canonico contenuta nel M.P. Mitis Iudex Dominus Iesus ed in particolare l’introduzione del processus brevior suggeriscono una riflessione sulla prognosi dei procedimenti di delibazione delle sentenze ecclesiastiche di nullità matrimoniale emanate con il nuovo modello procedimentale. Lo studio si propone di escludere un’ontologica incompatibilità del processus brevior con il rispetto delle esigenze garantiste del diritto di difesa, dell’ordine pubblico processuale e del giusto processo, imprescindibili per il sistema giudiziario nazionale. A dimostrazione dell’assunto analizza le più recenti innovazioni introdotte dal legislatore statuale e, in particolare, il percorso di sommarizzazione dell’attività cognitiva del giudice civile. Il contributo vuole inoltre evidenziare come la crescente ostilità all’ingresso delle pronunce ecclesiastiche nell’ordinamento della Repubblica dimostrata, in tempi recenti, dai giudici nazionali, sia fondata su letture parziali e non sempre costituzionalmente coerenti della sovranità e della laicità dello Stato che implicano un trattamento discriminatorio per il cittadino fedele. Infatti, la delibazione denegata origina un insanabile conflitto della coscienza individuale e rappresenta una lesione dell’inviolabile diritto di libertà religiosa per i civisfideles che a fronte del fallimento del proprio matrimonio, intendano evitare di ricorrere allo scioglimento degli effetti civili del vincolo e di acquisire inevitabilmente, in tal modo, lo status di divorziati, incompatibile con le proprie convinzioni religiose. In conclusione il contributo intende illustrare come la tutela dei diritti inviolabili della libertà di coscienza e religiosa del cittadino fedele non possa prescindere dal rispetto degli accordi, pattiziamente assunti dalla Repubblica italiana e dalla Chiesa cattolica, fino a che vigenti.
978-88-9391-117-7
The reform of the canon law marriage process contained in the M.P. Mitis Iudex Dominus Iesus and in particular the introduction of the processus brevior prompt reflection on the prognosis of the exequatur procedures of ecclesiastical judgments of nullity of marriage granted with the new process model. This study sets out to exclude the ontological incompatibility of the processus brevior with respect to the requirements to guarantee protection of the right of defence, procedural public order and fair trial, which are essential for the national judicial system. In order to demonstrate the assumption, the most recent innovations introduced by the state legislature are analysed and, in particular, the summarization of the cognitive activity of the civil judge. The essay also seeks to highlight how the increasing hostility towards the admission of ecclesiastical decrees in the legal system of the Italian Republic displayed, over recent times, by national judges, is based on partial and not always constitutionally consistent readings of the sovereignty and secularity of the State that imply discriminatory treatment for believers. In fact, the denied exequatur leads to an irremediable conflict of the individual conscience and represents damage to the inviolable right of religious freedom for civisfideles who, faced with the failure of their marriage, intend to avoid resorting to the dissolution of the civil effects of the bond inevitably acquiring, in that case, the status of being divorced, which is incompatible with their religious beliefs. In conclusion, the study intends to illustrate how the protection of the inviolable rights of freedom of belief and religious freedom of believers must not disregard respect for the agreements, obtained in a pactional way by the Italian Republic and the Catholic Church, while they were in force.
Processus brevior; Exequatur; Religious freedom, Delibazione.
Processus brevior; Exequatur; Delibazione; Libertà religiosa.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11392/2371647
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