La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è attualmente la quarta causa di morte nel mondo. Si stima che l’impatto globale della BPCO continuerà a crescere nei prossimi decenni a causa della persistente esposizione a particelle nocive e dell’invecchiamento della popolazione mondiale. Il fumo di tabacco è il fattore di rischio principale per la malattia. Tuttavia, numerose evidenze indicano che circa il 15% di tutte le BPCO è attribuibile a fattori di rischio occupazionali. I settori lavorativi maggiormente associati alla malattia sono quello estrattivo, metallurgico, edile, tessile e agricolo. A questi dati si aggiungono evidenze sperimentali sulla capacità di alcuni inalanti professionali di indurre BPCO in modelli animali. L’esposizione occupazionale, oltre ad essere associata eziologicamente alla BPCO, correla con una peggiore qualità della vita, una maggiore gravità della dispnea, una riduzione dei parametri di funzionalità respiratoria e un aumento del rischio di riacutizzazioni nei pazienti già affetti dalla malattia. L’impatto della storia lavorativa sulla BPCO è quindi considerevole e deve essere valutato nell’ambito della ricerca scientifica, nella pratica clinica e per l’attuazione di strategie preventive efficaci.

L’esposizione professionale nella broncopneumopatia cronica ostruttiva

BOSCHETTO, Piera;CASILLO, Valeria
2017

Abstract

La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è attualmente la quarta causa di morte nel mondo. Si stima che l’impatto globale della BPCO continuerà a crescere nei prossimi decenni a causa della persistente esposizione a particelle nocive e dell’invecchiamento della popolazione mondiale. Il fumo di tabacco è il fattore di rischio principale per la malattia. Tuttavia, numerose evidenze indicano che circa il 15% di tutte le BPCO è attribuibile a fattori di rischio occupazionali. I settori lavorativi maggiormente associati alla malattia sono quello estrattivo, metallurgico, edile, tessile e agricolo. A questi dati si aggiungono evidenze sperimentali sulla capacità di alcuni inalanti professionali di indurre BPCO in modelli animali. L’esposizione occupazionale, oltre ad essere associata eziologicamente alla BPCO, correla con una peggiore qualità della vita, una maggiore gravità della dispnea, una riduzione dei parametri di funzionalità respiratoria e un aumento del rischio di riacutizzazioni nei pazienti già affetti dalla malattia. L’impatto della storia lavorativa sulla BPCO è quindi considerevole e deve essere valutato nell’ambito della ricerca scientifica, nella pratica clinica e per l’attuazione di strategie preventive efficaci.
Broncopneumopatia cronica ostruttiva • Esposizione occupazionale • Salute negli ambienti di lavoro
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