Da sempre la chirurgia estetica ha rappresentato la soluzione più efficiente per combattere i segni dell’invecchiamento, permettendo di correggere i difetti del viso e ridonare lucentezza ed elasticità alla pelle. Quest’ultima, infatti, è soggetta a cambiamenti nel tempo dovuti principalmente a fattori quali l’età, l’ambiente, le condizioni di vita, l’alimentazione, lo stress, le radiazioni solari e le condizioni di microcircolo cutaneo. I risultati di tutti questi fattori sono la perdita di elasticità e lucentezza della cute e la formazione di rughe e solchi nelle aree del viso. Negli ultimi anni, tuttavia, l’avvento dei Dermal Fillers (DF) ha rappresentato l’alternativa per eccellenza alla chirurgia estetica, permettendo di ottenere ottimi risultati con una percentuale di rischi ed effetti collaterali notevolmente inferiore. L’applicazione dei DF, infatti, può essere eseguita in ambito ambulatoriale, senza ricorrere alla sala operatoria, ed è effettuata con aghi di diverse dimensioni che assicurano un trattamento locale pressochè indolore. Tra i DF attualmente in commercio, quello più utilizzato è l’Acido Ialuronico (AI) che, grazie alla sua alta biodegradabilità e biocompatibilità, è perfettamente tollerato dall’organismo e permette una correzione precisa e poco invasiva. Il grande vantaggio dell’AI, inoltre, è la sua reversibilità che permette di correggere il suo uso improprio o eccessivo grazie alle ialuronidasi che, iniettate subito dopo l’AI, ne degradano le molecole. Inizialmente estratto allo stato libero dalle creste del gallo, l’AI è stato successivamente prodotto in laboratorio per via microbiologica fermentativa a partire dai batteri Streptococcus Lancefield A e C, Streptococcus equi e zooepidemicus mediante il cross-linking system che permette di ottenere un gel più resistente e duraturo nel tempo. Vi sono attualmente in commercio diversi fillers a base di AI che differiscono per le loro caratteristiche chimico-fisiche, nonché reologiche, quali l’elasticità, la viscosità e la forza di estrusione. In base a queste stesse caratteristiche, ogni filler di AI è più indicato per un particolare tipo di difetto e una specifica area del viso come, ad esempio, le rughe della fronte, della glabella, i solchi nasolabiali e della marionetta. I fillers di AI ad oggi più utilizzati sono: Restylane® e Perlane® (per rughe e solchi nasolabiali e volumizzazione delle labbra), Hylaform® e Belotero® (per rughe e solchi di media e severa entità), Captique® (per rughe di lieve entità), Juvéderm® (per rughe e difetti profondi) ed Elevess® (per guance, fronte e labbra). L’utilizzo di questi fillers è considerato sicuro in quanto gli effetti collaterali derivanti dal loro uso sono rari e di lieve entità, quali gonfiore, lividi, eritema, arrossamento e prurito nella zona di iniezione, destinati comunque a svanire nell’arco di poche ore. I DF in medicina estetica sono in continuo sviluppo e sono previste molte nuove formulazioni di AI attualmente in attesa di approvazione dalla FDA; nel 2014, infatti, il numero totale di trattamenti estetici ha superato il milione e, di tali interventi, il 76% è rappresentato da trattamenti con DF. Grazie alla loro elevata popolarità e all’alto grado di soddisfazione dei pazienti, i DF hanno davanti a sé un brillante futuro come eccellenti alternative alla chirurgia plastica, in grado di assicurare risultati notevoli e meno invasivi con minimi effetti collaterali.

L’Acido Ialuronico (AI) nei trattamenti estetici, una review critica

MANFREDINI, Stefano;FALLACARA, Arianna;VERTUANI, Silvia
2016

Abstract

Da sempre la chirurgia estetica ha rappresentato la soluzione più efficiente per combattere i segni dell’invecchiamento, permettendo di correggere i difetti del viso e ridonare lucentezza ed elasticità alla pelle. Quest’ultima, infatti, è soggetta a cambiamenti nel tempo dovuti principalmente a fattori quali l’età, l’ambiente, le condizioni di vita, l’alimentazione, lo stress, le radiazioni solari e le condizioni di microcircolo cutaneo. I risultati di tutti questi fattori sono la perdita di elasticità e lucentezza della cute e la formazione di rughe e solchi nelle aree del viso. Negli ultimi anni, tuttavia, l’avvento dei Dermal Fillers (DF) ha rappresentato l’alternativa per eccellenza alla chirurgia estetica, permettendo di ottenere ottimi risultati con una percentuale di rischi ed effetti collaterali notevolmente inferiore. L’applicazione dei DF, infatti, può essere eseguita in ambito ambulatoriale, senza ricorrere alla sala operatoria, ed è effettuata con aghi di diverse dimensioni che assicurano un trattamento locale pressochè indolore. Tra i DF attualmente in commercio, quello più utilizzato è l’Acido Ialuronico (AI) che, grazie alla sua alta biodegradabilità e biocompatibilità, è perfettamente tollerato dall’organismo e permette una correzione precisa e poco invasiva. Il grande vantaggio dell’AI, inoltre, è la sua reversibilità che permette di correggere il suo uso improprio o eccessivo grazie alle ialuronidasi che, iniettate subito dopo l’AI, ne degradano le molecole. Inizialmente estratto allo stato libero dalle creste del gallo, l’AI è stato successivamente prodotto in laboratorio per via microbiologica fermentativa a partire dai batteri Streptococcus Lancefield A e C, Streptococcus equi e zooepidemicus mediante il cross-linking system che permette di ottenere un gel più resistente e duraturo nel tempo. Vi sono attualmente in commercio diversi fillers a base di AI che differiscono per le loro caratteristiche chimico-fisiche, nonché reologiche, quali l’elasticità, la viscosità e la forza di estrusione. In base a queste stesse caratteristiche, ogni filler di AI è più indicato per un particolare tipo di difetto e una specifica area del viso come, ad esempio, le rughe della fronte, della glabella, i solchi nasolabiali e della marionetta. I fillers di AI ad oggi più utilizzati sono: Restylane® e Perlane® (per rughe e solchi nasolabiali e volumizzazione delle labbra), Hylaform® e Belotero® (per rughe e solchi di media e severa entità), Captique® (per rughe di lieve entità), Juvéderm® (per rughe e difetti profondi) ed Elevess® (per guance, fronte e labbra). L’utilizzo di questi fillers è considerato sicuro in quanto gli effetti collaterali derivanti dal loro uso sono rari e di lieve entità, quali gonfiore, lividi, eritema, arrossamento e prurito nella zona di iniezione, destinati comunque a svanire nell’arco di poche ore. I DF in medicina estetica sono in continuo sviluppo e sono previste molte nuove formulazioni di AI attualmente in attesa di approvazione dalla FDA; nel 2014, infatti, il numero totale di trattamenti estetici ha superato il milione e, di tali interventi, il 76% è rappresentato da trattamenti con DF. Grazie alla loro elevata popolarità e all’alto grado di soddisfazione dei pazienti, i DF hanno davanti a sé un brillante futuro come eccellenti alternative alla chirurgia plastica, in grado di assicurare risultati notevoli e meno invasivi con minimi effetti collaterali.
Acido ialuronico, cross-linking, dermal fillers, effetti collaterali, ialuronidasi, medicina estetica, viscoelasticità.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11392/2368988
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