Questo libro parla della Tunisia ma non di rivoluzione o, meglio, non direttamente. Esso si occupa di analizzare una delle questioni considerate chiave nel processo che ha portato all’allontanamento del dittatore Ben Ali e che è sempre presente nel dibattito pubblico: l’idea secondo cui alcune parti del Paese si siano rivoltate perché marginalizzate, cioè escluse dalla ricchezza e dallo sviluppo. Tra il 2014 e il 2015 l’autore ha vissuto alle porte del deserto allo scopo di rispondere ad alcune domande: che cosa significa essere marginalizzati in Tunisia? Come questo fenomeno si riproduce giorno per giorno? E in che modo ha influenzato la storia recente non solo del Paese, ma di un’intera regione? Ciò che ne emerge è un ritratto approfondito del modo in cui la presenza dello Stato, le relazioni di potere a livello locale, la struttura sociale e la gestione del territorio concorrono a perpetuare disuguaglianza, disoccupazione e assenza di prospettive. Per comprende la marginalità occorre ribaltare la prospettiva e non pensarla più come a un processo di esclusione sociale.

Il bacino maledetto. Disuguaglianza, marginalità e potere nella Tunisia postrivoluzionaria

PONTIGGIA, Stefano
2017

Abstract

Questo libro parla della Tunisia ma non di rivoluzione o, meglio, non direttamente. Esso si occupa di analizzare una delle questioni considerate chiave nel processo che ha portato all’allontanamento del dittatore Ben Ali e che è sempre presente nel dibattito pubblico: l’idea secondo cui alcune parti del Paese si siano rivoltate perché marginalizzate, cioè escluse dalla ricchezza e dallo sviluppo. Tra il 2014 e il 2015 l’autore ha vissuto alle porte del deserto allo scopo di rispondere ad alcune domande: che cosa significa essere marginalizzati in Tunisia? Come questo fenomeno si riproduce giorno per giorno? E in che modo ha influenzato la storia recente non solo del Paese, ma di un’intera regione? Ciò che ne emerge è un ritratto approfondito del modo in cui la presenza dello Stato, le relazioni di potere a livello locale, la struttura sociale e la gestione del territorio concorrono a perpetuare disuguaglianza, disoccupazione e assenza di prospettive. Per comprende la marginalità occorre ribaltare la prospettiva e non pensarla più come a un processo di esclusione sociale.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11392/2366434
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