This essay focuses on a radical project which brought to the construction of the headquarters of Waternet, a Dutch company based in Amsterdam, responsible for the global water needs of the city. The project was designed by the architectural firm Attika. The project is seen as a unique case study showing how it is possible to make the most of the environmental resources compatibly with the territory at all levels: the construction floats on water; thick reed walls insulate the building from the outside; marsh reeds that grow in the canal act as phyto-purifiers of grey water; solar collectors for domestic hot water and energy-saving electrical systems are installed; heat recovery from the canal water; natural chimney effect ventilation – all these contribute to make this project a sustainability icon. The focus on using environmental factors, materials and everything available on site is summarized in the title, "zero-mile architecture", to convey the uniqueness of the Dutch project. It also highlights how the choices concerning the technological and functional characteristics of the project are consistent with the goals of a company operating in the environmental sector. As a matter of fact, the service base for the activities of cleaning the water of the canals is on a floating structure, which is also a brilliant solution for sustainability because the base itself can be moored in different areas of the port depending on the logistic needs and available space. In order to concretely illustrate the choices, especially from a constructive point of view, all the innovative solutions concerning the set of materials and technologies - concrete, wood, steel for the structures, as well as insulation in marshy vegetation - and plant engineering solutions based on renewable sources are shown. Due to its unique characteristics, including dry construction techniques, use of largely eco-friendly materials, and ability to relate dynamically with the environment, the Dutch project has been included in the book "Tecnologie e territorialità. Riflessioni su nuove visioni di sostenibilità -Technologies and Territorial Milieu. Addressing New Visions of Sustainability", aiming to deepen the relationship between the technologies and the territories in which they are applied, which can be advantageously used to experiment approaches also in different contexts.

Il contributo presenta il progetto radicale della sede dell'azienda Waternet che si occupa delle necessità idriche di Amsterdam gestendo il ciclo dell'acqua in tutti i suoi aspetti, progettata dallo studio di architettura Attika. Il progetto è interpretato come un caso di studio particolarmente interessante che dimostra come sia possibile valorizzare il più possibile le risorse dell'ambiente puntando alla compatibilità con il territorio a tutto campo: la costruzione galleggia sull'acqua; spesse pareti in canne isolano l'edificio dall'esterno; canne palustri che vivono nel canale svolgono la funzione di fitodepurazione delle acque grigie degli impianti idrosanitari; collettori solari per acqua calda sanitaria, impianti elettrici a risparmio energetico, recupero del calore dall'acqua del canale, ventilazione naturale a effetto camino contribuiscono a fare dell'opera un'icona della sostenibilità. L'attenzione a utilizzare fattori ambientali, materiali e tutto ciò che è disponibile sul posto è sintetizzato nel titolo dell'articolo, "architettura a chilometro zero", ideato per comunicare la singolarità della realizzazione olandese. Si vuole anche mettere in luce come le scelte fatte sulle caratteristiche tecnologiche e funzionali della costruzione siano coerenti con gli obiettivi di un'azienda attiva nel settore ambientale, che ha voluto realizzare su una struttura galleggiante la base di servizio per le proprie attività lavorative di pulizia dell'acqua dei canali, che rappresenta anch'essa una soluzione brillante ai fini della sostenibilità, poiché non occupa suolo e può essere ormeggiata in diverse zone del porto a seconda delle esigenze logistiche e degli spazi disponibili. Per rendere tangibili le scelte di adeguamento allo scopo, soprattutto dal punto di vista costruttivo, nel testo sono presentate dettagliatamente tutte le scelte innovative riguardanti l'insieme di materiali e tecnologie adottate – cls, legno, acciaio per le strutture, oltre a isolanti in vegetale palustre - e le soluzioni impiantistiche basate in maniera spinta su fonti rinnovabili. Tecniche di costruzioni a secco, uso di materiali in gran parte ecocompatibili, capacità di relazionarsi in maniera dinamica con l'ambiente sono altre caratteristiche dell'opera olandese che hanno fatto scegliere di inserire il lavoro che qui si presenta nel libro "Tecnologie e territorialità. Riflessioni su nuove visioni di sostenibilità -Technologies and Territorial Milieu. Addressing New Visions of Sustainability", che si prefigge di approfondire il rapporto tra le tecnologie e i territori in cui sono utilizzate, utile anche per sperimentare approcci adatti a diversi contesti.

Architettura a chilometro zero ad Amsterdam [A Zero-Mile Achitecture Solution in Amsterdam]

TONI, Michela
Primo
2016

Abstract

Il contributo presenta il progetto radicale della sede dell'azienda Waternet che si occupa delle necessità idriche di Amsterdam gestendo il ciclo dell'acqua in tutti i suoi aspetti, progettata dallo studio di architettura Attika. Il progetto è interpretato come un caso di studio particolarmente interessante che dimostra come sia possibile valorizzare il più possibile le risorse dell'ambiente puntando alla compatibilità con il territorio a tutto campo: la costruzione galleggia sull'acqua; spesse pareti in canne isolano l'edificio dall'esterno; canne palustri che vivono nel canale svolgono la funzione di fitodepurazione delle acque grigie degli impianti idrosanitari; collettori solari per acqua calda sanitaria, impianti elettrici a risparmio energetico, recupero del calore dall'acqua del canale, ventilazione naturale a effetto camino contribuiscono a fare dell'opera un'icona della sostenibilità. L'attenzione a utilizzare fattori ambientali, materiali e tutto ciò che è disponibile sul posto è sintetizzato nel titolo dell'articolo, "architettura a chilometro zero", ideato per comunicare la singolarità della realizzazione olandese. Si vuole anche mettere in luce come le scelte fatte sulle caratteristiche tecnologiche e funzionali della costruzione siano coerenti con gli obiettivi di un'azienda attiva nel settore ambientale, che ha voluto realizzare su una struttura galleggiante la base di servizio per le proprie attività lavorative di pulizia dell'acqua dei canali, che rappresenta anch'essa una soluzione brillante ai fini della sostenibilità, poiché non occupa suolo e può essere ormeggiata in diverse zone del porto a seconda delle esigenze logistiche e degli spazi disponibili. Per rendere tangibili le scelte di adeguamento allo scopo, soprattutto dal punto di vista costruttivo, nel testo sono presentate dettagliatamente tutte le scelte innovative riguardanti l'insieme di materiali e tecnologie adottate – cls, legno, acciaio per le strutture, oltre a isolanti in vegetale palustre - e le soluzioni impiantistiche basate in maniera spinta su fonti rinnovabili. Tecniche di costruzioni a secco, uso di materiali in gran parte ecocompatibili, capacità di relazionarsi in maniera dinamica con l'ambiente sono altre caratteristiche dell'opera olandese che hanno fatto scegliere di inserire il lavoro che qui si presenta nel libro "Tecnologie e territorialità. Riflessioni su nuove visioni di sostenibilità -Technologies and Territorial Milieu. Addressing New Visions of Sustainability", che si prefigge di approfondire il rapporto tra le tecnologie e i territori in cui sono utilizzate, utile anche per sperimentare approcci adatti a diversi contesti.
9788899537036
This essay focuses on a radical project which brought to the construction of the headquarters of Waternet, a Dutch company based in Amsterdam, responsible for the global water needs of the city. The project was designed by the architectural firm Attika. The project is seen as a unique case study showing how it is possible to make the most of the environmental resources compatibly with the territory at all levels: the construction floats on water; thick reed walls insulate the building from the outside; marsh reeds that grow in the canal act as phyto-purifiers of grey water; solar collectors for domestic hot water and energy-saving electrical systems are installed; heat recovery from the canal water; natural chimney effect ventilation – all these contribute to make this project a sustainability icon. The focus on using environmental factors, materials and everything available on site is summarized in the title, "zero-mile architecture", to convey the uniqueness of the Dutch project. It also highlights how the choices concerning the technological and functional characteristics of the project are consistent with the goals of a company operating in the environmental sector. As a matter of fact, the service base for the activities of cleaning the water of the canals is on a floating structure, which is also a brilliant solution for sustainability because the base itself can be moored in different areas of the port depending on the logistic needs and available space. In order to concretely illustrate the choices, especially from a constructive point of view, all the innovative solutions concerning the set of materials and technologies - concrete, wood, steel for the structures, as well as insulation in marshy vegetation - and plant engineering solutions based on renewable sources are shown. Due to its unique characteristics, including dry construction techniques, use of largely eco-friendly materials, and ability to relate dynamically with the environment, the Dutch project has been included in the book "Tecnologie e territorialità. Riflessioni su nuove visioni di sostenibilità -Technologies and Territorial Milieu. Addressing New Visions of Sustainability", aiming to deepen the relationship between the technologies and the territories in which they are applied, which can be advantageously used to experiment approaches also in different contexts.
TECHNOLOGIES AND TERRITORY, SCALABLE PROJECT, REED, ZERO-MILE ARCHITECTURE
TERRITORIALITÀ, PROGETTO SCALARE, CANNA PALUSTRE, ARCHITETTURA A CHILOMETRO ZERO
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11392/2365968
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