Con questo volume Eva Spinazzè indaga in modo completo e minuzioso sul complesso rapporto tra architettura sacra e conoscenze astronomiche sopra ricordate. Il suo lavoro si colloca in un ambito interdisciplinare consolidato ma in progressiva espansione, che negli ultimi 20 anni ha visto crescere l’attenzione e l’interesse non solo studiosi, ma anche degli enti proposti alla salvaguardia dei beni (si veda ad esempio l’iniziativa Astronomy and World Heritage dell’UNESCO), verso le caratteristiche luminose degli edifici sacri di età medioevale e verso le competenze tecniche e scientifiche che ne hanno supportato e consentito la realizzazione. Si tratta di una ricerca storica di grande pregio sia perché circoscrive con scrupolosa precisione il contesto geografico (la via Francigena dalla Romandie alla Toscana) e il periodo temporale (X-XII secolo), sia per l’utilizzo rigoroso di metodi e strumenti della storia dell’architettura, dell’archeoastronomia e dell’astronomia culturale. Il lavoro di ricerca storico-documentale, di rilievo e di analisi archeoastronomica dei 63 edifici costituisce un inedito contributo, decisamente importante e prezioso per l’ampliamento dei casi-studio esistenti, capace di fornire agli studiosi dati scientifici suscettibili di interpretazioni e letture critiche secondo logiche che possono essere sia sincretiche, sia analitiche. Il volume “La luce nell'architettura sacra: spazio e orientazione nelle chiese del X-XII secolo tra Romandie e Toscana” di Eva Spinazzè, studiosa di grande talento, è senza dubbio un chiaro e fondamentale esempio di come deve essere condotta una ricerca di archeoastronomia e astronomia culturale, punto di riferimento per la conoscenza e la salvaguardia di tante complesse ed enigmatiche testimonianze materiali di profonde e sapienti culture medioevali. A lei il mio più vivo augurio per questo nuovo ed importante lavoro.

Prefazione

INCERTI, Manuela
2016

Abstract

Con questo volume Eva Spinazzè indaga in modo completo e minuzioso sul complesso rapporto tra architettura sacra e conoscenze astronomiche sopra ricordate. Il suo lavoro si colloca in un ambito interdisciplinare consolidato ma in progressiva espansione, che negli ultimi 20 anni ha visto crescere l’attenzione e l’interesse non solo studiosi, ma anche degli enti proposti alla salvaguardia dei beni (si veda ad esempio l’iniziativa Astronomy and World Heritage dell’UNESCO), verso le caratteristiche luminose degli edifici sacri di età medioevale e verso le competenze tecniche e scientifiche che ne hanno supportato e consentito la realizzazione. Si tratta di una ricerca storica di grande pregio sia perché circoscrive con scrupolosa precisione il contesto geografico (la via Francigena dalla Romandie alla Toscana) e il periodo temporale (X-XII secolo), sia per l’utilizzo rigoroso di metodi e strumenti della storia dell’architettura, dell’archeoastronomia e dell’astronomia culturale. Il lavoro di ricerca storico-documentale, di rilievo e di analisi archeoastronomica dei 63 edifici costituisce un inedito contributo, decisamente importante e prezioso per l’ampliamento dei casi-studio esistenti, capace di fornire agli studiosi dati scientifici suscettibili di interpretazioni e letture critiche secondo logiche che possono essere sia sincretiche, sia analitiche. Il volume “La luce nell'architettura sacra: spazio e orientazione nelle chiese del X-XII secolo tra Romandie e Toscana” di Eva Spinazzè, studiosa di grande talento, è senza dubbio un chiaro e fondamentale esempio di come deve essere condotta una ricerca di archeoastronomia e astronomia culturale, punto di riferimento per la conoscenza e la salvaguardia di tante complesse ed enigmatiche testimonianze materiali di profonde e sapienti culture medioevali. A lei il mio più vivo augurio per questo nuovo ed importante lavoro.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11392/2362284
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