La crisi economica ed il conseguente deterioramento delle finanze pubbliche verificatosi nell’ultimo decennio ha co-stretto i Parlamenti degli Stati dell’area Euro a rafforzare le regole aventi ad oggetto il controllo sugli enti territoriali. Pressoché in tutti i Paesi europei sono state perciò istituite nuove funzioni amministrative di sorveglianza macroecono-mica, i cui meccanismi, sia preventivi che correttivi, sono stati rivolti al fine di vigilare sugli equilibri di bilancio e sul rispetto delle norme tese al contenimento del debito pubblico da parte delle regioni e degli enti locali. Il volume esami-na le conseguenze che questa evoluzione legislativa «anticiclica», dovuta alla congiuntura economica negativa, ha avuto sul concetto stesso di «controllo amministrativo» e prende criticamente posizione verso la scelta del legislatore italiano, effettuata con il decreto legge n. 174 del 2012 – ed unica nel contesto europeo – di attribuire tali funzioni alla Corte dei conti, organo costituzionale e garante imparziale della unità economica della Repubblica, ma estraneo al raccordo go-verno-parlamento e dunque politicamente irresponsabile. Il tutto in un quadro legislativo che vede una parallela molti-plicazione dei controlli interni e dei controlli atipici, affidati dalla legge ad organi amministrativi diversi dalla Corte dei conti, determinando a carico della autonomie anche una situazione complessivamente difettosa, sia sul piano del coor-dinamento tra diverse forme di controllo, sia sul piano della proporzionalità degli oneri che ne derivano.

I controlli sugli enti territoriali nella attuale congiuntura

MAGRI, Marco
2017

Abstract

La crisi economica ed il conseguente deterioramento delle finanze pubbliche verificatosi nell’ultimo decennio ha co-stretto i Parlamenti degli Stati dell’area Euro a rafforzare le regole aventi ad oggetto il controllo sugli enti territoriali. Pressoché in tutti i Paesi europei sono state perciò istituite nuove funzioni amministrative di sorveglianza macroecono-mica, i cui meccanismi, sia preventivi che correttivi, sono stati rivolti al fine di vigilare sugli equilibri di bilancio e sul rispetto delle norme tese al contenimento del debito pubblico da parte delle regioni e degli enti locali. Il volume esami-na le conseguenze che questa evoluzione legislativa «anticiclica», dovuta alla congiuntura economica negativa, ha avuto sul concetto stesso di «controllo amministrativo» e prende criticamente posizione verso la scelta del legislatore italiano, effettuata con il decreto legge n. 174 del 2012 – ed unica nel contesto europeo – di attribuire tali funzioni alla Corte dei conti, organo costituzionale e garante imparziale della unità economica della Repubblica, ma estraneo al raccordo go-verno-parlamento e dunque politicamente irresponsabile. Il tutto in un quadro legislativo che vede una parallela molti-plicazione dei controlli interni e dei controlli atipici, affidati dalla legge ad organi amministrativi diversi dalla Corte dei conti, determinando a carico della autonomie anche una situazione complessivamente difettosa, sia sul piano del coor-dinamento tra diverse forme di controllo, sia sul piano della proporzionalità degli oneri che ne derivano.
978-88-916-2167-2
Controlli enti territoriali, autonomie, crisi
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