Nell’autunno 2000 sono state eseguite alcune indagini geofisiche nel sito di Isernia la Pineta, utilizzando diversi metodi e cioè la tomografia elettrica (“Earth Resistance Tomography – ERT), il georadar e la sismica a rifrazione. Scopo delle misure, valutare se e quali metodi non invasivi sono in grado di individuare il piano di calpestio dell’insediamento. Le misure sono state eseguite sia all’interno del padiglione, con la tomografia elettrica ed il georadar, che all’esterno, con la tomografia elettrica e la sismica a rifrazione. I principali risultati ottenuti all’interno sono l’individuazione di una formazione conduttiva, spessa non più di 1 m, che sta subito al di sotto del piano di calpestio, dove questo affiora, e che potrebbe esserne la traccia anche nella parte non ancora scavata. All’esterno, è stato individuato un piano circa orizzontale alla profondità tra 5 e 10 m dal p. c., che separa una lente spiccatamente conduttiva ed a bassa velocità superficiale, da un substrato più resistivo e più veloce, con valori dei parametri fisici tipici però ancora di un terreno sciolto. La possibile interpretazione geologica è che questa formazione appartenga a limi lacustri, mentre la parte più superficiale è a matrice spiccatamente argillosa

Indagini geofisiche integrate per la definizione litostratigrafica del sito di Isernia la Pineta

SANTARATO, Giovanni;ABU-ZEID, Nasser;MINELLI, Antonella;PERETTO, Carlo
2001

Abstract

Nell’autunno 2000 sono state eseguite alcune indagini geofisiche nel sito di Isernia la Pineta, utilizzando diversi metodi e cioè la tomografia elettrica (“Earth Resistance Tomography – ERT), il georadar e la sismica a rifrazione. Scopo delle misure, valutare se e quali metodi non invasivi sono in grado di individuare il piano di calpestio dell’insediamento. Le misure sono state eseguite sia all’interno del padiglione, con la tomografia elettrica ed il georadar, che all’esterno, con la tomografia elettrica e la sismica a rifrazione. I principali risultati ottenuti all’interno sono l’individuazione di una formazione conduttiva, spessa non più di 1 m, che sta subito al di sotto del piano di calpestio, dove questo affiora, e che potrebbe esserne la traccia anche nella parte non ancora scavata. All’esterno, è stato individuato un piano circa orizzontale alla profondità tra 5 e 10 m dal p. c., che separa una lente spiccatamente conduttiva ed a bassa velocità superficiale, da un substrato più resistivo e più veloce, con valori dei parametri fisici tipici però ancora di un terreno sciolto. La possibile interpretazione geologica è che questa formazione appartenga a limi lacustri, mentre la parte più superficiale è a matrice spiccatamente argillosa
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