La legge che vieta le pratiche di mutilazione genitale è stata definitivamente approvata dal Parlamento italiano. La usanza delle mutilazioni genitali femminili (MGF), erroneamente e semplicisticamente considerata parte della tradizione islamica, è, in realtà, diffusa in molte aree geografiche africane ed asiatiche, fortemente e profondamente radicata in culture e contesti etnici particolari. Sulla base dei limitati dati disponibili si stima, comunque, che, a livello mondiale, tra i 100 ed i 140 milioni di ragazze e donne abbiano subito una mutilazione genitale e che, ogni anno, circa 2 milioni di bambine e ragazze ne subiranno una qualche forma. Si tratta, quindi, di una realtà assolutamente mutata rispetto al passato e non più, oramai, relegabile ad una semplificante e lontana dimensione “tribale”: le MGF sono divenute, anche, un problema per i “developed countries”. Per quanto riguarda la situazione italiana, a fronte di circa 30.000 donne provenienti dai paesi in cui vigono pratiche di mutilazione dei genitali femminili, ancora scarsi sono i dati circa la reale dimensione del fenomeno, per lo più sommerso, che sembra riguardare, tuttavia, migliaia di donne immigrate. In questo contesto, animato anche da un vivace dibattito culturale e politico, si inserisce la legge testè approvata che non si limita solo alla repressione penale delle MGF, ma conferisce ampi spazi allo sviluppo della conoscenza in materia e delega un ruolo fondamentale al personale sanitario che viene ad essere coinvolto in prima persona.

Luci ed ombre nella legge in tema di mutilazioni genitali femminili: una visione di insieme medico-legale

NERI, Margherita
2006

Abstract

La legge che vieta le pratiche di mutilazione genitale è stata definitivamente approvata dal Parlamento italiano. La usanza delle mutilazioni genitali femminili (MGF), erroneamente e semplicisticamente considerata parte della tradizione islamica, è, in realtà, diffusa in molte aree geografiche africane ed asiatiche, fortemente e profondamente radicata in culture e contesti etnici particolari. Sulla base dei limitati dati disponibili si stima, comunque, che, a livello mondiale, tra i 100 ed i 140 milioni di ragazze e donne abbiano subito una mutilazione genitale e che, ogni anno, circa 2 milioni di bambine e ragazze ne subiranno una qualche forma. Si tratta, quindi, di una realtà assolutamente mutata rispetto al passato e non più, oramai, relegabile ad una semplificante e lontana dimensione “tribale”: le MGF sono divenute, anche, un problema per i “developed countries”. Per quanto riguarda la situazione italiana, a fronte di circa 30.000 donne provenienti dai paesi in cui vigono pratiche di mutilazione dei genitali femminili, ancora scarsi sono i dati circa la reale dimensione del fenomeno, per lo più sommerso, che sembra riguardare, tuttavia, migliaia di donne immigrate. In questo contesto, animato anche da un vivace dibattito culturale e politico, si inserisce la legge testè approvata che non si limita solo alla repressione penale delle MGF, ma conferisce ampi spazi allo sviluppo della conoscenza in materia e delega un ruolo fondamentale al personale sanitario che viene ad essere coinvolto in prima persona.
E., Turillazzi; Neri, Margherita
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